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COMPARTO SCUOLA. 24 NOVEMBRE 2012, SCIOPERO NAZIONALE. FLC CGIL. Scatti... d’orgoglio

PER LA SCUOLA DELLA REPUBBLICA E LA DIGNITA’ DEL LAVORO : FLC CGIL. Sciopero e manifestazione a Roma

La FLC CGIL dopo l’incontro di giovedì 22 novembre a Palazzo Chigi, convocato sugli scatti di anzianità del personale della scuola, esprime un giudizio fortemente critico rispetto a quanto prospettato dal Governo (...)
samedi 24 novembre 2012 par Federico La Sala
[...] la FLC CGIL conferma lo sciopero del 24 novembre e la manifestazione a Roma in Piazza Farnese ore 10 e chiede ai lavoratori e alle lavoratrici, agli studenti e ai cittadini di aderire in massa per difendere la scuola pubblica e la dignità del lavoro.
Come aderire
Nota MIUR sulla proclamazione FLC CGIL [...]

Scatti... d’orgoglio
FLC CGIL : sciopero e manifestazione confermati *
La FLC CGIL dopo l’incontro di giovedì 22 novembre (...)

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> PER LA SCUOLA DELLA REPUBBLICA E LA DIGNITA’ DEL LAVORO : FLC CGIL. --- La scuola in piazza, Sit-in e cortei in tutta Italia.

dimanche 25 novembre 2012


-  La scuola in piazza, Roma blindata
-  Petardi al ministero della Giustizia

-  Sit-in e cortei in tutta Italia, nuova
-  protesta alla sede del Guardasigilli.
-  Cobas, militanti di CasaPound e
-  studenti : « La nostra lotta continua » *

È in una Roma blindata che oggi Cobas della scuola, studenti e precari sono tornati a sfilare contro la privatizzazione di scuola e università e per rivendicare il diritto ad avere un futuro. Dei tre cortei in programma per oggi nella capitale, quello degli appartenenti ai comitati di base - « 10mila » secondo il leader Piero Bernocchi -, partiti da piazza della Repubblica, si è concluso a piazza Sant’Andrea della Valle. Alla testa del corteo, una manifestante con scotch sulla bocca, rosario nella mano destra e una bandiera dei sindacati di base nell’altra. Un gesto simbolico per riportare l’attenzione anche sulla Giornata mondiale contro la violenza sulle donne, che si celebrerà domani. A seguire gli striscioni « Picchiatemi, sono una donna », « la crisi è violenza sul corpo delle donne » e « libere di scegliere, pronte a reagire ».

Per gli studenti, appuntamento a Piramide e all’Università La Sapienza. Da lì il serpentone si è spostato in direzione Lungotevere, per raggiungere il ministero della Giustizia in via Arenula. Il passaggio sotto la sede del Guardasigilli Paola Severino è stato accompagno da lanci di fumogeni e petardi e scandito da urla (« Siamo gli stessi del 14 novembre » e « Israele va distrutto ») e fischi. In tutto, pochi minuti concitati proprio dove dieci giorni fa venne sparato un lacrimogeno che andò a colpire una finestra del dicastero. A proteggere l’edificio un cordone di polizia in tenuta antisommossa.

L’ultimo corteo, quello organizzato da Casapound, ha invece preso il via a metà pomeriggio. Dietro uno striscione con le effigi di Monti, Fornero, Bersani, Alfano e lo slogan « Falli piangere », inquadrati in fila per sei, i militanti hanno cominciato la loro marcia sventolando una bandiera rossa con la tartaruga bianca su fondo nero, simbolo del movimento dei « fascisti del terzo millennio ».

« Torniamo in piazza - ha detto stamattina Federico del Giudice, portavoce della Rete della Conoscenza - per dimostrare come gli studenti non abbiano paura malgrado la spaventosa repressione ordinata dalla forze dell’ordine il giorno dello sciopero europeo e per rivendicare come la nostra generazione abbia la volontà di lottare contro le politiche di austerity che in Italia, come in altri paesi europei, hanno distrutto il welfare ed eliminato i diritti ». Centinaia, intanto, le scuole occupate in tutta Italia per protestare contro l’ex Pdl Aprea e la privatizzazione della scuola pubblica, ha osservato invece Roberto Campanelli, coordinatore dell’ Unione degli studenti.

Palermo, il funerale dell’istruzione

Anche nel capoluogo siciliano migliaia di studenti si sono mobilitati occupando piazze e strade. Sono spuntati petardi e fumogeni, contorni di una protesta « contro l’austerity del governo Monti », il cui simbolo è una bara nera con la scritta « Cultura. Qui giace il nostro futuro ». Uova sono state lanciate contro la sede del Giornale di Sicilia, ma l’obiettivo di colpire tutte le testate, « contro il tentativo da parte dei media di dividere gli studenti in buoni e cattivi ».

Pisa, a fuoco la bandiera del Pd

Tensione anche in Toscana, dove circa 250 studenti hanno sfilato insieme ai militanti dei Cobas. Alcuni giovani sono entrati all’ interno dei palazzi di Provincia e Comune e hanno appeso striscioni di protesta. Poi, tornati in piazza, hanno bruciato una bandiera del Pd, partito di maggioranza relativa in città. Anche a Palazzo Gambacorti, sede del municipio, i manifestanti hanno forzato il blocco delle forze dell’ordine e, dopo alcuni momenti di tensione con gli agenti, una delegazione è stata autorizzata a salire ai piani superiori dove è stato successivamente esposto uno striscione con la scritta : « Noi studenti non siamo merce. Produciamo conflitto contro le istituzioni delle banche ».

Napoli, la Fiom al fianco degli studenti

Centri sociali e autonomi si sono uniti alla protesta degli studenti nel capoluogo partenopeo, partita da piazza Garibaldi in direzione piazza del Plebiscito. A fianco dei giovani napoletani si sono schierati anche i lavoratori della Fiom : « Siamo qui - ha spiegato il segretario regionale , Andrea Amendola - per legare ancora di più il diritto allo studio e il diritto al lavoro. Se si continuano ad aumentare le tasse per gli studenti, si incide sul reddito delle famiglie e si impedisce ai figli di lavoratori di poter accedere all’istruzione universitaria ». In mezzo al corteo anche Sebastiano, uno dei 19 dipendenti che dovranno essere assunti, su decisione della magistratura, nella fabbrica di Pomigliano.

Firenze, bloccata la stazione ferroviaria

Per circa 30 minuti la stazione ferroviaria di Santa Maria Novella a Firenze è stata teatro di un improvvisato presidio di alcune centinaia di giovani. A staccarsi dal corteo principale un gruppo di circa duecento persone, dei quali almeno la metà si è messa a sedere sul binario davanti al treno Frecciargento in partenza per Venezia. Poi hanno bloccato il traffico nella zona circostante, acceso fumogeni e petardi e lanciato uova contro la sede di una banca.

* La Stampa, 24/11/2012


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