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CRISI NUCLEARE. All’indomani della pubblicazione del rapporto dell’Aiea sul nucleare iraniano, uno scenario (reale) da brividi.

IRAN E ISRAELE : ALLARME ROSSO. CON LA SUA INVINCIBILE ARMADA VOLANTE, ISRAELE E’ PRONTA AD ATTACCARE TEHERAN. Un breve resoconto di U. De Giovannangeli - a c. di Federico La Sala.

Di fronte all’acuirsi della crisi tra Israele e Iran, si moltiplicano gli sforzi internazionali per una svolta diplomatica. L’Europa chiede un rafforzamento delle sanzioni. Tel Aviv le accetta solo se saranno « paralizzanti ».
dimanche 18 novembre 2012 par Federico La Sala
[...] « Se saremo attaccati risponderemo con i missili all’aggressione », avverte il generale Mohammed Ali Jafari, comandante dei Guardiani della rivoluzione. I vettori iraniani possono trasportare sia testate convenzionali che chimiche o batteriologiche e addirittura nucleari. Se venissero utilizzate armi di distruzione di massa la risposta israeliana non si farebbe attendere grazie ai missili balistici Jericho II e Jericho III. Non solo : le testate nucleari miniaturizzate a bordo dei (...)

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> IRAN E ISRAELE : ALLARME ROSSO. --- Tel Aviv attaccherà l’Iran senza avvertire Per il servizio segreto dello Stato ebraico il presidente americano Barack Obama avrà un preavviso di sole 12 ore (di Dieter Bednarz, Erich Follath, Juliane von Mittelstaedt e Holger Stark)

dimanche 11 mars 2012

Il Mossad : Tel Aviv attaccherà l’Iran senza avvertire

Per il servizio segreto dello Stato ebraico il presidente americano Barack Obama avrà un preavviso di sole 12 ore

di Dieter Bednarz, Erich Follath, Juliane von Mittelstaedt e Holger Stark (il Fatto e Der Spiegel. 11.03.2012)

Secondo fonti del Mossad, le autorità isrealiane avrebbero detto al capo di stato maggiore Usa Martin Dempsey che, in caso di attacco contro l’Iran il governo di Tel Aviv avvertirà la Casa Bianca solo 12 ore prima. È questo il modo di trattare il più importante alleato ?

Chiaramente il presidente Obama e il premier israeliano, Benjamin Netanyahu, non si piacciono e lo si è visto in occasione dell’ultimo vertice, concluso con un nulla di fatto. Obama non vuole che l’Iran si doti di armi nucleari, ma non vuole nemmeno l’ennesima guerra. Per fare contento il suo ospite il presidente ha ripetuto che “tutte le opzioni sono sul tavolo”, ma questa dichiarazione a Netanyahu non basta più.

IL FATTO è che non c’è ancora “la pistola fumante”, la prova certa che l’Iran sta mettendo a punto un ordigno nucleare. Nemmeno gli ispettori dell’Aiea sono stati in grado di prendere posizione limitandosi a concludere in modo ambiguo che il programma nucleare iraniano “ha una dimensione militare”. Ma sono elementi tali da giustificare una guerra ? Esperienze recenti - Afghanistan e Iraq - inducono alla cautela. In realtà il conflitto tra Israele e l’Iran sulla questione del nucleare è già in corso da qualche tempo. Si tratta di una guerra non dichiarata iniziata da Gerusalemme quattro anni fa. Stando alle voci - per altro mai smentite - squadre speciali israeliane avrebbero assassinato scienziati nucleari a Teheran impiegando bombe magnetiche mentre numerosi sono stati i tentativi di bloccare il programma sabotando i computer con i virus.

Nell’ultimo rapporto dell’Aiea, il direttore generale Yukiya Amano sottolinea “le sue gravi e crescenti preoccupazioni” in ordine alle ambizioni nucleari iraniane. Il rapporto ha rafforzato l’opzione militare e si parla già dei possibili obiettivi di un raid aereo israeliano : i centri per l’arricchimento dell’uranio a Natanz e Qom, lo stabilimento di riconversione nei pressi di Isfahan, il reattore ad acqua pesante in costruzione ad Arak e la centrale nucleare di Busheehr. Fonti militari, politiche e del Mossad ritengono che l’attacco dovrebbe avere luogo in una data compresa tra la prossima estate e l’autunno.

Netanyahu ha parlato spesso di “una seconda Auschwitz” e prende maledettamente sul serio le minacce del negazionista Ahmadinejad. Non a caso bolla la politica occidentale di codardia e ricorda quali furono le conseguenze dalla politica di appeasement con Hitler : “Si sta ripetendo la situazione del 1938 con l’Iran nei panni della Germania”, ama ripetere. Ma questa volta, aggiunge, gli ebrei non svolgeranno il ruolo dell’“agnello sacrificale”.

IL PROSSIMO ritiro delle truppe Usa dall’Afghanistan e i rivolgimenti in diversi Paesi del Medio Oriente hanno indebolito il regime iraniano. L’eventuale caduta di Assad sarebbe per Ahmadinejad un duro colpo in quanto perderebbe un prezioso alleato e la sua influenza su Hamas. Nella regione poi, diversi Paesi arabi del Golfo non gradiscono l’ipotesi di un Iran ancor più forte. Una cosa è certa : nel 2012 il problema più grave della politica internazionale sarà l’Iran, crisi dell’euro a parte. Obama a questo riguardo non sembra padrone della situazione. È contrario all’uso della forza, ma non può inasprire le relazioni con Israele e fornire sul piatto d’argento un argomento come questo ai Repubblicani alla vigilia delle elezioni. Inoltre pende sul capo dell’Occidente la minaccia iraniana di chiudere lo stretto di Hormuz e Mario Draghi, presidente della Bce, ha ricordato all’Ue che le conseguenze potrebbero essere incalcolabili : aumento vertiginoso del prezzo del petrolio e fiammate inflazionistiche. In Occidente prevale il pessimismo. Ma le cose stanno in questi termini ? Molti descrivono l’Iran come un Paese con diversi centri di potere e una guida politica razionale e tutt’altro che imprevedibile.

L’Iran è il quarto Paese esportatore di petrolio e il quarto al mondo quanto a riserve petrolifere. Non è un Paese povero anche se il reddito è distribuito iniquamente e metà della popolazione vive al di sotto della soglia di povertà. Ma è anche un Paese dove fortissime sono le contraddizioni : formalmente è una democrazia parlamentare, ma il “leader rivoluzionario”, l’ayatollah Khamenei, controlla tutti gli organismi elettivi. Una delle stranezze del programma nucleare iraniano è di esser nato non in località segrete e remote, ma nel cuore di Teheran. Il centro di ricerca nucleare, costruito dagli americani negli anni ’60, si trova in pieno centro abitato.

Gli scienziati iraniani insistono sulle finalità pacifiche del nucleare iraniano : “Il mio lavoro consiste nel salvare vite umane”, ha dichiarato Fereydoon Abbasi-Davani, responsabile dell’Organizzazione iraniana per l’energia atomica. Ma i timori occidentali riguardano il centro di Fordo dove viene arricchito l’uranio e dove sono state installate diverse centinaia di centrifughe. La buona notizia è che a Fordo sono presenti gli ispettori dell’Aiea. Basta per essere tranquilli ? È comunque certo - come sottolineano molti in Occidente - che un attacco israeliano farebbe il gioco di Ahmadinejad, chiuderebbe la bocca all’opposizione e ricompatterebbe il Paese dietro il suo leader. E magari consentirebbe a Khamenei e Ahmadinejad di dare veramente il via alla costruzione dell’atomica.

-  Dieter Bednarz, Erich Follath, Juliane von Mittelstaedt e Holger Stark, © Der Spiegel, 2012 - Distribuito da The New York Times Syndicate Traduzione di Carlo Antonio Biscotto


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