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ONU : 2015, ANNO DELLA LUCE. Nobel per la Medicina 2017 alla scoperta dei meccanismi che regolano l’orologio biologico. 2019 : Luna 1969...

LA LUCE, LA TERRA, E LA LINEA DELLA BELLEZZA : LA MENTE ACCOGLIENTE. "Note per una epistemologia genesica" - di Federico La Sala

samedi 19 janvier 2019
Note per una epistemologia genesica
Ai poeti ‘lunatici’ e ai filosofi ‘solari’ - un’indicazione sulla giusta rivoluzione *
di Federico La Sala ("Dismisura", Anno XIX - N. 100/103, Gennaio-Settembre 1990, pp. 16-17 ; Federico La Sala, "La mente accogliente. Tracce per una svolta antropologica", Antonio Pellicani editore, Roma 1991, pp. 198-200)
A partire dal nostro cielo e dalla nostra terra.
Noi abitiamo, noi siamo - insieme con la Terra, terra
e cielo.
Non siamo la luce, e non abbiamo (...)

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> LA LUCE, LA TERRA, E LA LINEA DELLA BELLEZZA --- 2015 l’anno della luce, per decisione dell’Onu. È questo l’anno che svelerà tutti i poteri della luce.

vendredi 9 janvier 2015

2015 l’anno della luce, per decisione dell’Onu

È questo l’anno che svelerà tutti i poteri della luce

di Gabriele Beccaria (La Stampa TuttoScienze, 07.01.2015)

Confessatelo : il 2014 era stato dichiarato l’« Anno della cristallografia » e non ve ne eravate nemmeno accorti. Pazienza. Ci saranno altre occasioni per scoprire come si organizza la materia. In Natura e in laboratorio.

Ora, però, è arrivato il 2015 e l’Onu ha pensato di trasformarlo nell’« Anno della luce ». Il tema è decisamente più accattivante e potrebbe attirare l’attenzione di tanti. Sono previsti 12 mesi di mostre, convegni e iniziative. In 85 nazioni.


Qual è il motivo della mobilitazione ? Non è solo un fatto di autopromozione degli scienziati. La luce e le tecnologie che la sfruttano e la manipolano - ha spiegato il presidente del comitato organizzatore John Dudley - rappresentano un’occasione unica per risolvere un’infinità di problemi : energetici e climatici, medici e agricoli. Senza dimenticare il carburante del mondo globalizzato : le comunicazioni.

L’esempio di vita quotidiana che cita Dudley è questo : con l’high-tech della fotonica si minimizzeranno i consumi in bolletta e allo stesso tempo si ridurrà l’inquinamento luminoso che ha quasi cancellato la bellezza dei cieli notturni (e la possibilità di esplorarli con i telescopi).


La promessa di Dudley è che chiunque - studente di liceo, dilettante con manie da piccolo ingegnere, pensionato curioso - troverà un motivo per appassionarsi. Oltre la classica luce dei poeti, infatti, ad abbagliarci c’è l’altra luce, quella vista, studiata e trasformata dalla scienza. Luce significa fotosintesi (e quindi un meccanismo-base della vita) e anche Big Bang (e quindi debutto dell’Universo come lo conosciamo).

La luce, d’altra parte, è stata essenziale per formulare la Teoria della Relatività, mentre quella prodotta dai laser è alla base di applicazioni a cascata, dalle misurazioni di precisione alle diagnosi mediche fino alle onnipresenti telecomunicazioni.
Più luce, quindi, significherà anche più ricerca avanzata e più sviluppo sostenibile.

L’obiettivo è rendere consapevoli non solo le opinioni pubbliche, ma i « policymaker », vale a dire le stesse élite politiche che dall’Italia all’Europa (e non solo) tagliano le spese per la scienza e dimostrano una straordinaria indifferenza per il ruolo che ha e avrà nell’affrontare le questioni collettive.


Intanto la macchina degli eventi si sta mettendo in moto. In Italia si comincia il 26, a Torino, con il convegno organizzato dall’istituto di metrologia Inrim diretto da Massimo Inguscio, dalla Società di Fisica e dal Comune. E, mentre si parlerà di futuro, saranno tanti gli anniversari da celebrare. Una vera rincorsa nella storia. Meglio i lavori sull’ottica di Ibn Al-Haytham del 1015 o la nozione di luce proposta da Fresnel nel 1815 ? La teoria elettromagnetica della propagazione della luce di Maxwell del 1865 o l’interpretazione dell’effetto fotoelettrico di Einstein del 1905 ? O la scoperta della radiazione cosmica di fondo da parte di Penzias e Wilson del 1965 ? Stavolta sarà molto più difficile restare indifferenti.


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