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CRISI NUCLEARE. All’indomani della pubblicazione del rapporto dell’Aiea sul nucleare iraniano, uno scenario (reale) da brividi.

IRAN E ISRAELE : ALLARME ROSSO. CON LA SUA INVINCIBILE ARMADA VOLANTE, ISRAELE E’ PRONTA AD ATTACCARE TEHERAN. Un breve resoconto di U. De Giovannangeli - a c. di Federico La Sala.

Di fronte all’acuirsi della crisi tra Israele e Iran, si moltiplicano gli sforzi internazionali per una svolta diplomatica. L’Europa chiede un rafforzamento delle sanzioni. Tel Aviv le accetta solo se saranno « paralizzanti ».
dimanche 18 novembre 2012 par Federico La Sala
[...] « Se saremo attaccati risponderemo con i missili all’aggressione », avverte il generale Mohammed Ali Jafari, comandante dei Guardiani della rivoluzione. I vettori iraniani possono trasportare sia testate convenzionali che chimiche o batteriologiche e addirittura nucleari. Se venissero utilizzate armi di distruzione di massa la risposta israeliana non si farebbe attendere grazie ai missili balistici Jericho II e Jericho III. Non solo : le testate nucleari miniaturizzate a bordo dei (...)

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> IRAN E ISRAELE : ALLARME ROSSO. ---- Obama all’Onu. Monito all’Iran : "Non lasceremo che si doti della bomba atomica".

mardi 25 septembre 2012


-  ANTICIPAZIONE DEL DISCORSO DEL PRESIDENTE ALL’ONU

-   Rivolte islamiche, Obama all’Onu :
-  "Attacco ai nostri valori comuni"

-  Monito all’Iran : "Non lasceremo che si doti della bomba atomica"

New York. I recenti attacchi contro gli Usa in Libia e in altri Paesi « sono stati un’aggressione agli ideali stessi su cui l’Onu è stata fondata » : con questo passaggio centrale nel suo intervento Barack Obama si è rivolto alla sessione inaugurale della 67ma Assemblea generale delle Nazioni Unite. Il presidente americano, che spesso ha utilizzato il suo intervento annuale al Palazzo di Vetro per delineare le ambizioni di lungo termine dell’amministrazione, ha approfittato dell’occasione per ricordare che gli attacchi non sono stati solo un’aggressione all’America, ma minacciano i valori fondativi alla base delle Nazioni Unite e dei diritti dell’uomo. « Oggi possiamo dire che il nostro futuro sarà determinato da gente come Chris Stevens e non dai suoi assassini ». « Questa violenza e intolleranza », ha aggiunto il presidente Usa alludendo alle proteste nel mondo islamico contro il film su Maometto prodotto in America (un film -ha tenuto a precisare- con cui gli Ua non hanno nulla a che vedere) « non ha posto tra le nostre Nazioni Unite ». « Non ci sono parole o scuse per uccidere gente innocente, né per dare fuoco a un ristorante in Libano, distruggere una scuola a Tunisi o provocare morte e distruzione in Pakistan ».

Quanto all’Iran, un regime repressivo e fiancheggiatore delle dittatura siriana, va isolato. « Esattamente come limita i diritti del suo popolo, il governo iraniano puntella un dittatore a Damasco e alimenta i gruppi terroristici all’estero ». Obama ha ripetuto che vuole risolvere la crisi attraverso la diplomazia e che ritiene « esserci ancora tempo e spazio per farlo ». « Ma il nostro tempo non è limitato », ha detto riecheggiando parole usate nel passato dal premier israeliano, Benjamin Netanyahu. « Rispettiamo il diritto degli Stati di accedere al nucleare per uso civile, ma uno degli scopi delle Nazioni Unite è vigilare che sfruttiamo quel potere per la pace. Un Iran dotato dell’arma nucleare non è una sfida che si può tollerare : minaccerebbe la sicurezza di Israele, la sicurezza degli Stati del Golfo e la stabilità dell’economia globale. Rischierebbe di scatenare una corsa al riarmo nucleare nella regione, mettere a rischio il trattato di non proliferazione. Ed ecco perché gli Stati Uniti faranno ciò che è necessario per impedire all’Iran di avere l’arma nucleare ».

Il discorso di Obama, tra i più attesi della prima sessione insieme a quelli di Ban Ki-Moon, del presidente francese, Francois Hollande, e dell’emiro del Qatar, Sheikh Hamad bin Khalifa Al-Thani, rientra nell’offensiva diplomatica lanciata dagli Usa per cercare di abbassare la tensione provocata dal film blasfemo su Maometto prodotto in America.

* La Stampa, 25/09/2012


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