Poster un message

En réponse à :
AL VOTO, AL VOTO !!! L’ITALIA, I REFERENDUM, E LA TERRA D’ISLANDA.Il ritorno all’ entusiasmo per un popolo in ginocchio, avvilito, impoverito ...

REFERENDUM E COSTITUZIONE : L’ISLANDA CHIAMA L’ITALIA. E L’ITALIA RISPONDE. Domenica e lunedi’, tutti e tutte a votare - che grande festa !!! Una nota di Bruno Gambardella - a c. di Federico La Sala

AI SEGGI, A VOTARE. Domenica 12 e lunedì 13, qualunque sia il vostro parere sulla privatizzazione deiservizi (in primis l’acqua), sul nucleare e sul legittimo impedimento, andate ai seggi. In attesa di un po’ d’Islanda anche da noi non facciamoci derubare della scheda referendaria... Buon voto a tutti !
lundi 13 juin 2011 par Federico La Sala
[...] Dopo la terribile crisi economica e finanziaria che ha distrutto le banche e l’economia dell’Islanda, gli isolani hanno trovato la forza per lasciarsi alla spalle un periodo difficile e, partendo proprio dalla Carta fondamentale, ricominciare un percorso di vita istituzionale da sempre caratterizzato dal rispetto per le regole, da grande tolleranza e un’avanzata concezione dei diritti civili [...]
PER I REFERENDUM UNA VALANGA DI "SI" : "LA BANDIERA DELLA REPUBBLICA SU QUELLA (...)

En réponse à :

> REFERENDUM E COSTITUZIONE : L’ISLANDA CHIAMA L’ITALIA. E L’ITALIA RISPONDE. ---- Referendum, il quorum c’è : vota il 57%. Vittoria netta dei sì in tutti i quesiti.

lundi 13 juin 2011

NELLA SEDE DELL’ITALIA DEI VALORI, PROMOTRICE DI DUE QUESITI, GIÀ SI FESTEGGIA

-  Referendum, il quorum c’è : vota il 57%
-  Vertice della Lega : « Basta sberle »

-  Vittoria netta dei sì in tutti i quesiti. Anche -Berlusconi aveva ammesso : « Addio al nucleare » *

MILANO - Il quorum è stato raggiunto. Quella che fino a lunedì mattina sembrava solo una eventualità più che probabile (dopo il 41% di votanti registrato nella rilevazione di domenica sera) è diventata una certezza con l’arrivo dei primi dati ufficiali del ministero dell’Interno : l’affluenza alle urne per i quattro referendum si è infatti attestata al 57%. Lo stesso Silvio Berlusconi, in mattinata, a voto ancora in corso, aveva rotto il silenzio elettorale ammettendo che « dovremo dire addio al nucleare in seguito del voto popolare » e che « dovremo impegnarci sulle energie rinnovabili ». Un concetto poi ribadito a risultato ormai conclamato : « La volontà degli italiani è netta su tutti i temi delle consultazioni ».

I RISULTATI - Insomma, un risultato decisamente positivo per i comitati referendari, che per la prima volta da 16 anni a questa parte riescono nell’obiettivo di ottenere una partecipazione di popolo tale da garantire la validità della consultazione. In tutte le precedenti occasioni, infatti, il fronte dei no ha sempre preferito optare per una campagna pro-astensione, con l’obiettivo di far fallire il voto assommando il proprio non voto a quello degli astensionisti fisiologici, coloro che cioè non vanno a votare neppure per le elezioni politiche. Ma questa volta il « fuori gioco » referendario non è scattato. E il risultato alla fine è stato scontato : i sì per i diversi quesiti, senza significative variazioni per i diversi temi affrontati, risultano attorno al 95-97%.

RIPERCUSSIONI SUL GOVERNO - Resta ora da verificare se vi saranno ripercussioni sul governo, visto che il referendum sul legittimo impedimento coinvolge direttamente il premier Silvio Berlusconi e che gli altri tre sono comunque legati a provvedimenti approvati dal governo o legati al programma elettorale del centrodestra. Il portavoce del Pdl, Daniele Capezzone, e il ministro Ignazio La Russa, che del partito è coordinatore, si sono affrettati a dire che gli italiani hanno votato su quesiti specifici e non sulla tenuta dell’esecutivo. Le opposizioni, dal canto loro, sono immediatamente partite all’attacco. Per il segretario del Partito democratico, Pier Luigi Bersani, Berlusconi a questo punto avrebbe solo un passo da compiere : « Si dimetta e vada al Colle ».

IL VERTICE DELLA LEGA - Ma non è solo l’opposizione ad analizzare il secondo risultato negativo per il centrodestra a distanza di poche settimane dalla debacle delle amministrative. Da più parti gli analisti, anche dell’area pidiellina, parlano di disaffezione degli elettori moderati e di necessità di rivedere la politica della maggioranza. La Lega ha riunito in via Bellerio il proprio stato maggiore : ci sono Bossi e i principali ministri. E anche se questi incontri sono la norma il lunedì nella sede del Carroccio, appare certo che le valutazioni che il Senatur si accingono a fare riguarderanno non solo l’esito della consultazione ma anche i rapporti interni alla coalizione. A maggior ragione considerando che domenica prossima ci sarà il tradizionale raduno di Pontida nel corso del quale Bossi parlerà al popolo leghista reduce dalla doppia sconfitta al referendum e alle elezioni amministrative, con il tracollo di Milano. Particolarmente esplicito Roberto Calderoli : « Diremo a Berlusconi cosa dovrà portare in aula il 22 giugno. Siamo stanchi di prendere sberle... ».

Al. S.

* Corriere della Sera, 13 giugno 2011


Ce forum est modéré à priori : votre contribution n'apparaîtra qu'après avoir été validée par un administrateur du site.

Titre :

Texte de votre message :
(Pour créer des paragraphes, laissez simplement des lignes vides.)

Lien hypertexte (optionnel)
(Si votre message se réfère à un article publié sur le Web, ou à une page fournissant plus d'informations, veuillez indiquer ci-après le titre de la page et son adresse URL.)
Titre :

URL :

Qui êtes-vous ? (optionnel)
Votre nom (ou pseudonyme) :

Votre adresse email :