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EUROPA ED EVANGELO. LA "CROCE" DI CRISTO NON HA NIENTE A CHE FARE CON IL CROCIFISSO DELLA TRADIZIONE COSTANTINIANA E CATTOLICO-ROMANA

LA COSTITUZIONE ITALIANA, IL CRISTIANESIMO, E LA TRADIZIONE DELLA MENZOGNA CATTOLICO-ROMANA. Una nota - di Federico La Sala

SAN PAOLO, L’ASTUTO APOSTOLO DELLA GRAZIA ("CHARIS") E DELL’ AMORE ("CHARITAS"), E LA NASCITA DEL CATTOLICESIMO-ROMANO!
giovedì 14 giugno 2012 di Federico La Sala
Tutti i cittadini hanno pari dignità sociale e sono eguali davanti alla legge, senza distinzione di sesso, di razza, di lingua, di religione, di opinioni politiche, di condizioni personali e sociali. E’ compito della Repubblica, rimuovere gli ostacoli ... (Costituzione della Repubblica italiana, art. 3)
VIVA L’ITALIA!!! LA QUESTIONE "CATTOLICA" E LO SPIRITO DEI NOSTRI PADRI E E DELLE NOSTRE MADRI COSTITUENTI.
LA GRAZIA DEL DIO DI GESU’ E’ "BENE COMUNE" DELL’INTERA UMANITA’, MA IL VATICANO (...)

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> IL CRISTIANESIMO, E LA TRADIZIONE DELLA MENZOGNA CATTOLICO-ROMANA. ----- Il pontefice romano è davvero il «successore di Pietro»? (di Fulvio Ferrario - Anche costui era con Gesù)

venerdì 15 giugno 2012

Anche costui era con Gesù

di Fulvio Ferrario (“Riforma”, 15 giugno 2012)

Il pontefice romano è davvero il «successore di Pietro»? È una delle questioni più dibattute tra le chiese, anche se non sono sicuro che sia così interessante. Forse, però, potrebbe esserlo e, per spiegare in che senso, racconterò una storia (vera).

Nel corso di un viaggio a Berlino, ho visitato un cimitero nel quale sono sepolti, tra gli altri, i filosofi Fichte ed Hegel, Bertolt Brecht ed Helène Weigel e dove si trova un monumento in memoria di un teologo famoso e di alcuni suoi familiari, caduti nella lotta contro Hitler.

Proprio vicino a questo monumento, non segnalata in alcun modo, ho notato la tomba di Johannes Rau, già presidente della Repubblica federale tedesca, protestante convinto, predicatore laico della Chiesa evangelica della Renania. Mi ha molto emozionato il versetto biblico inciso sul cippo: «Anche costui era con Gesù di Nazareth».

Nel racconto evangelico della passione, come si sa, la frase è sulla bocca di una donna che vuole smascherare Pietro, denunciandolo come discepolo di Gesù. Pietro, da parte sua, vorrebbe negare, nascondersi, piantare in asso il Maestro arrestato. Gli evangeli ci parlano di Pietro come di uno che, nel momento decisivo, tradisce. Questa è la verità. La donna, tuttavia, dice anche un’altra verità, in fondo ancora più grande. La dice per accusare, ma non ha importanza. Decisivo è che, traditore o no, buono o cattivo, intelligente od ottuso, anche lui, Pietro, era con Gesù di Nazareth. E che cosa si potrebbe dire di più importante sulla vita di una donna o di un uomo?

In questo senso, credo che la questione della successione di Pietro sia importante. Naturalmente faccende come il potere del papa, il primato, o addirittura l’infallibilità, hanno poco o nulla a che vedere con ciò che conta, e cioè con questo: successore di Pietro è colui o colei che, magari senza particolare coraggio, magari fallendo ingloriosamente nel momento decisivo, era, comunque, con Gesù. Successori di Pietro sono tutti i cristiani e le cristiane che, tra mille contraddizioni e debolezze, sperano che un giorno si possa dire: anche costui, anche costei, era con Gesù di Nazareth

(Rubrica «In cammino verso l’unità della chiesa» della trasmissione di Radiouno «Culto evangelico» curata dalla Fcei, andata in onda domenica 10 giugno).


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