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MERCATO DEL LAVORO, ART. 18, E REPUBBLICA FONDATA SUL LAVORO

L’ART. 18 E E LA PAZZA IDEA CHE "IL LAVORO RENDE LIBERI" ("Arbeit macht frei") DALLA COSTITUZIONE. La riforma del Governo Monti è più dura di quella Berlusconi del 2002. Materiali sul tema - a c. di Federico La Sala

LA CGIL PROCLAMA LO SCIOPERO GENERALE. Mai nella storia della Cgil erano state indette 16 ore di sciopero. Il via libera a larghissima maggioranza ( 95 favorevoli, 2 contrari, 13 astenuti) del Direttivo di Corso Italia conferma la straordinarietà della situazione.
vendredi 23 mars 2012 par Federico La Sala
[...] In pillole la riforma stabilisce : se il licenziamento è dovuto a ragioni discriminatorie (sesso, religione, razza ecc.) il giudice lo annulla e il lavoratore viene reintegrato. Se la causa è disciplinare e il licenziamento giudicato illegittimo, spetta al giudice stabilire se il lavoratore viene reintegrato in azienda o riceve un indennizzo (tra 15 e 27 mensilità). Il problema è il terzo caso, quello più sensibile, introdotto dalla riforma, il licenziamento economico individuale. (...)

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> L’ART. 18 --- « Il calcolo sbagliato di Monti ». Susanna Camusso invita Monti a tornare indietro sull’articolo 18 (di Massimo Franchi)

lundi 26 mars 2012

Il segretario del più grande sindacato va in tv e invita Monti a tornare indietro sull’articolo 18

Cgil, lo sciopero si farà a maggio

Susanna Camusso attacca il governo : « Monti ha sbagliato i calcoli, credeva che senza di noi avrebbe avuto più consenso, ma non è così ». Il leader della Cisl Raffaele Bonanni chiede « dialogo senza estremismi »

di Massimo Franchi (l’Unità, 26.03.2012)

« Il calcolo sbagliato di Monti », « la necessità del dialogo senza estremismi ». Da una parte Susanna Camusso, dall’altra Raffaele Bonanni. Domenica televisiva per i leader dei due maggiori sindacati. Le domande dirette che vanno all’osso delle questioni di Lucia Annunziata per il segretario generale della Cgil, il dibattito nazional-popolare de “l’Arena” di Giletti a “Domenica In” per il leader della Cisl. Pubblici diversi, messeggi altrettanto differenziati.

Per Susanna Camusso « nella trattativa sulla riforma del lavoro il presidente del Consiglio ha sbagliato calcolo, pensava che chiudere dando per acquisito che la Cgil non ci stava gli avrebbe dato forza nell’opinione. Non è così, è stato un calcolo sbagliato di Monti ». Poi la previsione : « Continuerà un movimento molto serio che premerà sul Parlamento affinché cambi : il Parlamento non può essere impermeabile al Paese ». Il leader Cgil ha ribadito che « la partita non è chiusa », rispondendo per le rime al presidente del Consiglio per il quale l’atteggiamento del governo rispetto alle parti sociali ha avvicinato « la Costituzione materiale a quella formale » : « la Costituzione formale prevede che la Repubblica sia fondata sul lavoro e l’Italia in questo modo si sta allontanando da questa previsione ».

Sul tema sempre caldissimo dell’articolo 18, la richiesta, reiterata, della Cgil è quella di « trovare una soluzione che reintroduce in tutte le tipologie il reintegro, quello è deterrente », seguendo dunque ad esempio il « modello tedesco ».

In collegamento ci sono i delegati sindacali della Mapei, l’azienda del neo-presidente di Confindustria Giorgio Squinzi. Ecco allora che Camusso traccia un parallelo fra lui e il suo predecessore Emma Marcegaglia. Non ci saranno grossi cambiamenti nelle « dinamiche di Confindustria », « certo si potrebbero abbassare i toni », visto che la precedente presidenza era « molto ansiosa di dichiarare l’articolo 18 finito : è sbagliato e non fa bene ».

Conferme anche sugli scioperi. « In questi giorni crescono in tutti i luoghi di lavoro », la Cgil seguirà tutto l’iter parlamentare e « lo sciopero generale potrebbe arrivare alla fine di maggio ». La data sarà comunque decisa dalla segreteria nei prossimi giorni, tenendo conto del cammino del disegno di legge in Parlamento : lo sciopero generale quindi potrebbe essere indetto « anche prima ».

L’ultimo capitolo affrontato riguarda il tema della rottura sindacale registrata martedì davanti a Monti e la possibilità che la si ricostruisca presto, Camusso usa il realismo : « Siamo impegnati a ricostruire l’unità ma ciò che non lo ha permesso è che quando il governo ha forzato, l’unità è sparita ».

BONANNI E LA GIACCA DELLA CAMUSSO

Meno di un’ora dopo, Raffaele Bonanni le risponde a distanza : « La politica è malapolitica quando viene gestita dagli estremismi » e « anche in questa vicenda del mercato del lavoro tutto è stretto da estremismi che non favoriscono una via d’uscita autorevole e ragionevole », attacca il segretario generale della Cisl. Poi arriva il « timore » diretto verso la leader Cgil : « Ho il timore che Camusso abbia la giacca tirata da realtà estremistiche al proprio interno ». « La soluzione migliore è quella di far dialogare le parti per trovare una mediazione e una via d’uscita in un’Italia che rischia di non avere più un investitore ». Quanto alla riforma dell’articolo 18, Bonanni ribadisce di prendersi il merito del ravvedimento del governo sugli abusi possibili sui licenziamenti economici : « Monti, su nostra richiesta e per evitare abusi ha sottolineato il leader Cisl ha detto che farà una norma che stringerà le maglie » per definire i requisiti per i licenziamenti giustificati da cattiva situazione economica delle aziende, « da quelli di altra natura ».

UILM NON ESCLUDE SCIOPERO

Il vento di sciopero soffia anche in casa Uil. « Non escludiamo lo sciopero », ha detto ieri Rocco Palombella segretario generale dei metalmeccanici (Uilm) che mercoledì riunisce il direttivo e in quella sede potrebbe anche arrivare chiedere ad Angeletti di indire lo sciopero generale o decidere lo sciopero di categoria. Una scelta che il segretario generale ha detto di « comprendere ».


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