Inviare un messaggio

In risposta a:
IMMAGINAZIONE E STORIA. ALCHIMIA E PSICOLOGIA: PARACELSO. "Melusina, simbolo dell’anima, espressione della parte femminile dell’anima, è il femminino presente in ogni essere umano" (Carl G. Jung).

MELUSINA: RITROVAMENTO DI SIRENE (E SIBILLE) NELLA CITTÀ DI CONTURSI TERME (SALERNO). Un’occasione per ripensare tali figure della tradizione culturale europea. Materiali sul tema - a c. di Federico La Sala

Esistono diverse versioni della leggenda di Melusina, che si inserisce nella tradizione medioevale dell’incontro tra fate e umani, ma la codifica definitiva si ha intorno al 1400, per volontà di due nobili famiglie (...)
martedì 26 giugno 2012
PREMESSA
FOTO: MELUSINA - con una coroncina con croce al collo. Una sua bella e sorprendente presenza nella Città di Contursi Terme, in provincia di Salerno, nella valle del Sele.
Le Sibille di Contursi hanno parentele più celebri nella Cattedrale di Siena, nell’appartamento Borgia in Vaticano, nel Tempio Malatestiano di Rimini, nella Cappella Sistina di Michelangelo. La pittura disegna l’eclettismo ermetico-cabalistico-neoplatonico rinascimentale (Fulvio Papi)
[...] la spiegazione più (...)

In risposta a:

> MELUSINA: RITROVAMENTO DI SIRENE (E SIBILLE) --- "Il circo elettrico delle sirene" di Emasnuele Coco. Storia delle sirene l’incanto sottile dai greci a Kafka (di Giorgio Vasta)

domenica 13 gennaio 2013


-   Storia delle sirene
-  l’incanto sottile dai greci a Kafka

-  di Giorgio Vasta (la Repubblica, 13.01.2013)

Il circo elettrico delle sirene (Codice Edizioni) dello storico della scienza Emanuele Coco comincia con una frase attribuita a Sant’Agostino - «Non chiedetevi se queste cose sono vere. Chiedetevi cosa significano» - , ovvero ponendo da subito la marginalità se non l’irrilevanza dell’esistenzarealedelle sirene. Se sono state immaginate, le sirene sono reali.

Per comprenderne il significato è dunque legittimo interrogarne la storia - la storia del mito - ricorrendo a una forma diretta e colloquiale. Perché le sirene, dalla Grecia antica a Kafka, ci riguardano. Volteggianti nel cielo o appostate su una roccia marina, le sirene non semplicemente parlano con noi: le sirene parlano di noi. Ci inducono a immaginare ciò che accadrà; ci irretiscono facendo leva su qualcosa che potrebbe sembrarci illogico e disumano essendo invece uno dei modi più straordinari in cui l’umano si manifesta: ci costringono a confrontarci con il nostro costante bisogno di naufragio.

Dunque, in quanto intrinseche alle nostre esistenze, discutere delle sirene in una forma saggistica tradizionale non basta. L’autore ne è consapevole tanto da costruire un saggio sui generis che vira di continuo verso la storia d’amore, verso il racconto di come il desiderio sia il continuo deflagrare di un’immaginazione in cerca di una forma in cui incarnarsi.

Leggendo diventa presto evidente che il processo di identificazione delle sirene è coinciso nel tempo con un processo di invenzione e reinvenzione delle sirene medesime. Il tentativo di mettere a fuoco questi esseri misteriosi ha generato percezioni tanto avventurose quanto affascinanti.

Le sirene sono state uccelli (così in due ceramiche corinzie: donne pennute dalle zampe di gallina, personificazione della leggerezza e della volatilitàdi ogni proposito sentimentale), pesci (femmineo dalla testa alla vita, secondo l’iconografia più diffusa il loro corpo continua in un tronco affusolato e squamoso che culmina in una coda biforcuta o a ventaglio), sono state lamantini o dugonghi dentuti. Sono state la sfrenatezza sessuale più sconvolgente, ma anche madri che allattano, come in una miniatura fiamminga della fine del XIII secolo.

Sono state caste (secondo Omero), ma nella loro declinazione ferina - come risulta dal Sacramentario di Gellone - è necessario che la Madonna le esorcizzi brandendo una croce. Annidata nei salmi e nei pontificali del Medioevo, la loro immagine tutt’altro che servire da monito era per i monaci turbamento, l’infragilirsi di ogni pensiero rigoroso, l’insediarsi nella mente e nel corpo dello scompiglio. Non restava loro altro che conficcare la testa nella neve, ricomporre una geometria nel cervello - raggelare, rinsavire.

Onniscienti, in grado di vaticinare ciò che accadrà, le sirene sono polimorfe perché caleidoscopica, tremante, ambigua è sempre stata la raffigurazione maschile del femminile. Il libro di Coco vale anche da esplorazione del modo in cui nei secoli gli uomini hanno rappresentato a se stessi le donne. Da questa prospettiva le sirene sono figure sintomatiche di un immaginario aggressivo e colpevolizzante rispetto al quale il femminile è sensualità acrobatica che conduce alla perdizione oppure un materno tradizionalmente affettuoso.

Resta il fatto che le sirene sono, per nostra fortuna, irriducibili a una lettura ultima. Strette d’assedio dalla furia tassonomica del XVIII secolo, così come dai tentativi di spettacolarizzazione da circo Barnum - nel 1822, a Londra, l’ingresso per ammirarne un esemplare essiccato era di uno scellino - ugualmente le sirene si oppongono a ogni tentativo di imbrigliamento.

Nessuno può catturare una sirena, presumere di averla identificata è soltanto un’illusione. La sirena permane sfuggente: la sua sostanza è lacunosa, la sua natura è quella del fantasma. Perché il desiderio, al limite, si segue: pretendere di imprigionarlo è inverosimile. Diversamente dai monaci medievali ci serve scrutare il mare nell’attesa di scorgere un’increspatura e poi un guizzo, il balenare di una coda; soprattutto continua a esserci necessario cogliere uno stridio, un balbettio, una lallazione: una tra le forme in cui si genera il canto che incanta


Questo forum è moderato a priori: il tuo contributo apparirà solo dopo essere stato approvato da un amministratore del sito.

Titolo:

Testo del messaggio:
(Per creare dei paragrafi separati, lascia semplicemente delle linee vuote)

Link ipertestuale (opzionale)
(Se il tuo messaggio si riferisce ad un articolo pubblicato sul Web o ad una pagina contenente maggiori informazioni, indica di seguito il titolo della pagina ed il suo indirizzo URL.)
Titolo:

URL:

Chi sei? (opzionale)
Nome (o pseudonimo):

Indirizzo email: