Poster un message

En réponse à :
ONU : 2015, ANNO DELLA LUCE. Nobel per la Medicina 2017 alla scoperta dei meccanismi che regolano l’orologio biologico. 2019 : Luna 1969...

LA LUCE, LA TERRA, E LA LINEA DELLA BELLEZZA : LA MENTE ACCOGLIENTE. "Note per una epistemologia genesica" - di Federico La Sala

samedi 19 janvier 2019
Note per una epistemologia genesica
Ai poeti Ĺlunatici’ e ai filosofi Ĺsolari’ - un’indicazione sulla giusta rivoluzione *
di Federico La Sala ("Dismisura", Anno XIX - N. 100/103, Gennaio-Settembre 1990, pp. 16-17 ; Federico La Sala, "La mente accogliente. Tracce per una svolta antropologica", Antonio Pellicani editore, Roma 1991, pp. 198-200)
A partire dal nostro cielo e dalla nostra terra.
Noi abitiamo, noi siamo - insieme con la Terra, terra
e cielo.
Non siamo la luce, e non abbiamo (...)

En réponse à :

> LA LUCE, LA TERRA, E LA LINEA DELLA BELLEZZA -- "Nell’occhio del pittore. La visione svelata dall’arte"(G. Di Napoli). Rec. di Maria L. Ghianda.

vendredi 11 août 2017

"Nell’occhio del pittore. La visione svelata dall’arte"...

      • [continuazione e conclusione]

Il saggio si conclude con un omaggio a CÚzanne, che “pi¨ di ogni altro ha dipinto la visione del pittore : cosa ben diversa dal dipingere ci˛ che il pittore vede o ha visto.”

A proposito di CÚzanne, vorrei segnalare uno dei pi¨ bei libri di storia dell’arte che io abbia mai letto, che ne traccia una trasversale, vista con gli occhi di un talent scout ante litteram, Ambroise Vollard, vero artefice della fortuna critica di molti artisti, soprattutto tra gli Impressionisti : “Ricordi di un mercante di quadri” (Einaudi, 1978)

Su CÚzanne egli vi scrive pagine incredibilmente rivelatrici della sua indole misantropa e saturnina che ben si coniuga con la sua metodica (da alcuni definita ossessiva) ricerca formale. Un altro testo che, se pure in modo Ĺparticolare’ trovo illuminante per capire le difficoltÓ incontrate dall’artista di Aixnel fare comprendere e accettare il suo lavoro creativo soprattutto all’amico d’infanzia (poi, ahimŔ, nemico dopo la pubblicazione del libro) Emile Zola Ŕ L’Opera.

In questo romanzo Zola sembra cogliere, purtroppo senza capirle, le ricerche di CÚzanne, trasponendole nella figura del protagonista, l’artista fallito Claude Lentier, nel quale Paul finisce per riconoscersi ponendo drasticamente fine al sodalizio intellettuale ed affettivo con Emile, nato sui banchi del liceo e durato una vita. Forse oggi potremmo dire che CÚzanne non ha per nulla equivocato identificandosi in Lentiere nella sua tormentosa ricerca ; ricerca che Zola non poteva capire ma che si conferma evidente anche leggendo le pagine di Di Napoli : “in questo periodo CÚzanne perviene ad una sorta di astrattismo cromatico anticipatore delle tendenze del Blaue Reiter, che passano da Kandinskij e Klee e arrivano fino a Mondrian”.

Dunque CÚzanne era troppo moderno per il suo tempo, persino per Zola che pure era stato capace di intuire la rivoluzione impressionista, datata e databile ad ogni buon conto all’Ottocento, secolo al quale egli appartiene appieno. CÚzanne, invece, nella sua intrinseca classicitÓ Ŕ un artista assolutamente fuori dal tempo, perchÚ Ŕ moderno e antico all’unisono, uno dei pi¨ grandi che siano mai esistiti, la cui carica rivoluzionaria Ŕ paragonabile solo a quella di Giotto.

L’opera di CÚzanne ha veramente una portata innovativa sconvolgente. Scrive Di Napoli : “il pittore non si accontenta di dipingere quello che il suo occhio vede o ha giÓ visto, ma vuole dipingere quello che potrebbe vedere portando il suo occhio a concentrare l’attenzione su ci˛ che della natura pu˛ diventare pittura.”

Joachim Gasquet, scrittore, poeta e critico d’arte, ma soprattutto intimo amico di CÚzanne ce ne tramanda le riflessioni e le confidenze nel libro a lui dedicato, uscito appena pochi mesi dopo la sua morte. Cosý diceva CÚzanne :
-  “Chiuda gli occhi, attenda, non pensi a niente. Li apra [...] che dice ? Non si vede che un immenso ondeggiare colorato, no ? Un’iridescenza, dei colori, una ricchezza di colori. Questo deve darci il quadro in primo luogo [...]un abisso dove l’occhio sprofonda, una sorda germinazione. Uno stato di grazia colorato. Tutti questi toni vi penetrano nel sangue, vero ? Ci si sente rianimati. [...] si diventa se stessi, si diventa pittura.”

      • Paul CÚzanne, La Montagne Sainte-Victoire vista da Lauves, (1902-1904), Basilea, Kunstmuseum, particolare.

“L’occhio per vedere e per comunicare con la visione dell’artista deve a sua volta comportarsi da visionario” (Georges Salles, “Le Regard”, Parigi 1939) ed Ŕ proprio quel che ci insegna a fare lo studio di Giuseppe Di Napoli.

* DOPPIOZERO, 11.08.2017 (RIPRESA PARZIALE SENZA IMMAGINI).


SUL TEMA, NEL SITO, SI CFR. :

LA LUCE, LA TERRA, E LA LINEA DELLA BELLEZZA : LA MENTE ACCOGLIENTE. "Note per una epistemologia genesica

AL DI LA’ DEL NARCISISMO E DELLA FASCINAZIONE MORTALE DELLO SPECCHIO. A MILANO, LA GRANDE LEZIONE DI RENE’ MAGRITTE.

CREATIVIT└ : KANT E LA CRITICA DELLA SOCIET└ DELL’UOMO A "UNA" DIMENSIONE. Una sollecitazione a svegliarsi dal sonno dogmatico.

Federico La Sala


Ce forum est modéré à priori : votre contribution n'apparaîtra qu'après avoir été validée par un administrateur du site.

Titre :

Texte de votre message :
(Pour créer des paragraphes, laissez simplement des lignes vides.)

Lien hypertexte (optionnel)
(Si votre message se réfère à un article publié sur le Web, ou à une page fournissant plus d'informations, veuillez indiquer ci-après le titre de la page et son adresse URL.)
Titre :

URL :

Qui êtes-vous ? (optionnel)
Votre nom (ou pseudonyme) :

Votre adresse email :