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RINASCIMENTO ITALIANO, OGGI ..

AUGUSTO, LA SIBILLA TIBURTINA, E LA "MADONNA DI FOLIGNO". Una nota di Federico La Sala

VERSO IL 2015. A MILANO, DOPO "COSTANTINO (313-2013)" AL PALAZZO REALE, LA "MADONNA DI FOLIGNO" DI RAFFAELLO A PALAZZO MARINO (FINO AL 12 GENNAIO 2014)
sabato 18 gennaio 2014
FOTO. FILIPPO BARBERI o BARBIERI (Philippus de Barberis o Philippus Siculus),"Discordantiae Sanctorum doctorum Hieronymi et Augustini, et alia opuscola", Roma, 1481: La Sibilla Tiburtina.
LA "MADONNA DI FOLIGNO" DI RAFFAELLO A PALAZZO MARINO.
Una nota *:
MADONNA DI FOLIGNO
Se teniamo presente che, commissionata nel 1511 dal segretario papale Sigismondo de’ Conti per la chiesa dell’Aracoeli, "la pala raffigura la visione della Vergine che Augusto ebbe il giorno della nascita di Cristo", e (...)

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> RINASCIMENTO ITALIANO, OGGI --- La Madonna di Raffaello torna a Foligno. Sopralluogo a sorpresa di Antonio Paolucci, direttore dei Musei Vaticani.

giovedì 9 gennaio 2014

La Madonna di Raffaello torna a Foligno

Sopralluogo a sorpresa di Antonio Paolucci, direttore dei Musei Vaticani *

Foligno, 9 gennaio 2014 - E’ la conferma che la storica «Madonna di Foligno» di Raffaello tornerà in Umbria, nella sua Foligno. Ieri mattina, quasi in sordina, il professor Antonio Paolucci ) e la sua équipe hanno effettuato un sopralluogo in città. Per verificare le condizioni di un clamoroso rientro, da anni al centro di un animato dibattito locale. La visita ha interessato Palazzo Trinci e il Monastero di Sant’Anna, là dove il capolavoro del maestro rinascimentale è stato custodito prima del rastrellamento francese sul finire dell’Ottocento.

Da tempo a Foligno c’è un movimento di pensiero molto forte, sostenuto tra gli altri dal presidente della Quintana Domenico Metelli, che vede nell’opera uno dei simboli della città e tenta di riportarla ‘a casa’. Speranze che potrebbero diventare concrete, considerata l’autorevolezza del sopralluogo effettuato.

Attuale direttore dei Musei Vaticani, ex ministro dei beni culturali e soprintendente per il Polo museale fiorentino, Paolucci è figura chiave della storia dell’arte italiana e tanti lo ricordano in prima fila nel restauro della Basilica di San Francesco di Assisi dopo il terremoto del ’97, che seguì nelle vesti di commissario straordinario del Governo. Sarà lui a valutare la sede ideale, nel ballottaggio tra Palazzo Trinci - con opportune misure di sicurezza, però, stante il clamoroso furto di monete romane di qualche tempo fa - e il Monastero di Sant’Anna, che si lega a doppio filo con la storia del dipinto. Raffaello lo realizzò tra 1511 e il 1512 su commissione di Sigismondo de’ Conti, segretario di papa Giulio II: un ex voto per il miracolo che lo aveva salvato dopo che un fulmine aveva colpito la sua casa di Foligno.

La Pala, che rappresenta la Vergine Maria con Gesù Bambino in gloria tra San Giovanni Battista, San Francesco d’Assisi e San Girolamo, era nella chiesa di Santa Maria in Aracoeli a Roma dove Sigismondo fu sepolto finché nel 1565 una sua nipote, monaca, la fece trasferire a Foligno, nel Monastero di Sant’Anna. E lì è rimasta fino a quando venne rastrellata durante l’occupazione francese nel 1797 e portata a Parigi. Col Trattato di Tolentino tornò in Italia nel 1816, ma il pontefice Pio VII decise di trattenerla a Roma, ai Musei Vaticani. Adesso la Madonna di Raffaello è esposta a Milano, a Palazzo Marino fino al 12 gennaio. E poi? Foligno e l’Umbria potrebbero riaccoglierla, in modo definitivo o come esposizione temporanea.

* LA NAZIONE, 09.01.2014


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