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CALABRIA: RISCOSSA CIVILE E DEMOCRAZIA "REALE"!!! La ’ndrangheta non si sconfigge solo nelle aule dei Tribunali, ma anche con una politica culturale sul territorio che faccia terra bruciata del consenso di cui si alimenta.

LAMEZIA TERME DA’ IL VIA: IN COLLISIONE CON LA COLLUSIONE!!! «Trame. Festival dei libri sulle mafie» promosso dall’assessore alla Cultura, Tano Grasso, antesignano del movimento nazionale antiracket. Una nota di Giuseppe Oddo - a c. di Federico La Sala

Dal mercoledì 22 a domenica 26 giugno convergeranno da tutt’Italia nel centro storico lametino magistrati, giornalisti, studiosi, imprenditori, uomini di chiesa, tutti autori di libri sulla mafia, per suscitare un dibattito pubblico e denunciare le connivenze.
venerdì 24 giugno 2011 di Federico La Sala
[...] L’obiettivo è alto: provocare un effetto valanga che travolga il silenzio, la paura, la rassegnazione, l’assuefazione, quel modo di pensare diffuso, in Calabria come in Sicilia, che consente alla criminalità organizzata di radicarsi e mimetizzarsi nel tessuto sociale.
«Vogliamo far vedere - dice ancora Abbate - che esistono persone che fanno antimafia lontano dai riflettori, fornendo contributi concreti ed esempi individuali». Il messaggio, per coloro che vivono in una condizione di (...)

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> LAMEZIA TERME DA’ IL VIA: IN COLLISIONE CON LA COLLUSIONE!!! ---- A PALERMO, IL 17-18-19 LUGLIO 2011, LE AGENDE ROSSE (di Salvatore Borsellino)..

lunedì 20 giugno 2011

17-18-19 luglio 2011: le Agende Rosse a Palermo

di Salvatore Borsellino e Redazione di 19 luglio 1992 *

Il 17, 18 e il 19 luglio 2011, nel diciannovesimo anniversario per la strage di Via D’Amelio, tutti gli appartenenti al Movimento delle Agende Rosse e tutti quelli che vogliono fare memoria del sacrificio di Paolo, di Agostino, di Claudio, di Emanuela, di Vincenzo e di Eddie Walter, uccisi per mano della mafia e di schegge deviate di quello Stato che con la mafia aveva scelto di venire a patti piuttosto che combatterla, sono chiamati a Palermo per partecipare alla nostra lotta.

Quest’anno vogliamo non solo fare memoria e lottare per i giudici morti ma anche stringerci attorno a quei magistrati che a Palermo, ma anche a Caltanissetta e a Firenze, stanno cercando di togliere quel pesante velo nero che fino ad oggi, grazie a depistaggi, archiviazioni forzate, leggi studiate per scoraggiare i collaboratori di Giustizia, hanno impedito di arrivare ai mandanti occulte di quelle stragi.

Questi giudici sono oggi in grave pericolo, pericolo anche per le loro stesse vite e e per quelle delle loro famiglie. Potrebbero non bastare, per fermarli, gli stessi metodi che sono stati usati per eliminare altri magistrati, le avocazioni, i trasferimenti, le delegittimazioni. L’atmosfera è oggi troppo simile a quella degli anni che precedettero le stragi di Capaci e di via D’Amelio e quelle altre stragi che nel ’93 furono necessarie per chiudere quell’infame trattativa.

Le manovre di delegittimazione e le aggressioni di ogni tipo verso magistrati come Antonio Ingroia e Nino di Matteo vanno di pari passo con una pretesa riforma della Giustizia che è in realtà un vero e proprio sovvertimento di quel principio fondamentale della Costituzione che sancisce l’indipendenza della Magistratura. Gli stessi poteri che hanno voluto e progettato quelle stragi potrebbero metterne in atto delle altre per favorire il passaggio da un sistema di potere che sta ormai annegando nel suo stesso fango ad un nuovo, e forse peggiore equilibrio.

Noi non permetteremo che ci siano dei nuovi magistrati uccisi che i loro stessi assassini fingano poi di piangere come eroi, la nostra terra non ha bisogno di eroi, ha bisogno di Giustizia e di Verità e per la Giustizia e per la Verità noi saremo in questi tre giorni a Palermo a combattere la nostra lotta.

Quest’anno il presidio in Via D’Amelio durerà l’intera giornata del 19, dall’alba alla notte staremo in via D’amelio, accanto all’ulivo di Paolo e dei suoi ragazzi, per impedire che questo luogo sacro venga profanato. Quest’anno non permetteremo a nessun avvoltoio di avvicinarsi al luogo della strage. Non vogliamo corone di Stato per una strage di Stato. Vorremmo che al centro di questa giornata fossero i familiari dei ragazzi morti insieme a Paolo che Paolo hanno difeso fino all’ultimo con il loro stesso corpo e che, come Paolo, sono stati fatti a pezzi.

* Per il programam dettagliato, vedi: sito.


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