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"PRINCIPI DI SCIENZA NUOVA". "OCCASIONE Di meditarsi quest’Opera" (1730) : UNA CHIAVE DI ACCESSO AL CAPOLAVORO DI GIAMBATTISTA VICO

IL PUTTANESIMO DELLO SPIRITO: LA DIPINTURA TUTTA CONTRARIA. LA LEZIONE IGNORATA DI GIAMBATTISTA VICO. Alcune note - a c. di Federico La Sala

Giambattista Vico: "Potrai facilmente, o Leggitore, intendere la bellezza di questa divina Dipintura dall’orrore, che certamente dee farti la bruttezza di quest’altra, ch’ora ti dò a vedere tutta contraria".
domenica 16 giugno 2019
"PRINCIPI DI SCIENZA NUOVA D’INTORNO ALLA COMUNE ORIGINE DELLE NAZIONI": QUALE SIA LA CHIAVE DI ACCESSO AL CAPOLAVORO (1744) DI GIAMBATTISTA VICO, NON E’ ANCORA AFFATTO CHIARO NE’ AI FILOSOFI NE’ AI FILOLOGI E NEPPURE AI TEOLOGI, BENCHE’ SIA SOTTO I LORO OCCHI: "IGNOTA LATEBAT"!
LA MENTE ACCOGLIENTE. Una traccia per la rilettura della "Scienza Nuova".(aprire il pdf, per vedere "la dipintura" (e l’"impresa"):*
an admirabile verbovocovisual presentment (J.Joyce, Finnegans Wake)
an admirabile (...)

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> CHE COSA E’ IL PUTTANESIMO DELLO SPIRITO? ---- “Così i costituzionalisti si spartivano le cattedre”. I cinque saggi di Letta e un un silenzio istituzionale rumorosissimo

domenica 6 ottobre 2013


I cinque saggi di Letta finiti sotto accusa *

É STATO IL GOVERNO delle larghe intese, quello votato al risanamento economico e alle grandi riforme, a scegliere uno strumento straordinario per cambiare faccia all’Italia: una commissione di saggi. I 35 esperti di diritto nominati da Enrico Letta hanno prodotto un documento che il premier ha promesso di tenere in alta considerazione nell’azione dell’esecutivo. Anche perchè l’idea di affidarsi al parere di un organismo esterno aveva avuto l’a ssenso formale del presidente della Repubblica. Ora il coinvolgimento di 5 membri della commissione speciale provoca un un silenzio istituzionale rumorosissimo: a parte le difese dei singoli docenti coinvolti, nè il governo nè il Quirinale hanno avuto nulla di dichiarare.

* il Fatto, 06.10.2013


“Così i costituzionalisti si spartivano le cattedre”

La Finanza: almeno 15 concorsi truccati. Spunta una sentenza del Tar scambiata con un posto in ateneo

di Carlo Bonini, Giuliano Foschini (la Repubblica, 06.10.2013)

BARI- Concorsi truccati? I saggi del premier invischiati in traffici accademici? Accade che si trovi qualcuno pronto a sostenere che la Guardia di finanza e la procura di Bari non abbiano capito niente. A farlo è Aldo Loiodice, il professore ordinario di Diritto costituzionale da cui questa storia è partita. Un concorso per un dottorato di ricerca a Bari sospetto, l’inchiesta che prende le mosse dopo un articolo diRepubblica, il telefono del professore che finisce sotto controllo e l’indagine che si allarga in tutta Italia.

Questo è l’argomento di Loiodice: «Hanno preso una cantonata. Altro che cattedre pilotate. Altro che associati a delinquere. Questa è semplice trasmissione della scienza».

Trasmissione di che? «I contatti dei commissari con i capiscuola sono la prova dell’umiltà di un commissario che invece di scegliere in solitudine e con superbia il vincitore si lascia illuminare dalle opinioni autorevoli dei colleghi: una scelta umile, controllata e documentata».

Con buona pace di Loiodice, però, la Guardia di Finanza si è convinta del contrario. Ritiene di avere ricostruito - annota negli atti di indagine - «un sistema di corruttele basato su scambi di favore, protezioni reciproche tra i più autorevoli docenti ordinari che tramite accordi clandestini preferivano la logica clientelare rispetto a quella del merito». Erano loro - sostengono - a indirizzare volta per volta la decisione dei membri della commissione che doveva scegliere il professore migliore.

I concorsi al centro dell’inchiesta sono una quindicina, da ordinario, associato e ricercatore in Diritto ecclesiastico, pubblico comparato e costituzionale. Dodici le universitàcoinvolte. Tra le prove sospette, quella da ricercatore in Diritto ecclesiastico a Bari, da ordinario in Pubblico comparato alla Università europea di Roma, da associato alla Lum di Casamassima, da ordinario in Costituzionale alla Università europea di Roma, da associato a Macerata e Teramo.

I denunciati dalla Guardia di finanza alla magistratura sono 38: tra di loro c’è il gotha del diritto costituzionale, compresi - come ha dato conto ieriRepubblica - cinque dei 35 saggi scelti dal presidente del Consiglio, Enrico Letta per la commissione per le riforme costituzionali.

Si tratta di Augusto Barbera, Giuseppe de Vergottini (entrambi dell’università di Bologna), Carmela Salazar (Reggio Calabria), Lorenza Violini (Milano) e Beniamino Caravita di Toritto (Sapienza di Roma). Quest’ultimo ha subìto una perquisizione ormai due anni fa, quando l’inchiesta ora alla sua ultima proroga, era appena cominciata. La circostanza non è neutra. Perché al momento della sua nomina a saggio Caravita sapeva di essere indagato. «Fatti antichi, il nostro assistito è estraneo » replicano i suoi legali, Nicola Quaranta e Renato Borzone che per altro hanno già contestato la legittimità della proroga delle indagini. «Stupefatta e indignata » Anna Maria Bernini, exministro del Pdl, tirata in ballo per il concorso da ordinario in Diritto pubblico comparato. «Di questa storia e di questa inchiesta non so nulla» dice. Eppure quella cattedra - sostiene l’accusa - doveva essere sua. Anche se il concorso (tra rinvii e dimissioni di commissari) in realtà non si è mai concluso.

Si tratta di una di quelle prove bandite tra la vecchia e la nuova legge: tra la fine del 2008 e l’inizio del 2009 l’allora ministro Mariastella Gelmini cambiò infatti le regole concorsuali prevedendo il sorteggio da un elenco di docenti eletti dagli stessi colleghi. Fatta la norma, dicono gli investigatori, trovato l’inganno. Prima -spiega una fonte investigativa - provarono a fare pressioni sul ministero affinché non fosse istituita la nuova norma. Poi, cominciarono a muoversi, proponendo scambi di favori.

Del resto nell’inchiesta di Bari di scambi di favori ce n’è uno particolare perché coinvolge l’università privata Lum e il Tar dellacittà. La figlia di un giudice, Amedeo Urbano, ottenne un contratto proprio mentre il padre decideva di un ricorso da milioni di euro presentato dalla famiglia del Rettore, Emanuele Degennaro, noti imprenditori della città. Risultato: sono indagati sia il magistrato sia il magnifico.


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