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MARCIA PERUGIA-ASSISI. PER LA PACE E LA FRATELLANZA DEI POPOLI ....

INSURREZIONE MORALE DEL POPOLO ITALIANO. DOMENICA 25 SETTEMBRE IN MARCIA DA PERUGIA AD ASSISI - del "Centro di ricerca per la pace" di Viterbo

(...) marciare per la pace significa marciare contro la guerra, e l’ideatore della marcia Perugia-Assisi Aldo Capitini era di una chiarezza cristallina nel proporre l’opposizione integrale alla guerra. (...)
dimanche 25 septembre 2011 par Federico La Sala
[...] affermare la fratellanza tra i popoli implica riconoscere i diritti umani di tutti gli esseri umani, e l’ideatore della marcia Perugia-Assisi Aldo Capitini era di una chiarezza cristallina nel proporre l’opposizione al razzismo come ad ogni altra forma di discriminazione, oppressione, sfruttamento e persecuzione [...]

CONTRO LA GUERRA E CONTRO IL RAZZISMO DOMENICA 25 SETTEMBRE IN MARCIA DA PERUGIA AD ASSISI
Il "Centro di ricerca (...)

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> LETTERA APERTA AGLI ORGANIZZATORI DELLA MARCIA PERUGIA-ASSISI ED A TUTTI I PACIFISTI ITALIANI (di Rete NoWar - Roma Citizens against War)

jeudi 22 septembre 2011

LETTERA APERTA AGLI ORGANIZZATORI DELLA MARCIA PERUGIA-ASSISI ED A TUTTI I PACIFISTI ITALIANI

di Rete NoWar - Roma Citizens against War - Rome

Roma, 21.09.2011

Alla Tavola della Pace Via della Viola, 1 06122 Perugia Fax : 075/5739337 email : info@perlapace.it

e p.c.

alle associazioni, ai “movimenti”, agli organi istituzionali ed ai media invitati alla Conferenza di presentazione della “Marcia per la pace” Perugia-Assisi, 2011.

LETTERA APERTA AGLI ORGANIZZATORI DELLA MARCIA PERUGIA-ASSISI ED A TUTTI I PACIFISTI ITALIANI

Nel manifesto di convocazione della "Marcia per la Pace" sono contenuti generi­ci appelli contro "le guerre", "la violenza", "il commercio delle armi" ed a "met­tere fine alla guerra in Libia, in Afghanistan".

Ma allora vi chiediamo : da sei mesi è in corso in Libia, a soli 500 km dall’Italia, una sanguinosa guerra che ha comportato 9.000 azioni di bombardamento, che ha causato immani distruzioni e privazioni per la popolazione, migliaia, o forse decine di migliaia, di vittime civili innocenti, centinaia di migliaia di profughi.

DOVE ERAVATE IN QUESTI 6 MESI ? Eravate voltati dall’altra parte ?

Piccoli gruppi come i nostri hanno tentato di sensibilizzare l’opinione pubblica con una serie di manifestazioni ignorate dalla stampa. Abbiamo manifestato davanti all’ambasciata di Francia, davanti a Montecitorio, in Pza Venezia ; ci sia­mo recati presso le ambasciate dei paesi non belligeranti del Consiglio di Sicu­rezza dell’ONU (Cina, Russia, India, Brasile, Sudafrica) per chiedere di favorire un cessate il fuoco immediato ed una mediazione tra le parti sotto l’egida di or­ganizzazioni neutrali quali l’Unione Africana o i paesi sudamericani. Tramite co­municati abbiamo invitato tutti a partecipare a queste azioni di sensibilizzazione dell’opinione pubblica, eppure ci siamo sempre ritrovati soli. Dove eravate ? Quali iniziative per fermare la guerra avete intrapreso voi ?

Non vi siete accorti che i paesi aggressori (USA, Francia, Gran Bretagna, Italia, paesi della NATO, monarchie arabe reazionarie come il Qatar e gli Emirati) sta­vano violando lo spirito e la lettera della risoluzione dell’ONU che parlava di una presunta azione di "protezione dei civili", ponendosi invece l’obiettivo di un cambio di regime con la forza delle armi ? Non vi siete accorti che gli insorti erano continuamente riforniti di armi e appoggi logistici e militari e sobillati a non aderire ad alcuna trattativa ? Non vedete che l’unico scopo di questa ope­razione è la spartizione delle risorse della Libia in un ambito neo-coloniale ?

Perché non una parola di condanna avete espresso sui bombardamenti e le azioni militari degli aggressori ? L’unica parola di condanna esplicita l’avete ri­volta contro un altro paese, la Siria, dove il governo ha aperto un dialogo con l’opposizione più responsabile. Ma anche in questo caso, come in Libia, frange di Al-Qaeda, integralisti islamici radicali ed ex-combattenti dell’Afghanistan ven­gono forniti di armi e sobillati da USA, Francia, Gran Bretagna e monarchie ara­be reazionarie (Arabia Saudita in testa) a destabilizzare il governo, negando ogni dialogo.

STATE FORSE INDICANDO AI BOMBARDIERI DELLA NATO IL PROSSIMO OBIETTIVO ?

Vi ricordiamo che tutte le guerre e le aggressioni precedenti sono state prece­dute da bugie palesi (armi di distruzione di massa di Saddam, massacro di 10.000 civili libici mai avvenuto con relative false immagini di fosse comuni, ecc.) e giustificate con la retorica dei "diritti umani" violati.

VI CHIEDIAMO : VI RISULTA CHE LE CONDIZIONI MORALI E MATERIALI DEI CIVILI DELL’IRAQ, DELLA SOMALIA, DELL’AFGHANISTAN, DEL KOSSOVO, ED OGGI DELLA LIBIA SIANO MIGLIORATE DOPO GLI INTERVENTI ARMATI "UMANITARI" OCCIDEN­TALI ? L’UNICO RISULTATO SONO STATI MILIONI DI MORTI E DI PROFUGHI, GUER­RA CIVILE, DISASTRO UMANITARIO, CROLLO DI TUTTE LE CONDIZIONI DI VITA.

Ed ora le popolazioni delle città libiche di Sirte, Bani Walid e Sabha rischiano di essere massacrate dagli insorti, sotto l’egida di una operazione ONU approvata "per proteggere i civili" e con il silenzio-assenso vostro e di chi vi sostiene.

-  IN QUESTE CONDIZIONI LA "MARCIA DELLA PACE"
-  DIVENTA UN SEPOLCRO IMBIANCATO.

Questi sono i motivi per cui non aderiamo alla marcia in quanto associazioni. Non avalliamo iniziative rituali ed istituzionali, ma continueremo con le nostre iniziative concrete a favore di un cessate il fuoco e di un dialogo tra le parti in Libia, come in Siria.

Rete NoWar - Roma Citizens against War - Rome

Per ulteriori chiarimenti :
-  Vincenzo Brandi brandienzo@libero.it Patrick Boylan patrick@boylan.it

* Il Dialogo, Giovedì 22 Settembre,2011 Ore : 17:17


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