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CRISI NUCLEARE. All’indomani della pubblicazione del rapporto dell’Aiea sul nucleare iraniano, uno scenario (reale) da brividi.

IRAN E ISRAELE : ALLARME ROSSO. CON LA SUA INVINCIBILE ARMADA VOLANTE, ISRAELE E’ PRONTA AD ATTACCARE TEHERAN. Un breve resoconto di U. De Giovannangeli - a c. di Federico La Sala.

Di fronte all’acuirsi della crisi tra Israele e Iran, si moltiplicano gli sforzi internazionali per una svolta diplomatica. L’Europa chiede un rafforzamento delle sanzioni. Tel Aviv le accetta solo se saranno « paralizzanti ».
dimanche 18 novembre 2012 par Federico La Sala
[...] « Se saremo attaccati risponderemo con i missili all’aggressione », avverte il generale Mohammed Ali Jafari, comandante dei Guardiani della rivoluzione. I vettori iraniani possono trasportare sia testate convenzionali che chimiche o batteriologiche e addirittura nucleari. Se venissero utilizzate armi di distruzione di massa la risposta israeliana non si farebbe attendere grazie ai missili balistici Jericho II e Jericho III. Non solo : le testate nucleari miniaturizzate a bordo dei (...)

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> IRAN E ISRAELE : ALLARME ROSSO. --- Teheran, assalto all’ambasciata britannica. proteste dopo la decisione di Londra di sanzionare il Paese sul programma atomico.

mercredi 30 novembre 2011


-  IRAN

-  Teheran, assalto all’ambasciata Gb
-  liberi i sei ostaggi, edifici in fiamme

Le proteste dopo la decisione di Londra di sanzionare il Paese sul programma atomico. Le forze di sicurezza non hanno impedito subito l’attacco, i dipendenti scappano dal retro. Arresti tra i manifestanti. L’ambasciatore britannico sarà espulso entro due settimane. Il governo britannico : "Indignati per l’attacco". Dura condanna da Usa, Germania e Ue *

TEHERAN - Decine di manifestanti hanno fatto irruzione nella sede dell’ambasciata britannica della capitale iraniana, e hanno tolto dall’edificio la bandiera della Gran Bretagna, sostituendola con quella dell’Iran. Nell’attacco, che ha interessato anche un altro complesso di proprietà del Regno Unito, sono stati anche incendiati documenti sottratti agli uffici. Gli occupanti avevano fatto sapere che avrebbero lasciato i due complessi solo quando l’ambasciatore britannico fosse andato via. Invece, in serata, la manifestazione degli studenti si è conclusa e i manifestanti hanno lasciato le due proprietà. E’ rimasto solo un gruppo di studenti che, secondo l’agenzia ufficiale Irna, ha fatto sapere che non metterà fine al sit-in finché non sarà la Guida Suprema, l’ayatollah Ali Khamenei, a chiederlo. Durante la protesta Londra aveva avvertito i cittadini britannici che si trovano in Iran di "rimanere in casa e mantenere un basso profilo".

L’ambasciata oggi ha subito due assalti, e dopo il secondo si sono registrati scontri tra la polizia e i manifestanti. Uno studente è rimasto ferito in modo grave, mentre altri manifestanti e alcuni poliziotti hanno riportato ferite leggere negli scontri. L’agenzia semi-ufficiale iraniana Fars ha riferito che la polizia ha usato gas lacrimogeni, mentre gli studenti hanno lanciato contro la sede diplomatica molotov e pietre. Sempre secondo la Fars, le forze di sicurezza iraniane hanno eseguito diversi arresti durante gli incidenti e i dimostranti arrestati sono stati trasferiti in alcune stazioni di polizia nella capitale.

Teheran ha deplorato l’attacco e in un comunicato del ministero degli Esteri ha dichiarato di essere impegnata a garantire la sicurezza dei diplomatici. In serata gli assalti sono stati argomento di discussione dei membri del Consiglio di sicurezza dell’Onu, che stanno cercando di arrivare alla stesura di un comunicato che condanni l’accaduto e chieda alle autorità di Teheran di proteggere i diplomatici stranieri, come previsto dal diritto internazionale.

L’ASSALTO - LE IMMAGINI 1 - VIDEO 2

Liberi i sei ostaggi. Oltre che nell’ambasciata, centinaia di studenti sono entrati nel parco Qolhak di proprietà britannica a nord della città, e hanno sottratto documenti "segreti" e collegati ad attività di "spionaggio". Qui gli studenti hanno preso in ostaggio almeno sei dipendenti della struttura, successivamente liberati dalle forze dell’ordine dopo gli scontri del pomeriggio. In precedenza l’agenzia Mehr aveva riportato la notizia del sequestro, senza specificare di quale nazionalità fossero gli ostaggi. La stessa agenzia aveva poi cancellato la notizia dal suo sito web senza dare spiegazioni. Nessun altro mezzo di informazione iraniano aveva fatto cenno all’episodio. ’’Ci troviamo davanti a una situazione fluida, i dettagli stanno ancora emergendo. Stiamo raccogliendo con urgenza informazioni sul nostro staff a Teheran e i loro collaboratori’’, ha detto un portavoce del ministero degli Esteri britannico a proposito del ’giallo’ dei sei dipendenti.

"Via quando l’ambasciatore lascerà". Gli studenti penetrati nell’ambasciata britannica avevano posto un lucchetto e una catena all’ingresso, con un gesto simbolico per indicare la volontà di chiudere la sede diplomatica, e avevano fatto sapere che non se ne sarebbero andati "fin quando l’ambasciatore britannico in Iran non lascerà il Paese". La tv di stato iraniana aveva riportato una versione differente, ovvero che i manifestanti non sarebbero andati via prima dell’espulsione dell’ambasciatore e la fine alla politiche "ostili" della Gran Bretagna.

L’assalto all’ambasciata. I manifestanti, che hanno protestano contro le sanzioni imposte da Londra all’Iran 3 a causa del suo controverso programma nucleare, hanno anche infranto dei vetri a colpi di pietre e bruciato due bandiere, una britannica e una israeliana. A penetrare per primi nel complesso dell’ambasciata sono stati alcuni studenti che hanno scavalcato il muro di cinta, aprendo poi la porta agli altri. Qualcuno è riuscito a entrare una seconda volta dopo il primo sgombero e all’interno si sono scontrati con la polizia.

Le forze di sicurezza in tenuta antisommossa che proteggevano l’ambasciata, non sono però intervenute subito per impedire l’attacco, che è avvenuto dopo che centinaia di manifestanti si erano radunati davanti alla sede diplomatica chiedendo l’espulsione "immediata" dell’ambasciatore. La polizia dopo l’iniziale mancanza di reazione, ha poi cercato di cacciare gli intrusi.

Dall’estero dura condanna all’attacco. Non si sono fatte antendere le reazioni delle cancellerie europee e statunitense. Per prima naturalmente la Gran Bretagna si è detta "Indignata per l’attacco". Un portavoce del Foreign Office ha parlato di azione "del tutto inaccettabile e da condannare senza mezze misure", sottolineando che vengono esercitate pressioni sul governo iraniano affinché "agisca con urgenza per riportare la situazione sotto controllo". Due giorni fa il Parlamento iraniano ha votato una legge che riduce le relazioni diplomatiche a livello di incaricati d’affari, e prevede l’espulsione dell’ambasciatore britannico nel giro di due settimane. Anche questa decisione è stata presa in risposta alle nuove sanzioni economiche contro l’Iran decise da Londra, insieme con Usa e Canada. I tre Paesi hanno scelto questa opzione dopo la pubblicazione di un rapporto dell’Agenzia internazionale per l’energia atomica 4 secondo il quale Teheran lavora dal 2003 per fabbricare armamenti nucleari.

Dura anche la reazione di Washington, che ha condannato "nella maniera più assoluta" l’attacco e ha sollecitato l’Iran a perseguire i responsabili. Il portavoce della Casa Bianca Jay Carney ha rimarcato che gli Stati Uniti, "sono a fianco degli alleati in questi momenti difficili".

Il capo della diplomazia della Ue, Catherine Ashton, ha condannato "l’incursione totalmente inaccettabile" all’ambasciata britannica a Tehran. In un comunicato, ha chiesto alle autorità iraniane di rispettare "immediatamente i suoi obblighi internazionali", in particolare quelli relativi alla protezione del personale diplomatico e delle ambasciate.

* la Repubblica, 29 novembre 2011 (ripresa parziale)


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