Inviare un messaggio

In risposta a:
SEGNI DEI TEMPI: 11 FEBBRAIO 2013 (DOPO COSTANTINO). ANNIVERSARIO DEI PATTI LATERANENSI E DIMISSIONI DEL PAPA ...

CHIESA CATTOLICA IN UN VICOLO CIECO: EMERGENZA TEOLOGICA ED ANTROPOLOGICA. L’orologio della sua storia è fermo da secoli. Un’analisi (un’autocritica parziale) di Fulvio De Giorgi - con note di Federico La Sala

Con un esercizio di ‘fantasia pastorale’ spostiamo decisamente in avanti l’orologio, anzi il calendario della storia. Quale sarà la Chiesa nel 2113? Forse ci sarà già stato il Concilio Vaticano III o forse no...
mercoledì 13 febbraio 2013
[...] Quando oggi, a cinquant’anni dal Concilio Vaticano II, ci si chiede se è ormai giunta “l’ora dei
laici” nella Chiesa, la risposta forse un po’ estremizzata (ma sincera) appare essere: è giunta... ed è
passata... e non ci siamo accorti quasi di nulla. [...]
CIVILTA’ DELL’AMORE E VOLONTA’ DI GUERRA. DOPO GIOVANNI PAOLO II, IL VATICANO SOPRA TUTTO E CONTRO TUTTI. Il "peccato originale" e la "mala fede" antropo-teo-logica di Papa Ratzinger.
COSTANTINO, SANT’ELENA, E (...)

In risposta a:

> CHIESA CATTOLICA IN UN VICOLO CIECO --- Quando il Papa lascia l’incarico. Non succedeva da 600 anni. Padre Lombardi: «Al momento dell’annuncio i cardinali non sapevano cosa stava accadendo»

lunedì 11 febbraio 2013


-  Quando il Papa lascia l’incarico
-  Non succedeva da 600 anni

-  Padre Lombardi: «Al momento
-  dell’annuncio i cardinali non sapevano cosa stava accadendo»

-  di Giacomo Galeazzi (La Stampa, 11/02/2013)

CITTÀ DEL VATICANO. Il primo ad abdicare dopo seicento anni. “Il Papa ci ha preso un po’ di sorpresa”, afferma il portavoce vaticano, Federico Lombardi, in merito all’annuncio delle dimissioni di Benedetto XVI. I cardinali hanno ascoltato il Papa “con il fiato sospeso, credo che la massima parte dei presenti non avesse informazione precedente di quello che il Papa stava per annunciare”. Quella del Papa di lasciare il pontificato è stata una «decisione personale, profonda, presa in clima di preghiera». Il «motivo fondamentale è l’esame di coscienza sulle sue forze in rapporto al ministero da svolgere». Benedetto XVI rinuncia al soglio pontificio e lascerà il 28 febbraio.

Una decisione di portata storica che ha pochi precedenti in epoca recente. Come riporta l’agenzia Agi, i casi storici di rinuncia, comunque, non mancano, soprattutto nei tempi più remoti del Papato: San Clemente, quarto pontefice romano, arrestato ed esiliato per ordine di Nerva nel primo secolo dopo cristo, abdico’ dal Sommo Pontificato indicando come suo successore Evaristo, affinché i fedeli non restassero senza pastore. Nella prima metà del III secolo, Ponziano lo imito’ poco prima di essere esiliato in Sardegna; al suo posto venne eletto Antero.

Silverio, 58esimo vescovo di Roma, fu deposto da Belisario e in punto di morte (11 marzo 537) rinunciò in favore di Vigilio, fino ad allora considerato un usurpatore. Vi sono poi molti altri casi, più problematici, in cui si discute se vi sia stata rinuncia o addirittura rinuncia tacita, come nel caso di Martino (VII secolo). Altro caso più difficilmente inquadrabile è quello di Benedetto IX, che prima venne deposto in favore di Silvestro III, salvo poi riassumere la carica per poi rivenderla a Gregorio VI, il quale, accusato di simonia, fece atto di rinuncia dopo aver ammesso le sue colpe. Siamo nella prima metà dell’anno Mille.

Il più celebre caso di rinuncia all’ufficio di Romano Pontefice fu quello di Celestino V, detto anche «il Papa che fece per vitla’ lo gran rifiuto», che portò all’elezione di Bonifacio VIII nel 1294; poiché quest’ultimo fu un pontefice non affine a Dante Alighieri, egli nella sua Divina Commedia pone, probabilmente, Celestino V nell’Antinferno tra gli ignavi: non è però certo chi il Sommo Poeta volesse indicare nel seguente passo, potrebbe trattarsi infatti, secondo alcuni critici di Ponzio Pilato, Esau’ o Giano della Bella: con il cardinale Benedetto Caetani, e si fece confermare dal concistoro dei cardinali che un’abdicazione dal soglio pontificio era possibile, quindi, in data 10 dicembre 1294, emanò una costituzione sull’abdicazione del papa, confermò la validità delle disposizioni in materia di Conclave anche in caso di rinuncia, ed appena tre giorni dopo rese note le sue intenzioni ed abdico’.

Nel 1415 un altro Papa, Gregorio XII, eletto all’epoca dello Scisma d’Occidente a Roma, dopo molti anni di lotte e di contese giuridiche, belliche e diplomatiche, fece atto di sottomissione ai decreti emessi dai padri conciliari, durante il Concilio di Costanza, che era stato convocato dall’antipapa Giovanni XXIII e presieduto dall’Imperatore Sigismondo per dirimere ogni questione. Uno di questi decreti intimava a tutti i contendenti di abdicare, nel caso che non si trovasse una soluzione e non si raggiungesse l’accordo fra i tre pretendenti al Soglio. Davanti al rifiuto di Benedetto XIII (rappresentante dell’obbedienza avignonese) e alla fuga di Giovanni XXIII (poi ricondotto in Concilio e deposto), alla fine Gregorio XII acconsenti’ ad abdicare, dopo aver riconvocato con una sua bolla il medesimo Concilio. All’abdicazione però non seguì l’elezione di un nuovo Papa, che si verificò passati due anni e solo successivamente alla scomparsa di Gregorio XII, dopo la quale venne convocata un’assemblea mista di cardinali e di padri conciliari, che elesse Martino V nel 1417.


Questo forum è moderato a priori: il tuo contributo apparirà solo dopo essere stato approvato da un amministratore del sito.

Titolo:

Testo del messaggio:
(Per creare dei paragrafi separati, lascia semplicemente delle linee vuote)

Link ipertestuale (opzionale)
(Se il tuo messaggio si riferisce ad un articolo pubblicato sul Web o ad una pagina contenente maggiori informazioni, indica di seguito il titolo della pagina ed il suo indirizzo URL.)
Titolo:

URL:

Chi sei? (opzionale)
Nome (o pseudonimo):

Indirizzo email: