Inviare un messaggio

In risposta a:
FILOSOFIA E PSICHIATRIA." Come si fa un corso su Basaglia? Noi leggiamo delle parole, ma Basaglia è tutto rivolto alle pratiche. C’è o non c’è un pensiero di Basaglia? Io credo che ci sia, ma non è un pensiero facile da disegnare"(P. A. Rovatti).

RESTITUIRE LA SOGGETTIVITÀ. Chi, a chi, come - e quale soggettività?! P. A. Rovatti a scuola di Franco Basaglia. Un capitolo dal suo ultimo libro - a c. di Federico La Sala

Imparare a sospendere il giudizio, a rallentare la velocità con cui si stigmatizza, ecco il punto. Se esiste il manicomio, l’etichetta coincide con l’entrata in manicomio; se entri lo stigma è immediato. Ma anche quando abbiamo distrutto il manicomio permane il problema della velocità dell’etichetta ...
sabato 30 novembre 2013
Quando c’erano i matti
La lotta di classe secondo Basaglia
Così il pensiero del grande psichiatra fu fortemente influenzato dalla filosofia marxista
di Pier Aldo Rovatti (la Repubblica, 30.11.2013)
IL LIBRO: Restituire la soggettività di Pier Aldo Rovatti (Alpha & Beta pagg. 271, euro 15) di cui anticipiamo qui un capitolo
Come si fa un corso su Basaglia? Noi leggiamo delle parole, ma Basaglia è tutto rivolto alle pratiche. C’è o non c’è un pensiero di Basaglia? Io credo che ci sia, ma non (...)

In risposta a:

> RESTITUIRE LA SOGGETTIVITÀ. Chi, a chi, come - e quale soggettività?! P. A. Rovatti a scuola di Franco Basaglia. -- "Le nostre oscillazioni. Filosofia e follia" (P. A. Rovatti).

sabato 23 novembre 2019

SCHEDA EDITORIALE *

Pier Aldo Rovatti

Le nostre oscillazioni

Filosofia e follia

La necessità di questa nuova versione, che arriva a quasi vent’anni dalla sua prima stesura, è dettata dal fatto che in questo lasso di tempo la prossimità tra filosofia e follia si è svuotata, non perché sia qualcosa di superato, ma perché l’abbiamo resa invisibile, l’abbiamo cancellata, trasformando una questione seria e attuale in un episodio culturale di scarsa rilevanza. Queste pagine intendono denunciare questa palese chiusura culturale che caratterizza il nostro presente e rilanciare quel pensiero critico che la stessa filosofia, dopo averlo alimentato alla fine del secolo scorso, ha poi abbandonato a vantaggio di un pensiero unico della “normalità” fondato essenzialmente sul potere.

L’urgenza dell’autore è quella di riprendere in mano il problema con un titolo che sottolinei e rilanci l’importanza del dubbio, espresso in maniera efficace da quel “non so” da cui partiva la sua riflessione vent’anni fa.

Un “non so” che non è una cautela, ma una posizione costruttiva. Questi due monosillabi possono dirci qualcosa di non banale sulla follia. Sono l’invito a “metterci scomodi”, come a cavallo di un muretto, con una gamba di qua e una di là, e imparare l’arte dell’oscillazione, anche se è un esercizio rischioso. Come non pensare a Franco Basaglia che alla domanda “Chi è il malato di mente?”, nella famosa intervista di Sergio Zavoli ne I giardini di Abele del 1969, rispose “non so, perché non lo sa nessuno”.

Confrontandosi con alcuni tra i principali pensatori contemporanei (Foucault e Derrida, ma anche Husserl e Bateson), questo agile saggio mostra come la “follia” sia diventata, da esclusivo oggetto della psichiatria, un concetto filosofico in grado di porre questioni decisive grazie alle idee di “equilibrio instabile” e di “oscillazione”. Il tema del “corpo”, o dell’“altro” o del “gioco” rientrano a pieno titolo, per esempio, in questo confronto con una condizione umana che va al di là di una semplice alienazione mentale. Viene così riaperto un capitolo sull’importanza della follia come tratto soggettivo che appartiene a ciascuno di noi, e che non è confinabile nell’universo terapeutico.

* Fonte: EDIZIONI ALPHABETA VERLAG


Questo forum è moderato a priori: il tuo contributo apparirà solo dopo essere stato approvato da un amministratore del sito.

Titolo:

Testo del messaggio:
(Per creare dei paragrafi separati, lascia semplicemente delle linee vuote)

Link ipertestuale (opzionale)
(Se il tuo messaggio si riferisce ad un articolo pubblicato sul Web o ad una pagina contenente maggiori informazioni, indica di seguito il titolo della pagina ed il suo indirizzo URL.)
Titolo:

URL:

Chi sei? (opzionale)
Nome (o pseudonimo):

Indirizzo email: