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’NDRANGHETA. Concluso il processo sul primo caso di lupara bianca al Nord

LEA GAROFALO, TESTIMONE DI GIUSTIZIA. Sei ergastoli: al massimo della pena i sei imputati per l’omicidio di Lea Garofalo, la collaboratrice di giustizia uccisa e sciolta in cinquanta litri d’acido per aver testimoniato sulle faide tra la sua famiglia e un clan rivale.

I giudici hanno condannato all’ergastolo con l’isolamento diurno per due anni l’ex compagno di Lea, Carlo Cosco, contro cui ha testimoniato in dibattimento anche la figlia Denise.
domenica 1 aprile 2012 di Federico La Sala
[...] «Il fatto più importante oggi è che una giovane ragazza a cui hanno ucciso la mamma ha avuto il coraggio di essere testimone di giustizia. Ha rotto la paura e l’omertà e ha portato il suo contributo a scrivere una pagina di giustizia e verità», è il pensiero che Denise ha espresso attraverso il suo legale Vincenza Rando. «Abbiamo restituito dignità, verità e giustizia a sua mamma - ha detto in aula don Luigi Ciotti, fondatore di Libera - Dobbiamo inchinarci davanti a una ragazza che (...)

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> LEA GAROFALO, TESTIMONE DI GIUSTIZIA. Sei ergastoli: al massimo della pena i sei imputati per l’omicidio di Lea Garofalo, la collaboratrice di giustizia uccisa e sciolta in cinquanta litri d’acido per aver testimoniato sulle faide tra la sua famiglia e un clan rivale.

domenica 1 aprile 2012

FORSE BISOGNEREBBE RIPENSARLA QUESTA CULTURA! La delinquenza fa parte della nostra cultura...

E’ troppo diffusa la cultura che ad un torto si risponde con un altro torto ancor più efferato. Anche se i più non arrivano a scioglere nell’acido una persona il desiderio di vendetta è sempre vivo, a ciò si aggiunge anche il desiderio di guadagnare facilmente. Insomma la delinquenza fa parte della nostra cultura.

Dobbiamo dire grazie anche ai modelli diffusi dai nostri "rappresentanti", vedi Andreotti, Berlusconi, Dell’Utri, ma anche da prosfessionisti senza scrupoli, vedi Alessandro Cozzi, i medici della clinica Santa Rita di Milano.

La cosa strana è che tutte queste persone hanno un elemento in comune: hanno tutti raggiunto il più alto livello di istruzione, l’elenco è interminabile. Tutti sono uomini di cultura tout court. Si dice che lo studio dovrebbe aprire la mente, sviluppare la capacità di analisi, il senso critico, il senso civico e tutti gli altri sensi, ma se così fosse perchè uomini di tale levatura arrivano a fare cose del genere ?

Forse bisognerebbe ripensarla questa cultura, e chiedersi se sia effettivamente l’unico strumento capace di liberare l’uomo dal suo desiderio di sopraffazione.

Antonio


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