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DIO AMORE ("CHARITAS") O DIO MAMMONA ("CARITAS")?! LA GERARCHIA DEL "LATINORUM" CATTOLICO-ROMANO HA DECISO PER DIO MAMMONA (Benedetto XVI, "Deus caritas est", 2006) E SI PREPARA ... A PORTARE LA "BUONA NOTIZIA" A TUTTA LA TERRA ...

AD ASSISI, A PARLARE DI DIO CON LA RAGIONE ASTUTA DEL SERPENTE. Senza l’innocenza evangelica della colomba, l’arcivescovo Bruno Forte va alla ricerca della via di mezzo tra "esclusivismo", "relativismo", e "inclusivismo". Una sua riflessione - a c. di Federico La Sala

( ...) senza l’accettazione del principio di non contraddizione nessun dialogo o comunicazione vera potrebbe darsi fra gli uomini (...)
giovedì 27 ottobre 2011 di Federico La Sala
[...]la sfida delle grandi religioni e del loro rapporto col cristianesimo è quanto mai attuale: l’altro è ormai in casa nostra, concretamente e nel mondo virtuale. Dialogo e proclamazione vanno dunque coniugati. Alcuni offrono alla tesi «pluralistica» come fondamento ermeneutico la considerazione che il pensiero asiatico, specialmente indiano, non si costruisce sul principio di non contraddizione, e quindi sulla contrapposizione, ma sull’allargarsi ospitale dell’identità, che può (...)

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> AD ASSISI, A PARLARE DI DIO CON LA RAGIONE ASTUTA DEL SERPENTE. ---- IL CORAGGIO DI INDIGNARSI (di Arturo Paoli).

domenica 23 ottobre 2011

Il coraggio di indignarsi

di Arturo Paoli (“oreundici”, n° 10, ottobre 2011)

Sentirei di mancare di amicizia se non parlassi della mia evoluzione in questo momento, che è la ragione per cui non ho svolto come tutti gli anni la meditazione mattutina strettamente religiosa. La mia vita è sempre stata un passaggio interno, che credo e spero dovuto alla devozione che ho scelto verso lo Spirito santo perché - questo è il fondamento della mia fede - sono convinto che sia lo Spirito santo a dirigere la storia e l’evoluzione dei tempi, pur rispettando la libertà dell’uomo. Ho sentito nitidamente come un suono di campana che tutto il Vangelo è condensato in una frase di Gesù: cercate prima il regno di Dio e la sua giustizia. Prima ancora della vostra devozione particolare, prima della preoccupazione di salvare l’anima: cercate prima il regno di Dio e la sua giustizia. La seconda verità che ha battuto per molto tempo dentro di me è una frase di Paolo: fare la verità nell’amore. Non si possono disgiungere queste due qualità, l’amore e la verità. Con queste due verità sto vivendo questi ultimi anni della mia vita e credo che non mi lasceranno più, cercando sempre, come posso, di aiutare l’avveramento di queste due esigenze che sono dettate e rinnovate dallo Spirito santo. Questa è una costante della mia vita: tu lasciati tormentare, poi un giorno ti sarà chiaro, capirai.

Il giorno della chiarezza è venuto qualche mese fa quando, dopo aver ricevuto alcune persone, ho trovato sul mio tavolo un libro di dimensioni imponenti, con 650 pagine. Non voglio diventare pazzo, ho cercato di allontanarlo da me perché non mi venisse la tentazione, invece la tentazione mi è venuta il giorno dopo e ho cominciato a sfogliarlo per curiosità. L’autore Sergio Soave è il sindaco di una cittadina del Piemonte, Savigliano, e il titolo del libro è: Senza tradire, senza tradirsi. È la storia della vita politica in Europa dopo la guerra del 1915, epoca in cui le grandi forze popolari del socialismo e del comunismo suscitavano la ricerca di rinnovamento e di cambiamento. Il libro ricostruisce la storia di due personaggi, uno conosciuto per le sue opere letterarie, Ignazio Silone, e l’altro piemontese, a me sconosciuto fino ad ora, Angelo Tasca.

Progredendo nella lettura, che mi appassionava sempre di più, ho cercato di raggiungere l’autore, per dirgli che il suo libro risolve un problema che mi tormenta da tempo e che mi sarebbe piaciuto incontrarmi con lui. Dopo neanche una settimana questo sindaco è venuto da me, e abbiamo condiviso molti pensieri. Il problema che mi ha tormentato in questi ultimi anni, da quando sono rientrato definitivamente in Italia, e che continua a tormentarmi è questo: come facciamo noi cristiani a vivere in una società che è il tradimento totale dei precetti evangelici? Come facciamo? Noi cristiani dobbiamo interessarci singolarmente alla salvezza della nostra anima, e disinteressarci di vivere in una società che contraddice totalmente il vangelo? Allora perché Gesù ha detto cercate per primo il regno di Dio?

Vedo intorno a me l’insensibilità totale dei cattolici italiani che votano quasi dormendo, che siccome mangiano bene tre volte al giorno e possono soddisfare certe curiosità di consumo o della tecnica, allora dicono pazienza, perché interessarmi alla politica? lo mi arrangio da me. Al contrario ho sempre pensato e ancora penso che un cristiano non possa vivere in una società che smentisce completamente il vangelo, a cominciare dalla prima beatitudine: beati i poveri in spirito. Non ho mai pensato che il messaggio di Gesù sia una verità astratta: fare la verità dice Paolo, non credere in un dogma.

Il regno di Dio predicato e praticato da Gesù è mescolato ai poveri e per spiegarlo meglio ci ha lasciato una brevissima preghiera: venga il tuo regno sulla terra, come nel cielo. Il cielo si trasferisce sulla terra, in che cosa la terra può imitare il cielo? Nella giustizia, nell’amore, nel formare una famiglia umana che viva in una atmosfera di amore.


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