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PIANETA TERRA. EUROPA - CURARE LA DEMOCRAZIA ....

DEMOCRAZIA REALE SUBITO: "DEMOCRACIA REAL YA"!!! NOTIZIE DALLA SPAGNA. Alcuni articoli sulla situazione - a c. di Federico La Sala

SPAGNA. La protesta degli «indignados» si è estesa un po’ in tutto il paese. Sul banco degli accusati c’è tutta la classe politica, di destra e di sinistra.
domenica 22 maggio 2011 di Federico La Sala
[...] La protesta degli «indignados» si è estesa un po’ in tutto il paese. I partiti stanno a guardare colti di sorpresa alla vigilia di un voto che nelle previsioni dovrebbe cambiare lo scenario a favore del centro-destra, oggi all’opposizione. Il principale obiettivo della protesta sociale è il premier socialista Zapatero, al governo dal 2004, colpevole - secondo gli «indignati» - di non aver saputo reagire ad una crisi che in Spagna per l’anno in corso prevede una crescita irrisoria del (...)

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> DEMOCRAZIA REALE SUBITO: "DEMOCRACIA REAL YA"!!! NOTIZIE DALLA SPAGNA. .... Lo scrittore Cercas: "L’economia ha punito chi era al governo", "Ma sulle libertà civili non si torna indietro"

lunedì 23 maggio 2011

L’autore catalano: "L’economia ha punito chi era al governo"

Lo scrittore Cercas: "Ma sulle libertà civili non si torna indietro"

Il Paese ha bisogno di una grande riforma della politica. Se la protesta non si volatilizza, avrà conseguenze importanti

Non cambierà molto nei rapporti con la Chiesa: le azioni verso il suo potere sono state simboliche, non reali

di Omero Ciai (la Repubblica, 23.05.2011) MADRID - «Era impossibile - dice lo scrittore catalano Javier Cercas - che con questa situazione economica la Spagna non punisse nelle urne il governo in carica. Ci sono 5 milioni di disoccupati e non trova lavoro un giovane su 2 sotto 30 anni. Quelli che lo trovano sono precari, spesso con scarse prospettive. E in molti casi con impieghi al di sotto della loro reale preparazione. Vincerà il centro destra anche le elezioni generali? E’ possibile. Io non voterò mai a destra ma riconosco l’importanza dell’alternanza in democrazia. E’ una cosa sana».

Non ha paura che il leader del Partito popolare Rajoy voglia spazzare via la "rivoluzione laica" di Zapatero?

«Sulle libertà civili non si torna indietro. Non credo che quando il centro-destra tra qualche mese arriverà al governo nazionale decida di cancellare i matrimoni gay o il divorzio express. Di certo (ride) non ci potrà riportare in Iraq come fece Aznar». E la relazione con la Chiesa? «Io penso che Zapatero nella sua rivoluzione laica abbia fatto delle cose importanti. Ma riguardo alla Chiesa la sua azione è stata più simbolica che di sostanza. Il potere della Chiesa in Spagna non è cambiato molto».

Come vede il futuro degli "indignados" di Puerta del Sol?

«Mi fa piacere che abbiano deciso di restare in quella piazza a discutere per un’altra settimana e spero che riescano ad essere concreti, a costringere i partiti politici al confronto con le loro proposte. La Spagna ha bisogno di una grande riforma della politica e se la protesta degli "indignados" non si volatilizza in poche settimana avrà conseguenze importanti in questo Paese. Spero che i partiti siano costretti a confrontarsi con loro».

Cosa serve alla politica in Spagna?

«Rinnovamento. Ci stavo pensando proprio in questi giorni grazie agli "indignados". Della politica in Spagna non si occupano i migliori. Per esempio io non conosco nessuno della mia generazione che ha scelto di impegnarsi nella politica. E’ sbagliato. Ad un certo punto la politica è diventato un affare di persone mediocri, soprattutto a livello locale. Protestare costringe i partiti a non addormentarsi, a rinnovarsi».

Quindi anche l’alternanza?

«Voglio dirlo con molta chiarezza. Io sono cresciuto a Gerona, una cittadina della Catalogna dove la sinistra, i socialisti, governano da 30 anni. Non è bene. L’alternanza in democrazia è salutare. D’altra parte il partito socialista sperava che la crisi economica durasse meno e invece non ne siamo ancora usciti e non ne usciremo nei prossimi mesi. Non credo che il partito popolare farà una politica economica molto diversa da quella socialista. I margini sono stretti, per questo spero negli "indignados".


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