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CRISI NUCLEARE. All’indomani della pubblicazione del rapporto dell’Aiea sul nucleare iraniano, uno scenario (reale) da brividi.

IRAN E ISRAELE : ALLARME ROSSO. CON LA SUA INVINCIBILE ARMADA VOLANTE, ISRAELE E’ PRONTA AD ATTACCARE TEHERAN. Un breve resoconto di U. De Giovannangeli - a c. di Federico La Sala.

Di fronte all’acuirsi della crisi tra Israele e Iran, si moltiplicano gli sforzi internazionali per una svolta diplomatica. L’Europa chiede un rafforzamento delle sanzioni. Tel Aviv le accetta solo se saranno « paralizzanti ».
dimanche 18 novembre 2012 par Federico La Sala
[...] « Se saremo attaccati risponderemo con i missili all’aggressione », avverte il generale Mohammed Ali Jafari, comandante dei Guardiani della rivoluzione. I vettori iraniani possono trasportare sia testate convenzionali che chimiche o batteriologiche e addirittura nucleari. Se venissero utilizzate armi di distruzione di massa la risposta israeliana non si farebbe attendere grazie ai missili balistici Jericho II e Jericho III. Non solo : le testate nucleari miniaturizzate a bordo dei (...)

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> IRAN E ISRAELE : ALLARME ROSSO. --- UN’ESCALATION DRAMMATICA E COSTOSISSIMA. La guerra segreta di Monti (di Gianluca Di Feo)

mercredi 22 août 2012

La guerra segreta di Monti

di Gianluca Di Feo

Il governo ’tecnico’ ha autorizzato gli aerei italiani a bombardare l’Afghanistan. Una strategia che dovrebbe preparare il nostro futuro disimpegno, ma che si sta trasformando in un’escalation drammatica e costosissima *

L’ultima battaglia si combattuta a inizio agosto, per colpa di un convoglio Usa che si ostinatamente infilato nella valle sbagliata. Il comando italiano di Herat, che da anni gestisce la regione occidentale dell’Afghanistan e conosce i pericoli di queste strade, aveva cercato di mettere in guardia gli alleati. Ma la colonna americana non ha rinunciato alla spedizione e dopo pochi chilometri la massicciata si sbriciolata : un mezzo corazzato da dieci tonnellate finito in una scarpata. Una festa per i talebani, corsi a colpire il reparto intrappolato. E un incubo per le truppe della Nato : cinque giorni di bombe e sparatorie, con tre bersaglieri feriti, un elicottero semidistrutto e tre blindati in fiamme.

Tutto accaduto nella prima delle zone strategiche dove si sta ammainando il tricolore. Oggi il nostro contingente nel pieno della "transizione", nome burocratico per indicare la lenta ritirata che si chiuder nel 2014 : nessuno al vertice della Nato crede che l’esercito di Kabul possa difendere da solo le postazioni che gli stiamo consegnando. Il costo di questa guerra per diventato insostenibile per l’Alleanza atlantica. Anche l’Italia ha gi pagato un prezzo altissimo : finora 4,28 miliardi di euro e 51 vite umane. Mentre la sicurezza resta un’illusione, poco pi che uno slogan.

SALVATE IL CONVOGLIO. Questa estate stata caldissima per i nostri militari, 4.200 tra uomini e donne che devono sorvegliare una zona grande quanto l’Italia settentrionale. Una delle emergenze pi drammatiche stata provocata proprio dal convoglio americano imprigionato. Tutta colpa di un Buffalo, un veicolo corazzato a prova di bomba che ha fatto cedere la strada, bloccando un’altra dozzina di blindati. In piena notte, un elicottero spagnolo sceso per portare i primi aiuti ma il terreno si rivelato troppo fragile anche per il velivolo Super Puma, che si ribaltato. A quel punto scattata la massima emergenza. Pure i talebani sono stati informati della situazione e non hanno perso tempo, seminando le vie d’accesso di micidiali ordigni Ied. Le colonne di soccorso di bersaglieri e marines ne hanno subito incassati due, poi sono finite sotto il tiro dei kalashnikov. Intanto due grandi elicotteri italiani Chinook hanno agganciato il velivolo spagnolo, portandolo via in volo. E solo dopo due giorni di scontri una gru dei nostri genieri riuscita a tirare il Buffalo fuori dalla scarpata. La marcia ripresa, ma per poco. Un’altra bomba ha distrutto le ruote del veicolo di testa, mentre i guerriglieri ricominciavano a fare fuoco. Troppo pericoloso avvicinarsi : i rifornimenti di acqua e munizioni sono stati paracadutati. Poi all’alba gli americani hanno fatto saltare in aria il mezzo danneggiato e sono ripartiti, mentre nuove squadre di rinforzo si dirigevano verso il convoglio, accolte da mine e raffiche. L’ultimo agguato ha preso di mira i bersaglieri della Garibaldi : una carica esplosiva contro un blindato Lince ha ferito tre soldati che hanno salvato la pelle grazie alla prontezza della loro reazione. L’odissea per arrivare alla fortezza di Qal-E-Now durata cinque giorni, mentre caccia statunitensi F-18, elicotteri da battaglia Mangusta e bombardieri Amx italiani si sono alternati per tenere a distanza i miliziani.

TIRO ALLE ANTENNE. Anche i jet dell’Aeronautica adesso usano le bombe : il tab degli attacchi dal cielo stato fatto cadere dal governo Monti a fine gennaio. Da allora i jet italiani decollano con gli ordigni sotto le ali. Gli Amx si sono specializzati nella distruzione delle antenne, con cui i talebani potenziano la loro rete di comunicazioni : incursioni con ordigni di precisione, pianificate con cura per evitare rischi ai civili. Quando per ci sono reparti nei guai, allora i raid diventano ravvicinati : a luglio una formazione di bersaglieri e soldati afghani caduta in trappola, con raffiche e razzi da tre lati. Solo le bombe dei caccia italiani hanno impedito che l’agguato si trasformasse in strage. A luglio ci sono state oltre 120 missioni degli Amx tra ricognizioni e sostegno ai reparti. E anche queste azioni sono il segno dell’escalation che accompagna "la transizione", senza dimenticare i raid non stop degli elicotteri Mangusta : hanno gi superato 7 mila ore di volo, sparando milioni di proiettili.

* l’Espresso, 20 agosto 2012


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