Inviare un messaggio

In risposta a:
SCIENZE ED EREDITA’ CULTURALE ...

L’EPOCA D’ORO DELLA SCIENZA ARABA. Prima di Galileo e Newton la rivoluzione dimenticata. Intervista al prof. Jimal­ Khalili di Gabriele Beccaria

Mentre l’Occidente languiva nella povertà, oltre che in una tremenda ignoranza, la civiltà scintillava in Medio Oriente e in Asia. Merito degli Omayyadi e degli Abbasidi e della fetta di mondo che plasmarono. Un melting pot che avrebbe unito popoli e culture dalla Spagna all’India.
mercoledì 2 ottobre 2013 di Federico La Sala
“Prima di Galileo e Newton la rivoluzione dimenticata”
Non solo matematica ma astronomia e geografia:
“La scienza araba cambiò il mondo”
di Gabriele Beccaria (La Stampa/TuttoScienze, 02.10.13)
Jimal­ Khalili: È PROFESSORE DI FISICA TEORICA ALL’UNIVERSITÀ DEL SURREY (GRAN BRETAGNA)
IL LIBRO : «LA CASA DELLA SAGGEZZA. L’EPOCA D’ORO DELLA SCIENZA ARABA», BOLLATI BORINGHIERI
Molti manoscritti sono perduti, così come gli imperi che li custodivano si sono sbriciolati. (...)

In risposta a:

> SCIENZA ARABA. - "Firenze e Bagdad" --- La Terra è una testa: ripartiamo dalla lezione di Tolomeo (di Franco Farinelli)

domenica 3 gennaio 2016


Le nuove sfide

La Terra è una testa: ripartiamo dalla lezione di Tolomeo

di Franco Farinelli (Corriere della Sera, La Lettura, 03.01.2015)

«La Terra è una testa», spiegava al tempo dell’impero romano Tolomeo, egiziano ma l’ultimo dei sapienti greci. Fin d’allora la Terra era, con le parole di Ferecide di Siro, un insieme di forme (di fiumi, di monti, di castelli, di città) ricamate su un mantello addossato sul sottostante corpo della Terra stessa, di fatto inconoscibile appunto perché nascosto in tal modo allo sguardo.

La modernità è finita, circa mezzo secolo fa, quando la velocità del cambiamento delle forme terrestri ha messo in crisi la plausibilità stessa del loro statico disegno, della loro inerte rappresentazione. I ghiacciai che, sciogliendosi per la mutazione del clima, fanno aumentare oggi il livello del mare alterando le linee di costa, mettono allo stesso tempo a nudo terre mai viste: al punto che l’intera geografia dell’Artico è da rifare, perché nuove isole e penisole affiorano, nuove rotte diventano praticabili, nuovi possibili Mediterranei si configurano.

I lineamenti della faccia della Terra cambiano, e una prima curiosità si riferisce ancora all’inventario del loro assetto, alla ricognizione delle loro inedite fattezze. Questo riguarda però la geografia, che non è la descrizione della Terra, ma è la descrizione per cui il mondo viene ridotto alla Terra e la Terra appunto alla sua superficie, sotto la quale si cela tutto il resto. -A quest’ultimo la frase di Tolomeo si riferisce, e da essa oggi bisogna ripartire perché, qualsiasi cosa sia la globalizzazione, essa significa prima d’altro il recupero del tridimensionale corpo terrestre: il globo appunto. Ed è in tale senso che la lezione tolemaica va ripresa, nel senso della curiosità circa la natura dei nostri modelli cognitivi, ovvero dei nuovi modelli da approntare con urgenza per tentare di afferrare il nuovo funzionamento del mondo.

Come avvertiva Kant: per capire non bisogna fare la geografia di ciò che si vede, bensì «la geografia dello spazio buio della nostra mente». Dove mente sta appunto per testa e insieme, tolemaicamente, per il globulare, complessivo apparato del nostro pianeta, finalmente riconosciuto per quello che esso è.


Questo forum è moderato a priori: il tuo contributo apparirà solo dopo essere stato approvato da un amministratore del sito.

Titolo:

Testo del messaggio:
(Per creare dei paragrafi separati, lascia semplicemente delle linee vuote)

Link ipertestuale (opzionale)
(Se il tuo messaggio si riferisce ad un articolo pubblicato sul Web o ad una pagina contenente maggiori informazioni, indica di seguito il titolo della pagina ed il suo indirizzo URL.)
Titolo:

URL:

Chi sei? (opzionale)
Nome (o pseudonimo):

Indirizzo email: