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PIANETA TERRA. Africa...

EBOLA: E’ ALLARME. La situazione sta facendo innalzare il livello dei timori anche in Europa.

Ebola fa paura, l’Oms: "In Africa superati i 1300 casi, 57 morti negli ultimi 4 giorni". Il Ministero della Salute: "Nessun rischio per l’Italia".
giovedì 31 luglio 2014 di Federico La Sala
[...] Per le statistiche resterà solo una delle centinaia di vittime che Ebola sta mietendo in Africa. Ma non in Sierra Leone, dove Sheik Umar Khan, 39 anni, era un eroe nazionale, tanto che la notizia della sua morte ha gettato un intero Paese nello sconforto. Da mesi, mai risparmiandosi, nell’ospedale di Kenema si batteva per salvare quante più vittime del terribile virus che conosceva benissimo (era virologo), sapendo che sono pochissime le speranze che lascia a chi ne viene infettato. (...)

In risposta a:

> EBOLA: E’ ALLARME.--- Che cos’è l’Ebola? Tutto quello che c’è da sapere sulla malattia. Le risposte e i consigli dell’Organizzazione Mondiale della Sanità

giovedì 31 luglio 2014

SCHEDA

Che cos’è l’Ebola? Tutto quello che c’è da sapere sulla malattia

Le risposte e i consigli dell’Organizzazione Mondiale della Sanità

A CURA DI UGO LEO *

Che cos’è l’Ebola?

L’Ebola è un virus spesso fatale con un tasso di mortalità fino al 90%. La malattia colpisce gli esseri umani e i primati come scimmie, gorilla, scimpanzé etc.

I primi casi di Ebola risalgono al 1976 : il primo in un villaggio nei pressi del fiume Ebola nella Repubblica Democratica del Congo, l’altro in una zona remota del Sudan.

L’origine del virus non è nota, ma i pipistrelli della frutta (Pteropodidae) sono considerati portatori del virus.

-  Come si trasmette?
-  L’Ebola viene trasmessa tramite lo stretto contatto con il sangue, secrezioni, organi o altri fluidi corporei di animali infetti. In Africa, la diffusione si è verificata dopo il contatto con esemplari infetti di scimpanzé , gorilla, pipistrelli della frutta, scimmie, antilopi e istrici trovati malati o morti o nella foresta pluviale. E ’ importante ridurre il contatto con gli animali ad alto rischio (cioè pipistrelli della frutta e scimmie).

-  Il soggetto contagiato può diffonde il virus all’interno della comunità. L’infezione avviene per contatto diretto (attraverso ferite superficiali o mucose) con il sangue o altri fluidi corporei o secrezioni (feci, urine, saliva, sperma) di persone infette. L’infezione può verificarsi anche in caso di contatto tra le ferite o le mucose di una persona sana con oggetti contaminati dai fluidi infetti di un paziente come vestiti sporchi, lenzuola o aghi usati.
-  Gli operatori sanitari sono spesso esposti al virus nel corso della cura di pazienti infetti. Questo accade perché non indossano dispositivi di protezione individuale, come guanti monouso.
-  Anche il contatto diretto con il corpo di pazienti morti può essere un possibile vettore di trasmissione. Le persone morte per via di infezioni devono essere maneggiate con indumenti protettivi e guanti, ed essere sepolte immediatamente.

Chi è più a rischio?

Nel corso di un focolaio, quelli a più alto rischio di infezione sono:

operatori sanitari;

familiari o altre persone a stretto contatto con persone infette;

soggetti a contatto diretto con i corpi dei defunti

Le persone immunodeficienti corrono maggiori rischi di contrarre il virus.

Quali sono sintomi tipici dell’infezione?

La comparsa improvvisa di febbre, intensa debolezza, dolori muscolari, mal di testa e mal di gola sono i segni e i sintomi tipici seguiti da vomito, diarrea, esantema (eruzione cutanea di pustole, vescicole e bolle), insufficienza renale ed epatica, e in alcuni casi, sanguinamento sia interno che esterno.

Il periodo di incubazione, o l’intervallo di tempo dall’infezione alla comparsa dei sintomi, è da 2 a 21 giorni. I pazienti diventano contagiosi una volta che cominciano a mostrare i sintomi. Non sono contagiosi durante il periodo di incubazione. L’infezione da virus può essere confermata solo attraverso test di laboratorio.

Qual è la cura?

I pazienti gravemente malati sono spesso disidratati e hanno bisogno di liquidi per via endovenosa o orale. Attualmente non esiste un trattamento specifico per curare la malattia.

Alcuni pazienti possono guarire con le cure mediche appropriate.

È sicuro viaggiare durante un’epidemia? Qual è il consiglio dell’Organizzazione Mondiale della Sanità?

Nel corso di un’epidemia, l’OMS esamina la situazione sanitaria pubblica regolarmente e raccomanda restrizioni di viaggio o commerciali se è necessario.

Il rischio di infezione per i viaggiatori è molto basso.

I viaggiatori dovrebbero evitare ogni contatto con pazienti infetti.

* La Stampa, 30/07/2014


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