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Sguardo a sud

Anche questo è Sud: una canzone di Rino Gaetano, crotoniate innamorato della terra

martedì 18 aprile 2006 di Vincenzo Tiano
Il cavallo con più rabbia galoppava fuori porta
e lasciava il suo ricordo nella nebbia
le persiane ormai serrate inventavano la notte
solo il fiume vomitava i suoi rifiuti
vacche stanche di muggire proponevano sbadigli
hanno ancora tanta nebbia da smaltire
è già l’ora è puntuale intrasento il suo profumo
sono già le otto ora legale
la troverò sopra il mare sulle labbra la potrò baciare
là arriverò quando è sera quando il sole tramonta in
riviera
vecchi gozzi alla deriva si (...)

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> Anche questo è Sud: una canzone di Rino Gaetano, crotoniate innamorato della terra --- ADDIO A MINO REITANO (Ansa).

mercoledì 28 gennaio 2009

Ansa» 2009-01-28 05:15

ADDIO A MINO REITANO

ROMA - E’ morto iera sera dopo una lunga malattia Mino Reitano. Il cantante, 64 anni, si è spento nella sua abitazione di Agrate Brianza, assistito dalla moglie Patrizia e dalla figlia Giuseppina Elena. Reitano era malato da due anni, ed era stato sottoposto a un intervento chirurgico un anno e mezzo fa e, successivamente, nello scorso novembre. I funerali del cantante, che lascia anche un’altra figlia, Grazia Benedetta, si svolgeranno giovedì alle 15 nella chiesa di Agrate Brianza.

MINO REITANO, UNA STORIA ITALIANA DEGLI ANNI ’60

ROMA - La vicenda di Mino Reitano e’ una tipica storia degli anni ’60, un ragazzo povero del Sud che comincia a cantare in Germania insieme ai Beatles quando non erano ancora i Beatles, diventa ricco e famoso negli anni del boom e dei milioni di 45 giri, e resta sempre un bravo ragazzo del Sud. Nella seconda parte della sua carriera per tornare al successo e fare la tv, da bravo ragazzo, era diventato il personaggio di se stesso, un inconsapevole simbolo del trash, digiuno di certi meccanismi che pero’ gli permettevano di restare alla ribalta, tornare a San Remo e andare in America a cantare negli stadi pieni di italiani. Persino la sua spietata malattia e’ diventata una di quelle storie che non mancano mai in quei rotocalchi televisivi dove e’ corsa la sua seconda giovinezza professionale, un episodio brutale che lui ha affrontato con la solita ingenuita’ di bravo ragazzo.

Mino in Germania c’era andato da emigrante ma con i fratelli suona rock’n roll, cosi’ ad Amburgo si trovo’ a dividere il palco con i Quarrymen, che, tornati a Liverpool, diventeranno i Beatles. Poi e’ diventato un protagonista della canzone italiana degli anni ’60: prima Castrocaro, poi nel ’67 San Remo con un brano di Mogol e Battisti, ’Non prego per me’. Nel 1968 arriva al primo posto della hit parade con ’Avevo un cuore che ti amava tanto’, seguito da un altro grande successo, ’Una chitarra cento illusioni’. Nel 1971 vice un Disco per l’estate con ’Era il tempo delle more’. E’ il suo periodo piu’ felice, partecipa a tutti i festival piu’ importanti, vende tantissimi dischi, e’ un protagonista fisso di Canzonissima, scrive pure canzoni per Mina e Ornella Vanoni. Il tutto con un fare tra l’impacciato e il dinoccolato e un modo di cantare che sta tra Paul Anka e Luciano Tajoli. La sua e’ la biografia perfetta per l’uomo legato alla famiglia che con i primi veri soldi si e’ comprato una sorta di ranch in Brianza dove ha vissuto con le famiglie dei fratelli fino alla fine. Dopo un periodo di oscurita’, negli anni ’80 Mino Reitano e’ entrato nella sua esistenza televisiva, della quale la carriera di cantante e’ stata l’appendice musicale. Da quel momento diventa un personaggio da rotocalco e ogni sua partecipazione al Festival di Sanremo, soprattutto quella del 1988 con ’Italia’, e’ stata nel segno della piu’ ingenua popolarita’, anche se poi, proprio grazie a San Remo, ha trovato altri ingaggi per programmi tv e tournee’ per gli italiani all’estero. La malattia raccontata in pubblico ha riservato un’eco immeritata al suo triste finale.

REITANO: BAUDO, UN EMIGRANTE CON GRANDE VOGLIA DI ARRIVARE

ROMA - ’’Mino Reitano era un bravissimo ragazzo, ostinato, il classico emigrante con grande voglia di arrivare, esuberante, simpatico’’. Cosi’ Pippo Baudo ricorda commosso il cantante, scomparso questa sera a 64 anni. ’’Nonostante il finale tragico e la sofferenza che durava da parecchi anni - sottolinea Baudo - Mino e’ stato fortunato, perche’ ha avuto dalla vita quello che voleva, passando dall’anonimato della provincia meridionale ai palcoscenici piu’ importanti del mondo dello spettacolo, del quale e’ diventato a pieno titolo un protagonista’’. Di Reitano, Baudo cita ’’i grandi successi a San Remo, ma soprattutto a Canzonissima, con la sua capacita’ di coinvolgere centinaia di migliaia di persone, che da casa lo votavano senza esitazione, e di farsi notare, con esibizioni che a qualcuno talvolta sembravano eccessive. Ma aveva anche l’animo del compositore: ha scritto, tra l’altro, ’Una ragione di piu’’, uno dei brani piu’ belli del repertorio di Ornella Vanoni, che considerava il suo piccolo capolavoro’’. ’’Finche’ ha avuto la forza - dice ancora Baudo - non si e’ mai risparmiato nei suoi spettacoli, che duravano anche tre ore, grazie alla sua grande voglia di farsi amare. Mino - conclude Pippo - lascera’ un ricordo piacevole e simpatico, e questa e’ la cosa piu’ bella per un artista’’.

REITANO: LITTLE TONY, PERDO UN AMICO PREZIOSO

ROMA - ’’Era un collega e un amico speciale, prezioso, da 40 anni’’: Little Tony si dice ’’molto addolorato’’ per la scomparsa di Mino Reitano, al quale era stato vicino in questi ultimi due anni di malattia. ’’Ci siamo sentiti ogni settimana, io cercavo di incoraggiarlo in tutti i modi. Lui viveva la malattia con grande entusiasmo - aggiunge - mi diceva sempre che voleva fare un programma in cui io facevo Dean Martin e lui Frank Sinatra. L’anno scorso a Sanremo avrebbe voluto cantare in coppia con me, ma era gia’ malato’’. Per Little Tony,

Reitano, insieme a Celentano, Morandi, Al Bano e Bobby Solo, faceva parte di quel gruppo di artisti con cui ha sempre vissuto la sfida canora negli anni ’60, ma precisa: ’’Con Mino e Bobby ci siamo frequentati anche fuori dal lavoro, in tutti questi anni. Con lui c’era un’amicizia forte. Era dolce, modesto e si comportava sempre nel modo giusto. Era una persona speciale, particolare. Sua moglie Patrizia gli e’ stata vicina in questo calvario’’. ’’L’unico rimpianto - conclude Little Tony - e’ che dovevamo vederci dopo la sua ultima operazione, dopo le feste. Invece, sono stato male io, con un’influenza da cui sono uscito solo quattro o cinque giorni fa. Ora sono in albergo a Milano, dove ero in attesa di incontrarlo. Ma sua moglie, mezz’ora fa, mi ha dato la notizia della sua scomparsa. Siamo tutti molto addolorati’’.

REITANO: RANIERI, ERA LA PUREZZA IN PERSONA

ROMA - Massimo Ranieri avrebbe dovuto parlare con Mino Reitano qualche ora fa. Ma la notizia della scomparsa del collega gli e’ giunta in una pausa di un concerto che sta tenendo a Novara. ’’Avrei dovuto chiamarlo proprio oggi - racconta - per me era come un fratello maggiore. Eravamo tutti e due del Sud e per lui provavo grande stima e un affetto sincero. Era la purezza in persona e questo colpiva il pubblico, quella sua bonta’ e modestia. Era partito dalla Calabria ed era andato in Germania per cantare le nostre canzoni’’. ’’Ci avevo parlato un mese fa - conclude - e avevo capito che stava molto male. Mi manchera’ molto’’.


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