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CRISI NUCLEARE. All’indomani della pubblicazione del rapporto dell’Aiea sul nucleare iraniano, uno scenario (reale) da brividi.

IRAN E ISRAELE : ALLARME ROSSO. CON LA SUA INVINCIBILE ARMADA VOLANTE, ISRAELE E’ PRONTA AD ATTACCARE TEHERAN. Un breve resoconto di U. De Giovannangeli - a c. di Federico La Sala.

Di fronte all’acuirsi della crisi tra Israele e Iran, si moltiplicano gli sforzi internazionali per una svolta diplomatica. L’Europa chiede un rafforzamento delle sanzioni. Tel Aviv le accetta solo se saranno « paralizzanti ».
dimanche 18 novembre 2012 par Federico La Sala
[...] « Se saremo attaccati risponderemo con i missili all’aggressione », avverte il generale Mohammed Ali Jafari, comandante dei Guardiani della rivoluzione. I vettori iraniani possono trasportare sia testate convenzionali che chimiche o batteriologiche e addirittura nucleari. Se venissero utilizzate armi di distruzione di massa la risposta israeliana non si farebbe attendere grazie ai missili balistici Jericho II e Jericho III. Non solo : le testate nucleari miniaturizzate a bordo dei (...)

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> IRAN E ISRAELE : ALLARME ROSSO. --- Israele minaccia Damasco : « colpi di avvertimento » contro la Siria.

lundi 12 novembre 2012

Israele minaccia Damasco e lancia missili contro il Golan

di U. D. G. (l’Unità, 12.11.2012)

Venti di guerra sul Golan. Sinistri presagi di una preoccupante escalation della guerra siriana. Israele ha esploso ieri « colpi di avvertimento » contro la Siria. Ad annunciarlo è Tsahal, l’esercito dello Stato ebraico. È la prima volta, dalla guerra del 1973, che Israele apre il fuoco contro le postazioni siriane. « Poco fa (tarda mattinata, ndr) un colpo di mortaio ha colpito una postazione militare sulle Alture del Golan, nei pressi del confine tra Israele e Siria, nell’ambito del conflitto interno alla Siria. I soldati israeliani hanno risposto esplodendo colpi di avvertimento verso aree siriane », ha dichiarato l’esercito in un comunicato. Si tratta, conferma la radio siriana, del primo coinvolgimento diretto dell’esercito israeliano sulle Alture del Golan dalla guerra del 1973. Il ministro della Difesa, Ehud Barack, ha intimato al regime di Damasco (ma di fatto senza escludere i ribelli) che Israele è pronta a « risposte più dure » se saranno sparati nuovi colpi dalla Siria verso il proprio territorio.

Una fonte della sicurezza israeliana ha indicato che l’esercito ha fatto fuoco nella direzione di una postazione di mortaio che aveva lanciato un colpo caduto vicino a un insediamento ebraico senza provocare vittime. Le Forze di difesa israeliane hanno « depositato una denuncia attraverso le forze Onu attive nell’area, affermando che il fuoco proveniente della Siria verso Israele non sarà tollerato e troverà una severa risposta ».

Sempre in giornata il premier israeliano Benjamin Netanyahu aveva fatto sapere che lo Stato ebraico « sta monitorando attentamente quello che sta succedendo al confine con la Siria » aggiungendo di essere « pronto per ogni tipo di sviluppo ». La tensione è altissima. Israele rafforza le sue postazioni nel Golan.

Nella notte l’allarme è suonato nelle città frontaliere israeliane. « Israele ritiene responsabile di quanto è accaduto e potrà accadere il governo di Damasco - ribadisce in serata un portavoce del ministero della Difesa di Tel Aviv - Spetta al presidente Assad garantire la sicurezza dell’area di frontiera in territorio siriano. Intervenga, se è ancora in grado di farlo ». Sono segnali che rafforzano i timori della comunità internazionale che la guerra civile in Siria possa sfociare in un più ampio conflitto regionale.


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