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LegalitÓ

ABBAZIA FLORENSE/ L’opposizione sfiducia il presidente Astorino, ma tutti scordano legalitÓ e monumento

mercredi 5 septembre 2012
Una mozione di sfiducia al Presidente del Consiglio Comunale di San Giovanni in Fiore. Ecco la nuova puntata dopo l’inchiesta di Infiltrato.it sulla vicenda dell’Abbazia florense, monumento del XII secolo, i cui locali sono finiti illecitamente in mano ad una societÓ privata che ha usufruito - senza averne diritto, secondo gli atti pubblici da noi reperiti - anche dell’accreditamento della Regione Calabria. Ora arriva, come detto, la mozione di sfiducia rivolta a Luigi Astorino (Pdl) : un (...)

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> ABBAZIA FLORENSE/ --- Carlo Maria Martini definý il mistico e teologo Gioacchino da Fiore "il pi¨ grande profeta del secondo millennio" insieme a Giorgio La Pira (di Emiliano Morrone - Martini profeta come Gioacchino da Fiore)

mardi 4 septembre 2012

CARLO MARIA MARTINI/MORTO IL PROFETA DISARMATO... *

Martini profeta come Gioacchino da Fiore

di Emiliano Morrone *

In Verso Gerusalemme (Feltrinelli, 2002), il suo testamento spirituale, Carlo Maria Martini definý il mistico e teologo Gioacchino da Fiore "il pi¨ grande profeta del secondo millennio" insieme a Giorgio La Pira.

Nella sua tesi di laurea, Benedetto XVI tratt˛ dell’abate florense Gioacchino, che credeva possibile la giustizia in questa vita e, idealmente vicino al vangelo di Tommaso e pure al Buddismo, anticip˛ il francescanesimo su un piano teorico e concreto.

Gioacchino fond˛ una piccola comunitÓ in Calabria, basata sul lavoro, la pratica religiosa e la contemplazione. Una comunitÓ solidale al suo interno : di individui responsabilizzati, uniti dalla fede e dalla profezia della salvezza ; lontani dall’individualismo, dall’homo homini lupus di Hobbes, dall’imperialismo, dal capitalismo e dal dominio dell’altro.

Le idee di Gioacchino, la sua concezione "politica" e l’utopia del futuro di giustizia trovarono attuazione nelle missioni in Messico dei francescani spiritualisti, i quali, spinti dalla potenza del suo messaggio, mitigarono l’azione del governo spagnolo nelle terre conquistate. Vi sono ampie prove nelle cronache dell’evangelizzazione del Nuovo Mondo.

Martini decise di lasciare Milano, dove fu vescovo nell’ultimo Novecento, per ritirarsi in preghiera a Gerusalemme. Questa scelta lo port˛ a raccontare il senso della sua missione nel volume Verso Gerusalemme, in cui il discorso Ŕ condotto come in viaggio. Per le vie di Milano, nelle cui case si vivevano le storie pi¨ nascoste e disperate, e lungo il ritorno alla cittÓ santa, premessa e meta del credente.

Forse proprio la capacitÓ di Gioacchino di interpretare e vivere profeticamente le scritture ispir˛ l’orizzonte del cardinale Martini, la cui ricerca spirituale procedeva con la pratica del sacerdozio, la riflessione interiore, la divulgazione degli studi e delle visioni del biblista, del pastore che era.

Martini Ŕ stato sý un profeta. Aveva, come Gioacchino da Fiore, la dote di entrare nella lettera della Bibbia e di leggere il mondo alla luce del senso dei testi, chiarificato, nel tempo suo, per la totale adesione a Dio. Tutt’altro percorso rispetto alla brama del potere, alla negazione dello spirito e all’anticristianesimo di vari potenti della Chiesa.

* l’Infiltrato, Sabato 01 Settembre 2012


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