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LA GRECIA, LA MEDIAZIONE DELLA CALABRIA, E IL RINASCIMENTO ITALIANO ED EUROPEO. In memoria di Barlaam (Bernardo) e di Leonzio Pilato ...

PER BOCCACCIO, NEL 2013, UNA GRANDE FESTA IN TUTTA L’ITALIA E L’EUROPA!!! Dopo 700 anni (dalla nascita), tutta viva la sua sacrosanta indignazione e tutto libero il suo spirito critico. Materiali sul tema - di Federico La Sala

giovedì 2 maggio 2013
BOCCACCIO, POETA TEOLOGO E FILOSOFO CRITICO.
Breve nota introduttiva ad alcune pagine, riprese dalla "De Genealogiis deorum gentilium" e dalla "Vita di Dante" *
Di Giovanni Boccaccio (1313-1375), a 699 anni dalla nascita, l’indignazione contro gli oltraggiatori dell’amore della veritÓ (del "Sapere aude!" del suo tempo), che lo accusavano di riaprire e riallacciare i rapporti con la cultura e la lingua dell’antica Grecia, Ŕ tutta integra e fortissima - e quanto mai attuale!
Quanto sia (...)

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>BOCCACCIO --- nel Decameron, ben 3 delle cento novelle hanno come protagonisti dei salernitani: un mercante di Ravello, un principe salernitano e sua figlia ed un maestro della Scuola medica salernitana

sabato 6 giugno 2015

CuriositÓ: le tre novelle del Decameron ambientate a Salerno

Forse non tutti sanno che, nel Decameron di Boccaccio, ben 3 delle cento novelle hanno come protagonisti dei salernitani: un mercante di Ravello, un principe salernitano e sua figlia ed un maestro della Scuola medica salernitana

di Francesco Bove ("SalernoToday", 4 giugno 2015)

Forse non tutti sanno che, nel Decameron di Boccaccio, ben 3 delle cento novelle hanno come protagonisti dei salernitani. La prima di queste Ŕ narrata nel secondo giorno da Lauretta ed ha come protagonista un ricco mercante di Ravello di nome Landolfo Rufolo. La storia, che secondo le regole dell’opera di Boccaccio, ha come tema centrale il Lieto fine, segue le peripezie del mercante di Ravello che, non pago della sua ricchezza, volle viaggiare fino a Cipro per vendere le sue mercanzie. Giunto nell’isola, per˛, fu vittima di una forte concorrenza e fu costretto a vendere la propria merce sottoprezzo e, per recuperare l’investimento effettuato, anche la sua nave. Acquistata una nuova nave pi¨ piccola, Landolfo, si dedic˛ alla pirateria fin quando venne, per˛, catturato dalla marina Genovese che lo imprigiona. La nave sul quale fu imprigionato affond˛ a causa di una forte tempesta ed il mercante di Ravello si salv˛ aggrappandosi ad una cassa. Salvato da una donna su una spiaggia di Corf¨, l’uomo scoprý che la cassa con la quale si era salvato conteneva innumerevoli pietre preziose con le quali ricompens˛ generosamente la donna, si pag˛ il viaggio fino alla natia Ravello e visse senza pi¨ commerciare il resto della sua vita.

La seconda e la terza storia vengono narrate entrambe il quarto giorno. La prima delle due e raccontata da Fiammetta ha come protagonista Tancredi di Salerno e sua figlia Ghismunda ed ha come tema l’Amore infelice. Tancredi, principe di Salerno, era molto geloso di sua figlia Ghismunda tanto da concederla in moglie solo al duca di Capua che, per˛, morý poco dopo il matrimonio lasciando la bella fanciulla vedova in giovane etÓ. Tancredi, per˛, non le volle cercare un nuovo marito e Ghismunda, quindi, intraprese una relazione clandestina con Guiscardo, valletto di umili origini del padre. Scoperta per caso la relazione, Tancredi fece imprigionare Guiscardo e chiese spiegazioni alla figlia. Ghismunda difese strenuamente la posizione del giovane amato dichiarando che, anche se di umili origini, Guiscardo possedeva un cuore nobile e che la nobiltÓ di cuore fosse ben pi¨ importante di quella data da un titolo. Adirato Tancredi fece uccidere Guiscardo e fece recapitare, in una coppa, il cuore del giovane alla figlia infedele. Veduto il macabro dono, Ghismunda vers˛ nella coppa del veleno e lo bevve per raggiungere l’amato nella morte. Venuto a spere dell’insano gesto dell a figlia, Tancredi corse per darle parole di conforto, ma arriv˛ tardi e non riuscý a salvare Ghismunda.

La terza storia, raccontata da Dioneo, parla, invece, del medico Mazzeo della Montagna. Il protagonista della storia Ŕ un grande medico della Scuola medica salernitana che, preso dal suo lavoro e dai suoi impegni, si spos˛ in tarda etÓ con una giovane salernitana. Sentendosi, per˛, trascurata, la donna si trov˛ un amante, Ruggieri d’Aieroli, nobile di stirpe ma conosciuto per la sua condotta poco nobile. Un giorno un infermo venne portato al cospetto di Mazzeo che, dovendolo operare, prepar˛ una bevanda anestetica per farlo addormentare. Chiamato urgentemente ad Amalfi, per˛, Mazzeo medic˛ temporanamente la ferita dell’infermo per operarlo il mattino seguente. La moglie di Mazzeo, sapendo della partenza del medico, chiam˛ Ruggieri per passarci la notte insieme. Lo fece, quindi, nascondere temporaneamente nella stanza dove era stato preparato l’anestetico che il malcapitato bevve scambiandolo per acqua. Ritrovato il corpo addormentato dell’amante, e ritenendolo morto, nascose, insieme ad una serva, il corpo di Ruggieri in un’arca di un falegname vicino. Nella notte, per˛, al falegname venne rubata l’arca da due usurai. Ruggieri, quindi, si svegli˛ a casa degli usurai che lo accusarono di furto. Venuta a sapere il fatto, la moglie di Mazzeo, corse per scagionare l’amante e, spiegando la situazione, si scoprý che, in realtÓ, i ladri fossero i due usurai che vennero arretsati.


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