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CRISI NUCLEARE. All’indomani della pubblicazione del rapporto dell’Aiea sul nucleare iraniano, uno scenario (reale) da brividi.

IRAN E ISRAELE : ALLARME ROSSO. CON LA SUA INVINCIBILE ARMADA VOLANTE, ISRAELE E’ PRONTA AD ATTACCARE TEHERAN. Un breve resoconto di U. De Giovannangeli - a c. di Federico La Sala.

Di fronte all’acuirsi della crisi tra Israele e Iran, si moltiplicano gli sforzi internazionali per una svolta diplomatica. L’Europa chiede un rafforzamento delle sanzioni. Tel Aviv le accetta solo se saranno « paralizzanti ».
dimanche 18 novembre 2012 par Federico La Sala
[...] « Se saremo attaccati risponderemo con i missili all’aggressione », avverte il generale Mohammed Ali Jafari, comandante dei Guardiani della rivoluzione. I vettori iraniani possono trasportare sia testate convenzionali che chimiche o batteriologiche e addirittura nucleari. Se venissero utilizzate armi di distruzione di massa la risposta israeliana non si farebbe attendere grazie ai missili balistici Jericho II e Jericho III. Non solo : le testate nucleari miniaturizzate a bordo dei (...)

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> IRAN E ISRAELE : ALLARME ROSSO. --- Ultimatum Usa all’Iran. Se l’Iran deciderÓ di chiudere lo Stretto di Hormuz l’America risponderÓ.

vendredi 13 janvier 2012


-  Ultimatum Usa all’Iran, se chiudete risponderemo
-  Nyt, aperto canale comunicazione Obama-Khamenei *

Se l’Iran deciderÓ di chiudere lo Stretto di Hormuz l’America risponderÓ. Assomiglia molto a un ultimatum il messaggio che da Washington Ŕ giunto fino all’Ayatollah Khamenei col quale - afferma il New York Times - l’amministrazione Obama ha stabilito un contatto attraverso un canale di comunicazione segreto e diretto. Pi¨ volte minacciata dalle autoritÓ iraniane, l’eventuale chiusura dello stretto - dove transita il 40% del petrolio trasportato via mare - per gli Stati Uniti Ŕ considerata una ’linea rossa’ invalicabile : se qualcuno decidesse di valicarla - Ú l’avvertimento fatto giungere direttamente al leader supremo iraniano - questo provocherebbe una risposta certa degli Stati Uniti. La novitÓ sta proprio nel contatto diretto tra la Casa Bianca e le massime autoritÓ iraniane, perchÚ il messaggio del presidente americano Barack Obama giunga a Teheran forte e chiaro. E’ il messaggio che giÓ il numero uno del Pentagono, Leon Panetta, ha lanciato parlando ieri in una base militare in Texas : gli Stati Uniti - ha detto - non tollereranno la chiusura dello stretto, che significherebbe interrompere la via di comunicazione tra il Golfo Persico e il Golfo dell’Oman, dove ogni giorno transitano 16 milioni di barili di petrolio, circa un quinto del commercio mondiale di petrolio giornaliero.

E’ il generale Martin E. Dempsey, uno dei pi¨ autorevoli vertici militari negli Usa, a spiegare quale potrebbe essere la risposta americana : per riaprire lo stretto - ha spiegato - sarebbe inevitabile ricorrere ad azioni che posono essere compiute solo col ricorso a dragamine, navi scorta da guerra e, se necessario, bombardamenti aerei.

La decisione di stabilire un canale di comunicazione diretto con il leader supremo in Iran - spiega quindi il New York Times - Ŕ scaturita dalla necessitÓ dell’amministrazione Obama di sottolineare "privatamente", al di lÓ delle dichiarazioni pubbliche, la profonda preoccupazione dell’America per un’escalation delle tensioni nell’area. Per i vertici della marina Usa, infatti, la principale paura Ŕ quella che un episodio possa scatenare lo scontro, che un ufficiale navale della Guarda Rivoluzionaria troppo zelante possa provocare una pericolosissima crisi, anche senza un vero e proprio via libera da Tehran. A Washington, infatti, sono convinti che le autoritÓ iraniane - al di lÓ della propaganda - non intendono dare seguito alle loro minacce. PerchÚ bloccare lo stretto di Hormuz significherebbe innanzitutto bloccare le esportazioni di petrolio iraniane : cosa per Teheran equivarebbe a un vero e proprio "suicidio economico".

* ANSA, 13 gennaio 2012, 18:26


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