Inviare un messaggio

In risposta a:
COSTITUZIONE, CITTADINANZA, E APPRENDISTI STREGONI ....

“Non hai lavoro? È l’Italia, bellezza”! Costituzione e bellezza non fanno rima. Una nota di Tomaso Montanari - a c. di Federico La Sala

Retorica della bellezza. "E poi: chi non vede quanto sarebbe devastante sostituire al pane del lavoro la brioche della bellezza?".
venerdì 27 giugno 2014
[...] i principi fondamentali della Costituzione sono un sistema perfettamente equilibrato, che non c’è alcun motivo di alterare. E poi questa retorica stucchevole ed estetizzante della “bellezza” (che “salverà il mondo”, secondo una frase di Dostoevskij decontestualizzata e ripetuta a vanvera) è superficiale, melensa, deresponsabilizzante, sviante. [...]
IL SONNO MORTIFERO DELL’ITALIA. In Parlamento (ancora!) il Partito al di sopra di tutti i partiti.
L’ITALIA (...)

In risposta a:

> Non cambiare è sinonimo di morire

domenica 6 luglio 2014

A partire dal 2001 la convergenza di alcune circostanze, tra cui il cambio della moneta, l’entrata nel mercato comunitario e la conseguente riforma del mercato del lavoro, hanno stravolto il sistema produttivo Italiano. All’epoca, con la celebre legge Biagi, ci fu promessa la flessibilità ed invece ci è stata data la precarietà. La globalizzazione di fatto ci ha catapultato in un mare sconfinato di informazioni e in questa situazione l’ago della bussola è completamente impazzito. L’italia insieme ad altri paesi naviga da anni alla deriva in cerca di una rotta certa da seguire. La disoccupazione e la precarietà sono di fatto generate dalla mancanza di prospettive e dalla incapacità di orientare il lavoro verso un fine. Allora, in riferimento metaforico all’art.1, assodato il fatto che attualmente il lavoro è sinonimo di precarietà ed incertezza, può una qualsiasi cosa fondarsi su un sostegno precario ed incerto??? Immaginiamoci un’intera Nazione!

E’ certo dunque che l’articolo 1 (e con esso tutta la Costituzione) va reso più attinente alle condizioni ed alle esigenze effettive della Nazione e forse, prendere coscienza del fatto che non a caso L’Italia, il più grande patrimonio artistico-storico-culturale del mondo, venga identificata come il “Bel Paese” o nella “Grande Bellezza”, potrebbe indicare un reale percorso di sviluppo da seguire (anche in virtù ed a sostegno dell’art.4). Forse sarebbe necessario un cambio di prospettiva nell’identificazione delle priorità e, per esempio, renderci conto che non è più sufficiente la ricerca dell’efficienza solo nell’ambito delle fonti energetiche ma che potrebbe essere necessario effettuarla a tutti i livelli e, nel nostro caso, anche a livello culturale. Casi come Pompei ce ne sono tanti, troppi! E’ assolutamente necessario lavorare nella giusta direzione per recuperare e valorizzare ogni angolo in degrado del nostro “Bel Paese”, impegnando le maestranze e le professionalità già presenti sul territorio (ma sempre meno utilizzate) al fine di scongiurare il ripetersi in futuro dei casi come quelli di Pompei. Evitiamo lo spreco delle risorse più preziose: quelle umane e culturali!


Questo forum è moderato a priori: il tuo contributo apparirà solo dopo essere stato approvato da un amministratore del sito.

Titolo:

Testo del messaggio:
(Per creare dei paragrafi separati, lascia semplicemente delle linee vuote)

Link ipertestuale (opzionale)
(Se il tuo messaggio si riferisce ad un articolo pubblicato sul Web o ad una pagina contenente maggiori informazioni, indica di seguito il titolo della pagina ed il suo indirizzo URL.)
Titolo:

URL:

Chi sei? (opzionale)
Nome (o pseudonimo):

Indirizzo email: