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MICHELANGELO E IL SOGNO DEI CARMELITANI SCALZI (Teresa d’Avila e Giovanni della Croce): A CONTURSI TERME, IN EREDITA’, L’ULTIMO MESSAGGIO DELL’ECUMENISMO RINASCIMENTALE (1613) - RECUPERATO CON I LAVORI DI RESTAURO, DOPO IL TERREMOTO DEL 1980

DON MARIANO ARCIERO, ILDEGARDA DI BINGEN, E UNA "CAPPELLA SISTINA" IN ROVINA. Al cardinale Angelo Amato, all’arcivescovo di Salerno Luigi Moretti, l’invito a un sollecito interessamento. Una nota di Federico La Sala

SALERNO. Contursi Terme si appresta a vivere un momento di grande solennitā (... ) il prossimo 24 giugno 2012, dell’illustre concittadino don Mariano Arciero.... a celebrare la beatificazione sarā il delegato dal Papa, cardinale Angelo Amato, prefetto per la congregazione per le cause dei Santi
domenica 24 giugno 2012
[...] CHIEDO A VOI ILLUSTRISSIMI - come giā alla Soprintendenza per i Beni Architettonici e Paesaggistici per le province di Salerno e Avellino (si cfr. allegato), UN INTERVENTO URGENTE PER FERMARE IL DEGRADO E RESTITUIRE AL SUO SPLENDORE LA RITROVATA “CAPPELLA SISTINA”, LA CHIESA DELLA “MADONNA DEL CARMINE”, UN PATRIMONIO STORICO E VITALE PER L’INTERA COMUNITA’ CONTURSANA, ITALIANA ED EUROPEA [...]
RINASCIMENTO ITALIANO, OGGI: LA SCOPERTA DI UNA CAPPELLA (...)

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> DON MARIANO ARCIERO, ILDEGARDA DI BINGEN, E UNA "CAPPELLA SISTINA" IN ROVINA --- MEMORIA: LA PRESENZA DI 12 SIBILLE NELLA CHIESA DEGLI SCALZI A VENEZIA.

sabato 17 luglio 2021

SCHEDA...*

VENEZIA:

LA CHIESA DI SANTA MARIA DI NAZARETH, O DEGLI SCALZI (E LA PRESENZA DI 12 SIBILLE).

La chiesa di Santa Maria di Nazareth, o chiesa degli Scalzi, č un edificio religioso della cittā di Venezia dei primi del XVIII secolo. Opera di Baldassarre Longhena ma con la facciata di Giuseppe Sardi, č situata nel sestiere di Cannaregio in prossimitā della stazione ferroviaria di Venezia Santa Lucia.

La chiesa di Santa Maria di Nazareth deve la sua origine all’insediamento dei Carmelitani scalzi nella cittā lagunare.

Fu edificata da Baldassarre Longhena in un’unica navata, con due cappelle laterali, ognuna a sua volta affiancata da due cappelle minori. Dopo l’arco trionfale, l’aula si immette nel presbiterio, rialzato e dotato di una cupola. Nell’abside, si nota il coro dei frati.

Venne consacrata nel 1705, ma subė un importante restauro fra il 1853 e il 1862 da parte del governo austriaco. Al suo interno l’11 febbraio 1723 venne tumulato Ferdinando II Gonzaga, quinto e ultimo principe di Castiglione[1].

Oggi č monumento nazionale. Al suo interno marmi colorati e sfarzosi corinzi danno una sensazione di opulenza e di meraviglia al visitatore.

      • [...]

Presbiterio

L’altare maggiore č opera di Jacopo Antonio Pozzo (ovvero fra Giuseppe Pozzo) come anche il parato ligneo della sacrestia.[4] Il presbiterio č sovrastato da un baldacchino sorretto da colonne tortili. Il fastoso tabernacolo della mensa, vede la statua della Madonna con putto e profeti, proveniente dall’isola di Santa Maria di Nazareth, poi Lazzaretto.

Le statue di dodici Sibille, opera di Giuseppe Torretto, Giovanni Marchiori, Pietro Baratta, Giuseppe e Paolo Groppelli, stanno distribuite, cinque per parte, sulle pareti laterali e due giacenti sull’arco del baldacchino[5].

      • [...]

      • 5.Klemenčič , pp. 110-112 nn. 22-25, 29. Nel saggio viene riassunta la vicenda delle correzioni alle attribuzioni originarie espresse da Leopoldo Cicognara nel 1818 che assegnava l’intero corpus delle dodici Sibille a Giovanni Marchiori. Tali attribuzioni continuano a comparire qua e lā per forza d’inerzia. Solo nel 1957 Luigi Coletti (Coletti p. 14) propose l’assegnazione di tutte le Sibille della parete destra (Libica, Persica e Delfica in piedi, Eritrea e Cumea giacenti) a Giuseppe Torretto, attribuzioni confermate e riprese da Camillo Semenzato nel 1966 (Semenzato, p. 108). Delle tre in piedi sul lato sinistro la Samia fu passata a Pietro Baratta da Massimo De Grassi nel 1997 (De Grassi 1997a, pp. 54, 57 fig. 6), la Tiburtina e la Ellespontica furono assegnate sempre dal De Grassi (De Grassi 1997b, pp.139,141) e, quasi contemporaneamente, da Klemenčič ai fratelli Groppelli. Rimangono al Marchiori le due sibille giacenti della parete sinistra (Frigia e Cimmeria) e quelle sopra l’altare (Agrippina ed Europea).
      • [Matej Klemenčič, Nuovi contributi all’opera dei fratelli Paolo e Giuseppe Groppelli, Francesco Robba and the Venetian Sculpture of the Eighteenth Century - Papers from an International Symposium - Ljubljana, 16th - 18th October 1998, Ljubljana, Rokus, aprile 2000].

* Chiesa di Santa Maria di Nazareth (Venezia) (Wikipedia).

* Sulla presenza delle 12 Sibile nel "Presbiterio", in particolare, si cfr. anche il doc. su I Carmelitani Scalzi a Venezia. La chiesa di Santa Maria di Nazareth e il brolo del convento, Biblos Edizioni, 2015, pp. 22-26).


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