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> GUARIRE LA NOSTRA TERRA: VERITÀ E RICONCILIAZIONE. -- Le declinazioni del noi e l’esclusione dell’altro. La sistematica di Linneo

giovedì 9 agosto 2018

PSICHIATRIA E RAZZISMI
-  Storie e documenti

La sistematica di Linneo

di Luigi Benevelli (POL.IT, 14 gennaio, 2014)

      • Luigi Luca Cavalli Sforza, Daniela Padoan, Razzismo e noismo - le declinazioni del noi e l’esclusione dell’altro, Einaudi, Torino, 2013, pp. 72-75, passim.

Il pensiero occidentale è contrassegnato dalla prepotenza. Il grande sviluppo della sistematica ebbe pienamente luogo solo nel Settecento, con il botanico Carl Nilsson Linnaeus (1707-1778), che cominciò a organizzare le specie raggruppandole in generi, e quindi raggruppando i generi in una serie di categorie superiori basandosi sulle somiglianze morfologiche e anatomiche.
-  Da quando nel 1735 venne introdotta la sua nomenclatura binomiale - basata sul modello aristotelico di «genere prossimo» e di «differenza specifica» - si è iniziato a declinare in latino il genere e la specie degli organismi.

Linneo ha teorizzato un sistema di classificazione in cui il genere HOMO, posto in cima al regno animale, viene suddiviso in due specie: l’uomo «diurno», o homo sapiens, e l’uomo «notturno» o homo troglodytes, altrimenti detto uomo delle foreste o orangutan.
-  È curioso come la nostra cultura abbia sempre teso a vedere la luce come il divino, l’alto, il sublime, e il buio come il demoniaco, il basso, il territorio dei bruti. Secondo il sistema delle similitudini e analogie, il Sole - simbolo platonico del Bene, che sempre nella sua corsa, tende a occidente - segna l’uomo occidentale.
-  Il secolo dei Lumi, nelle retorica settecentesca, porta la ragione nelle menti ottenebrate dalla superstizione e dall’ignoranza; allo stesso modo, nella retorica coloniale del secolo successivo, dall’uomo occidentale procede la civilizzazione che porta la luce nel “cuore di tenebra” dei continenti selvaggi. Il che è perfettamente in sintonia con la classificazione linneiana di Homo sapiens in sei decrescenti varietà diurne, quattro varietà di «uomini normali», catalogabili secondo la provenienza geografica, il colore della pelle e le corrispettive «qualità morali», e due varietà di «uomini anormali».
-  Nella tassonomia di Linneo abbiamo

      • Homo sapiens europaeus descritto come bianco ordinato, ingegnoso, inventivo, retto da leggi,
        -  Homo sapiens americanus,, rosso, amante della libertà, soddisfatto del proprio destino, irascibile,
        -  Homo sapiens asiaticus, giallastro, orgoglioso, avaro, melanconico,
        -  Homo sapiens afer, nero, indolente, infido, scarsamente intelligente e incapace di autogoverno,
        -  Homo sapiens ferus o uomo selvaggio, muto, quadrupede, villoso che comprende anche gli enfants sauvages, bambini abbandonati a se stessi e incapaci di parlare e apprendere, molto numerosi nella letteratura settecentesca,
        -  Homo sapiens monstruosus o uomo teratologico, portatore di “forme devianti”, ovvero di malformazioni congenite e deficit cognitivi.

Nella decima edizione del Systema naturae (1758), compare la classe dei primati, che sostituisce il precedente Anthropomorphae; qui avviene l’abbinamento del genere Homo con la specie sapiens. Dopo la scoperta dei fossili nella valle tedesca di Neanderthal, l’Homo sapiens divenne sapiens sapiens.


Sul tema, nel sito, cfr.:

PIANETA TERRA. Fine della Storia o della "Preistoria"? "Pietà per il mondo, venga il nuovo sapere" (M. Serres, Distacco, 1986). Tracce per una svolta antropologica
-  OCCIDENTE, AGONISMO TRAGICO, E MENTE ACCOGLIENTE.

FREUD, KANT, E L’IDEOLOGIA DEL SUPERUOMO. ALLA RADICE DEI SOGNI DELLA TEOLOGIA POLITICA EUROPEA ATEA E DEVOTA.

Federico La Sala


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