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IL VANGELO DI PAPA RATZINGER E DI TUTTI I VESCOVI E IL "PANE QUOTIDIANO" DEL "PADRE NOSTRO", VENDUTO A "CARO PREZZO", MOLTO CARO (= "CARITAS") !

ULTIMA CENA ED ECONOMIA VATICANA : LA CARESTIA AVANZA !!! Benedetto XVI "cambia la formula dell’Eucarestia" ! « Il calice fu versato per molti », non « per tutti » !!! Note di Gian Guido Vecchi e di Armando Torno - a c. di Federico La Sala

EUCHARISTIA EVANGELICA E TRADIZIONE CATTOLICO-ROMANA. "Le parole della tradizione liturgica, comunque, riprendono il greco perì pollòn e il latino pro multis, che sono un calco del semitico la-rabbîm : il quale significa « per le moltitudini » o anche « per tutti ». Tradurre con « molti » ci sembra improprio rispetto all’originale ebraico" (Armando Torno).
dimanche 6 mai 2012 par Federico La Sala
L’EU-CHARISTIA. "La parola « Eucaristia » deriva dal verbo greco « eu-charistèō/rendo grazie » che a sua volta proviene dall’avverbio augurale « eu-...-bene » e « chàirō-rallegrarsi/essere contento »" (Paolo Farinella, prete).
IL NOME DI DIO, SENZA GRAZIA ("CHARIS") ! L’ERRORE FILOLOGICO E TEOLOGICO DI PAPA BENEDETTO XVI, NEL TITOLO DELLA SUA PRIMA ENCICLICA. Nel nome della "Tradizione"
FILOLOGIA E TEOLOGIA. UN CHIARIMENTO DI GIOVANNI PAOLO II SULLA "PORTA DELLA FEDE" : LA PIENA DI GRAZIA, (...)

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>LA CARESTIA "PER TUTTI" E LA EU-CARISTIA "PER MOLTI" --- LEZIONE DI BRUNO FORTE. La traduzione « per tutti » non è scorretta, a me sembra resa correttamente dalla traduzione letterale « per molti » (di Bruno Forte)

dimanche 20 janvier 2013

« La salvezza di Cristo dono offerto a tutti »

di Bruno Forte, arcivescovo di Chiesti-Vasto

-  “Avvenire” del 19 gennaio 2013

Il dibattito intorno alla traduzione delle parole della consacrazione del vino nella celebrazione dell’Eucaristia si sta facendo vivo nel nostro Paese, come mostrano vari interventi e pubblicazioni recenti. Il sangue di Cristo è stato versato « per molti » o « per tutti » ? Come tradurre l’espressione greca « hypér pollôn », presente nei testi biblici, sottesi alla formula liturgica ?

La traduzione della Bibbia, approvata dalla Conferenza episcopale italiana, sia nella precedente che nell’attuale versione, ha tradotto così l’espressione : « Questo è il mio sangue, il sangue dell’alleanza, versato per molti » (Marco 14, 24 ) ; « Poi prese il calice, rese grazie e lo diede loro, dicendo : Bevetene tutti, perché questo è il mio sangue dell’alleanza, che è versato per molti per il perdono dei peccati » (Matteo 26,27-28). Isaia 53,11s, poi, è reso in modo analogo : « Il giusto mio servo giustificherà molti, egli si addosserà le loro iniquità... ha spogliato se stesso fino alla morte ed è stato annoverato fra gli empi, mentre egli portava il peccato di molti ».

Da parte mia, ho avuto modo di esprimere la mia posizione in varie sedi : lo feci, ad esempio, in una riunione di qualche anno fa del Consiglio permanente della Cei, di cui facevo parte come presidente della Commissione episcopale per la dottrina della fede, l’annuncio e la catechesi, argomentando la mia preferenza per il « per molti ». In sede di Assemblea dei vescovi italiani, pur ribadendo la mia preferenza, espressi la mia comprensione per la difficoltà pastorale che i più vedevano e che non ho mai negato : capirà la gente questo cambiamento di traduzione dopo l’uso pluridecennale della traduzione « per tutti » ? Non si penserà forse che con questo cambiamento si vogliano restringere gli spazi dell’accoglienza di tutti nella salvezza offerta da Gesù, quasi a voler presentare una Chiesa dei « no », più severa ed esigente ?

Provo a fare chiarezza nel conflitto delle interpretazioni : la traduzione « per tutti » non è scorretta, perché non c’è dubbio che Dio voglia tutti salvi e il Figlio sia stato mandato per la salvezza di tutti. Questa traduzione, tuttavia, come ogni traduzione può essere cambiata e migliorata. Ad esempio, alcuni propongono come nuova traduzione la formula « per una moltitudine », che fa eco alla scelta della traduzione francese del testo liturgico : « pour la multitude ». Il punto fondamentale da affermare è che Cristo è morto per la salvezza di tutti, anche se non è scontato che tutti vorranno accettare il Suo dono.

Quest’idea a me sembra resa correttamente dalla traduzione letterale « per molti », che meglio rispecchia la distinzione fra la redemptio objectiva, offerta dal Signore a tutti, e la redemptio subjectiva, quella effettivamente accolta o rifiutata dalla libertà di ciascuno. Si tratta di una resa che rispetta maggiormente non solo l’originale del testo, ma anche la libertà dell’assenso da parte della creatura umana, e dunque la sua dignità nella prospettiva dell’alleanza salvifica con il Dio vivente. Noi non sappiamo se tutti entreranno nella salvezza di Cristo, precisamente perché è in gioco la libertà di ciascuno di accogliere o rifiutare il dono.

Mi sembra ovvio che come spera Cristo e spera la Chiesa, così noi speriamo che tutti lo accolgano, impegnandoci ad annunciare credibilmente a ciascuno la bellezza di quanto il Signore ci offre.

In questa luce, è importante sottolineare che « molti » in italiano si oppone a « pochi », ma non è il contrario di tutti. Resta certamente la difficoltà di modificare un testo usato per anni nella liturgia e di dover conseguentemente spiegare la scelta operata : ma l’opzione « per molti » potrebbe essere occasione di una catechesi arricchente, che aiuti i credenti a riappropriarsi del messaggio centrale della salvezza offerta a tutti, senza imporsi alla libertà di nessuno. È quanto fa l’Eucaristia : essa realizza e annuncia la salvezza universalmente offerta e lascia il rischio della libertà umana come presupposto sullo sfondo. Da questo insieme di considerazioni deduco che la traduzione « per molti » sarebbe la più esatta. Altri episcopati l’hanno accolta, in lingue di diffusione mondiale (basti pensare all’inglese : « for many »).

Perché la sfida accettata da quei pastori non potrebbe essere accolta anche da noi, considerando che in gioco c’è il messaggio centrale della fede cristiana e la celebrazione di esso per la nostra salvezza, culmine e fonte di tutta la vita della Chiesa ?


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