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PIANETA TERRA. PER UN "RISCHIARAMENTO" ("AUFKLARUNG") NECESSARIO. Fine della Storia o della "Preistoria" ?

L’EUROPA E TROIA : UN CERCHIO CHE SI CHIUDE. Sul filo dei lavori di Alessandro Fo e di Simon Price e Peter Thonemann, Paolo Mieli ripercorre le tappe di un mito che si è fatto storia - a c. di Federico La Sala

(...) all’inizio fu definito Europa tutto ciò che si trovava a ovest dell’Asia, dell’Ellesponto, delle terre dominate dai Persiani. E all’origine fu la guerra di Troia. Per i Greci e per i Romani Troia è la città a cui risale la memoria, in cui il mito ha iniziato a farsi storia (...)
mardi 2 octobre 2012 par Federico La Sala
[...] All’inizio del V secolo, il Giro della terra di Ecateo di Mileto, il primo tentativo di descrivere una geografia universale, fu diviso in due libri, il primo si chiamava « Europa », il secondo « Asia ». Ecateo descrisse il mondo abitato come un « disco circolare abbracciato dall’Oceano ». Tale disco era diviso in due metà uguali, l’Europa e l’Asia appunto, separate da una sola striscia d’acqua, il Mediterraneo e il Mar Nero legati tra loro dall’Ellesponto [...]
TERRA !!! TERRA !!! - PIANETA (...)

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> L’EUROPA E TROIA : UN CERCHIO CHE SI CHIUDE. --- Europa-Asia come si inventa il nemico Per accreditare l’idea di un antagonismo eterno si risale fino a Troia e alle guerre persiane (di Luciano Canfora)

lundi 3 décembre 2012

Europa-Asia come si inventa il nemico

Per accreditare l’idea di un antagonismo eterno si risale fino a Troia e alle guerre persiane

di Luciano Canfora (La Stampa, 3.12.2012)

I procedimenti mentali intesi a dare alla nozione di Europa un contenuto storico, o addirittura politico, organicamente unitario sono votati al fallimento : questo non impedisce, ovviamente, che abbiano successo come pseudoconcetti della retorica comiziale.

Tentativi del genere si ripetono nel tempo, e prendono le mosse dagli spunti più diversi. Tra le risorse più utilizzate vi sono, com’è noto, due remotissimi avvenimenti storici, la guerra di Troia (circa 1200 a. C.) e le guerre persiane (490 e 480-478 a. C.). Entrambi proverebbero che Europa e Asia si sono scontrate da sempre, e comunque ab immemorabili tempore, e che dunque oggi - in tempi di crescita esponenziale dell’economia indiana e, ancor più, di quella cinese - è giunto il momento della riscossa europea ancora una volta contro l’Asia : « fare fronte » (come dicevano un tempo gli attivisti dell’ultradestra eversiva) nel nome di Agamennone e di Menelao e, perché no, di Temistocle. Né importa che proprio lui, Temistocle, il vincitore di Serse a Salamina (con buona pace degli « europeisti da comizio ») sia poi fuggito in Persia ostracizzato dagli Ateniesi, e ospite di Artaserse fino alla fine dei suoi giorni, in qualità di governatore della satrapia persiana di Magnesia al Meandro per ordine di Artaserse I. La storia, si sa, è complicata, e, se studiata da presso, smentisce la retorica comiziale.

Mette conto osservare, peraltro, che l’operazione di collegare passato e presente per cavarne insegnamenti attuali fu già compiuta in antico, ma non tanto a sostegno della presunta polarità Europa/Asia quanto, semmai, per suffragare il fondamento antico dell’antagonismo Grecia/Asia e portare argomenti alle aspirazioni egemoniche imperiali di chi voleva dominare sui Greci e accampava di chiamarli a raccolta per proseguire la storica, inestinguibile guerra contro l’Asia.

Un tale argomento fu il cemento ideologico dell’impero ateniese nel V secolo e fu ripreso e amplificato - con l’aiuto di devoti propagandisti - da Filippo di Macedonia nel secolo seguente. Ma in un caso come nell’altro si trattava per l’appunto di una copertura propagandistica delle aspirazioni egemoniche sul mondo greco tanto da parte di Atene quanto da parte di Filippo.

Un bell’esempio di come poté svilupparsi questo genere di operazioni ideologiche a base storiografica è dato dalla tardiva nascita della « cornice » dell’opera di Erodoto. Per quanto la prudenza si imponga quando si cerca di stabilire attraverso indizi la stratigrafia compositiva di un’opera antica (per la quale in genere mancano informazioni esterne che rivelino il cammino compiuto dall’autore), è tuttavia ragionevole pensare che la « cornice » riassuntiva iniziale mirante a proiettare molto indietro nel tempo le radici del conflitto greco-persiano sia nata per l’appunto quando il racconto erodoteo si è concentrato, negli ultimi libri, sulle due invasioni persiane della Grecia.

A quel punto si sono verificati, in modo convergente, alcuni fenomeni che hanno contribuito a far nascere quella « cornice » che solo molto tardi Erodoto deve aver collocato al principio della sua opera. E cioè : (a) il dilatarsi oltre misura del racconto di quelle due guerre e soprattutto dell’invasione di Serse, la più pericolosa e la più durevole ; (b) il fatto che dunque tale racconto veniva a costituire la metà almeno dell’intera historíae ; (c) il fatto che la vittoria sui Persiani venisse da tempo e stabilmente adoperata da Atene per giustificare il proprio impero imposto agli alleati greci ; (d) la crescente insofferenza dei Greci verso tale uso imperialistico della vittoria sui Persiani, « nemico storico », nemico « di sempre » ; (e) la scelta di Erodoto di far propria quella propaganda nel momento in cui Pericle stava portando Atene verso un micidiale conflitto intergreco ; (f) la necessità propagandistica di dare al conflitto da cui la potenza imperiale ateniese era sorta lo sfondo storico mitico di un conflitto eterno, di una minaccia sempre presente da cui Atene aveva salvato i Greci tutti, ivi compresi quelli che ora le si opponevano o le si ribellavano.

Di qui la « cornice » in cui quel conflitto « eterno » viene teorizzato ed esemplificato : una cornice che dà unità a tutta l’opera imponente dello storico di Alicarnasso fattosi ateniese di adozione e pericleo di simpatie politiche.

Grecia e Asia, dunque : non Europa e Asia, stante che l’« Europa » di Erodoto è una Grecia un po’ più vasta, non un continente.

Erodoto è consapevole del carattere ideologico di una tale impostazione. In lui il propagandista generoso della giustificazione periclea dell’impero convive con l’etnografo che sa bene quanto Asia e Grecia e Africa siano realtà compenetrate, non contrapposte, e quanto, semmai, la Grecia debba a quegli altri due mondi, coi quali sin dal principio aveva convissuto mescolandosi.


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