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CRISI NUCLEARE. All’indomani della pubblicazione del rapporto dell’Aiea sul nucleare iraniano, uno scenario (reale) da brividi.

IRAN E ISRAELE : ALLARME ROSSO. CON LA SUA INVINCIBILE ARMADA VOLANTE, ISRAELE E’ PRONTA AD ATTACCARE TEHERAN. Un breve resoconto di U. De Giovannangeli - a c. di Federico La Sala.

Di fronte all’acuirsi della crisi tra Israele e Iran, si moltiplicano gli sforzi internazionali per una svolta diplomatica. L’Europa chiede un rafforzamento delle sanzioni. Tel Aviv le accetta solo se saranno « paralizzanti ».
dimanche 18 novembre 2012 par Federico La Sala
[...] « Se saremo attaccati risponderemo con i missili all’aggressione », avverte il generale Mohammed Ali Jafari, comandante dei Guardiani della rivoluzione. I vettori iraniani possono trasportare sia testate convenzionali che chimiche o batteriologiche e addirittura nucleari. Se venissero utilizzate armi di distruzione di massa la risposta israeliana non si farebbe attendere grazie ai missili balistici Jericho II e Jericho III. Non solo : le testate nucleari miniaturizzate a bordo dei (...)

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> IRAN E ISRAELE : ALLARME ROSSO. --- La “pistola fumante” di Netanyahu. Boom di caricature in Rete.

samedi 29 septembre 2012

La “pistola fumante” di Netanyahu è un fumetto “atomico”

di Stefano Citati (il Fatto, 29.09.2012)

È la nuova smoking gun, la “pistola fumante” per una guerra in Medio Oriente. Il disegno, volutamente infantile, nelle mani del premier israeliano Netanyahu che lo illustra dalla tribuna dell’Assemblea generale dell’Onu dove ha da qualche ora finito di parlare il presidente iraniano Ahmadinejad, è una bomba da fumetto con la miccia accesa e rappresenta lo stato della capacità atomica dell’Iran. Un segno rosso indica che gli scienziati di Teheran sono sempre più vicini all’ottenere - “entro la prossima estate”, dice Netanyahu - la Bomba, l’ordigno nucleare che minaccerebbe Israele e buona parte dell’Asia minore.

A differenza delle prove, anche fotografiche, che gli americani portarono a supporto delle loro ragioni per attaccare il regime iracheno di Saddam quasi 10 anni fa - e che si rivelarono poi false e montate, anche grossolanamente, il primo ministro di Gerusalemme usa l’illustrazione come una prova che ‘capirebbe anche un bambino’. E i bambini che siedono nel-l’Assemblea generale Onu rappresentando le nazioni del mondo dovrebbero convincersi che non c’è più tempo da spettare, che “Israele non permetterà che quella linea rossa venga varca” e il regime della teocrazia islamica raggiunga l’obbiettivo.

PER QUESTO il premier “falco”, rappresentate di quella destra oltranzista che ha una seppur debole maggioranza in Israele, si sta schierando, anche con la sceneggiata al Palazzo di Vetro, con il candidato repubblicano Mitt Romney, le cui posizioni sul Medio Oriente sono più belligeranti di quelle del presidente Obama. Forse per questo l’attuale inquilino della Casa Bianca ha, martedì, nel suo intervento d’apertura dell’Assemblea onusiana, usato parole minacciose nei confronti dell’Iran, per non farsi sorpassare a destra su un tema di politica internazionale comunque piuttosto sentito negli Usa. Al punto che in un colloquio telefonico ieri i due leader si sono detti “totalmente d’accordo” nell’impedire l’ordigno iraniano. La deterrenza della “sponda” repubblicana di Netanyahu sembra aver funzionato.


Boom di caricature in Rete per Netanyahu

di V. Ma. (Corriere della Sera, 29.09.2012)

« Volete sapere quanto è vicino l’Iran alla bomba ? Guardate questo diagramma... ». Il disegno mostrato all’Assemblea generale dal premier israeliano Benjamin « Bibi » Netanyahu doveva far cogliere appieno ai leader mondiali i rischi insiti nel programma nucleare di Teheran. Questa almeno era l’idea degli « stretti consulenti » che per giorni gli avevano sottoposto « diagrammi » diversi. L’attenzione, in effetti, non è mancata. Decine di migliaia di commenti in pochi minuti hanno inondato Twitter. Su questo tono : « Se Wile Coyote mette le mani su quei piani, Bip Bip è fritto », ha scritto il New Yorker. E dopo i tweet, decine di caricature in Rete.

I sostenitori di Bibi insistono che il « diagramma » è stato un successo : l’obiettivo era proprio questo, attirare l’attenzione. Ma Jeffrey Goldberg dell’Atlantic Monthly suggerisce che « proprio perché il programma iraniano è una tale minaccia per Israele, quella vignetta è una pessima idea ». Una nota della Casa Bianca ieri riferiva che Netanyahu e Obama si sono parlati per telefono, sottolineando il loro « pieno accordo » e « l’obiettivo comune di impedire all’Iran di ottenere un’arma nucleare ». Ma sul web si continuava a parlare della « Bomba di Bibi ». « Se l’atomica iraniana è come quella di Wile Coyote non abbiamo nulla da temere », twittava un utente.


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