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STORIA E MITO. GIASONE, "L’OMBRA D’ARGO", E “VENTICINQUE SECOLI” DI LETARGO...

DANTE, ERNST R. CURTIUS E LA CRISI DELL’EUROPA. Note per una riflessione storiografica - di Federico La Sala

L’EUROPA IN CAMMINO - SULLA STRADA DI GOETHE O DI ENZO PACI (“NICODEMO O DELLA NASCITA”, 1944)?!
giovedì 21 gennaio 2021
Foto: "La nave Argo con l’equipaggio" (Lorenzo Costa)
[...] Nel 1770 a Strasburgo, nei pressi del confine del Sacro Romano Impero con la Francia, Goethe “guarda un arazzo che narra le storie di Giasone, di Medea e di Creusa”, preparato “per le feste in onore dell’arrivo della sposa” di Luigi XVI di Borbone, Maria Antonietta d’Asburgo-Lorena che si stava trasferendo a Versailles, e così commenta: «dunque un esempio del più infelice matrimonio»! [...]
I "VENTICINQUE (...)

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> LA CRISI DELL’EUROPA. Note per una riflessione storiografica --- "Alla voce cultura" di ieri e di oggi: #Il muro (di Gianfranco Ravasi).

lunedì 27 aprile 2020

UNA "MAPPA CONCETTUALE" DELLA STORIA DELL’EUROPA E DELL’ITALIA ... *


Breviario

#Il muro

di Gianfranco Ravasi (Il Sole-24 Ore, Domenica, 26 aprile 2020).

      • Se alzi un muro, pensa a cosa lasci fuori.

«Nel mio ufficio in Treccani, alle spalle della mia scrivania, ho un mattone su cui sono incise queste parole di Italo Calvino»: così confessa Massimo Bray nel suo «diario sospeso della mia esperienza di ministro» dei Beni e delle Attività culturali e del Turismo nel 2013-14, intitolato Alla voce cultura.

L’immagine del muro divisorio, come è noto, è spesso usata da papa Francesco che l’ha trasformata in un motto: «Non muri ma ponti». Elevare cortine più o meno di ferro, barriere protettive, confini invalicabili ha come effetto il rinchiudersi a guscio nella propria identità, escludendo per paura o per disprezzo le differenze.

E questo è paradossale quando si pensa alla nostra civiltà europea che è un mirabile arazzo linguistico multicolore, un mosaico policromo di storie e culture, un arcipelago di peculiarità diverse.

Lo è ancor più per la nostra patria che ha impronte di popoli, arti e costumi diversi che vanno, ad esempio, dai Fenici di Mozia ai bizantini di Ravenna, dalla Magna Grecia ai monumenti arabi e normanni di Palermo e alla «corona ferrea» della longobarda Teodolinda e così via.

L’apostolo Paolo aveva ben compreso l’anima aperta e universale del cristianesimo quando ai cristiani di Efeso aveva scritto: «Cristo ha abbattuto il muro di separazione che divideva i due popoli», l’ebreo e il pagano, «creando dei due un solo uomo nuovo, facendo la pace» (2,14-15).


* Nota

L’Europa, l’ Italia, e il grande letargo.

Se si legge con attenzione il "breviario" di oggi di Gianfranco Ravasi non si può non provare sorpresa e al contempo sgomento. Ripartendo dalla fine, e tornando all’inizio, in un baleno si coglie anche e subito il principio e la fine del cattolicesimo dell’apostolo Paolo (e dell’imperatore Costantino) e del Sacro Romano Impero!

Seguendo il filo della "corona ferrea" di Teodolinda, siamo subito sollecitati a calzare gli stivali delle sette leghe, raggiungere Carlo Magno e, con Manzoni, reinterrogarci su Napoleone ... e, possibilmente, "deporre" il "corona virus"!

L’impresa è difficile, ma alla luce delle indicazioni della mappa di Dante, forse, è possibile uscire dall’inferno epistemologico e rinascere - infine!

Per questo, è necessario riaprire la Divina Commedia e anche e soprattutto la Monarchia!

Federico La Sala


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