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PIANETA TERRA. Tracce per una svolta antropologica...

MITO, FILOSOFIA, E TESSITURA: "LA VOCE DELLA SPOLETTA È NOSTRA" ("The Voice of the Shuttle is Ours"). Un testo di Patricia Klindienst (trad. di Maria G. Di Rienzo) - a c. di Federico La Sala

OVIDIO. La tela di Aracne apre il libro sesto delle "Metamorfosi", la storia di Filomela lo chiude (...) Prima che la dea adirata Atena (Minerva) stracci la stoffa tessuta da Aracne, la tessitrice, donna mortale, racconta su di essa una storia molto particolare (...)
sabato 13 aprile 2019
[...] In Una stanza tutta per sé, Virginia Woolf ci fornisce una comica metafora
della poetica femminista usando l’esempio del gatto di razza Manx, che vive
sull’isola di Man. Dalla finestra ella vede questo gatto attraversare il
prato: nota che apparentemente al gatto "manca" qualcosa, ma si chiede se la
sua condizione non sia primariamente solo una "differenza" dai gatti con la
coda. È il gatto senza coda un mostro della natura, una mutazione? O è un
prodotto della cultura, un (...)

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> MITO, FILOSOFIA, E TESSITURA -- “ÈRTULA". UNA "VOCE" DEL SUD APRE UN PREZIOSO SPIRAGLIO SUI TEMPI CHE "BERTA FILAVA".

sabato 16 marzo 2019

MITO, FILOLOGIA, TESSITURA. UN PREZIOSO SPIRAGLIO SUI TEMPI CHE “BERTA FILAVA” ....

DIALETTI SALENTINI: “ÈRTULA”. PREMESSO E CHIARITO CHE il filologo tedesco [il Rholfs] ha utilizzato il suo [di Nicola Vacca] contributo «in II, p. 208″: vertularu (L ces) m. venditore di roba fatta al telaio [cfr. il calabrese vèrtula bisaccia, dal latino averta idem] v. vèrtula [...] Apprendiamo così che all’epoca in cui il Rholfs raccoglieva sul campo, e di persona, i fiori del nostro dialetto, le tre voci erano in uso solo nel Leccese e più precisamente: vertularu a Santa Cesarea Terme (L ces), vèrtule ad Aradeo e Ruffano (L ar, ru), èrtula a Lecce e Squinzano (L l, sq) con citazione dell’articolo del Vacca (L 19)», SI PUO’ DIRE CHE i motivi addotti sono buoni e si può ritenere, sicuramente, «che la latina averta, da voce comune, abbia assunto una sorta di nobilitazione giuridica e come tale si sia diffusa nel mondo bizantino con la trascrizione “Ἀβέρτα/βέρτα”».

AVERTA/BERTA. SE LE COSE STANNO così, la preziosa indagine del prof. Polito sollecita non solo a riflettere di più e meglio sul significato del modo di dire “ai tempi che Berta filava”, ma anche a pensare alle molte allusioni di Rino Gaetano quando cantava “E Berta filava”, e, al contempo, a ripensare a quali e quanti prodotti - oltre le “vertule” - i “vertulari” vanno a comprare alla bottega di Atena (Minerva), ma non di Aracne (Ovidio, “Metamorfosi” - VI) - non ieri, ma oggi! *

Federico La Sala

* SUL TEMA, CFR. LA LUNA (“LA SCIANA”), IL DESIDERIO (“LU SPILU”), E IL FILO DI ARACNE. Quanti millenari pregiudizi.


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