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STORIA E MITO. GIASONE, "L’OMBRA D’ARGO", E “VENTICINQUE SECOLI” DI LETARGO...

DANTE, ERNST R. CURTIUS E LA CRISI DELL’EUROPA. Note per una riflessione storiografica - di Federico La Sala

L’EUROPA IN CAMMINO - SULLA STRADA DI GOETHE O DI ENZO PACI (“NICODEMO O DELLA NASCITA”, 1944) ?!
samedi 19 septembre 2020
Foto : "La nave Argo con l’equipaggio" (Lorenzo Costa)
Riprendo qui le note allegate all’articolo di Paolo Fabbri, "Marcel Detienne : memorie felici e concetti indelebili", apparso su "Alfabeta-2", 31.03.2019).
[...] Nel 1770 a Strasburgo, nei pressi del confine del Sacro Romano Impero con la Francia, Goethe “guarda un arazzo che narra le storie di Giasone, di Medea e di Creusa”, preparato “per le feste in onore dell’arrivo della sposa” di Luigi XVI di Borbone, Maria (...)

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> DANTE, ERNST R. CURTIUS E LA CRISI DELL’EUROPA --- Enea, Anchise e Ascanio in fuga da Troia. Che fine ha fatto Creusa ? Un’esegesi drammatica (di Ermanna Panizon).

dimanche 9 août 2020

Che fine ha fatto Creusa ? Un’esegesi drammatica

Speciale "Classical reception". In un affresco di Palazzo Ratta attribuito a Ludovico Carracci, al tradizionale gruppo di Enea in fuga da Troia si aggiunge la figura della moglie dell’eroe, rapita mentre dà l’ultimo saluto ad Ascanio. Così l’artista bolognese « colmava » il silenzio di Virgilio

di Ermanna Panizon (il manifesto, Alias, 09.08.2020).

Un uomo lascia la propria città in fiamme portando sulle spalle il padre e tenendo per mano il figlio. Immagine emblematica di pietas filiale, simbolo della rinascita di una nazione, il gruppo di figure composto da Enea, Anchise e Ascanio in fuga da Troia appartiene alla cultura figurativa europea ; se volessimo tracciare la storia di questo tema attraversando le epoche, non dovremmo temere cesure nel nostro racconto : lo troviamo dipinto sui vasi greci a figure nere, modellato sulle lucerne in terracotta romane, delineato dal fine pennello dei miniatori medievali. Artisti eccelsi del Rinascimento e dell’età barocca, come Michelangelo e Bernini, hanno raffigurato la famiglia troiana in cammino, attirati dall’opportunità di cimentarsi con una composizione di figure complessa (difficili le pose dei personaggi e articolato il rapporto che li lega), varia (un giovane, un anziano, un bambino) e drammatica. Grazie alla sua forza iconica, quell’immagine dei tre profughi che vengono dall’est approdando infine in Italia è spontaneamente evocata dalla nostra memoria ogni volta che ci imbattiamo nelle fotografie delle famiglie che ai giorni nostri scappano a piedi dalle città bombardate del Vicino Oriente e si rivolgono all’Europa per avere rifugio.

Per quanto la Fuga di Enea sia il tema figurativo più diffuso tra quelli ispirati all’Eneide - un testo la cui fortuna non ha mai subito interruzioni -, molti artisti nel rappresentare questa storia si discostano dal testo di Virgilio e variano fra loro soprattutto nel modo in cui raffigurano il destino del quarto membro della famiglia troiana : Creusa, la prima moglie di Enea. -Un caso che merita speciale attenzione è l’affresco di Ludovico Carracci in Palazzo Ratta a Bologna, per almeno due ragioni : perché è un tesoro nascosto, come tanti in Italia, che versa in uno stato di conservazione precario ; e perché il grande artista bolognese che ha ideato la composizione si è fatto qui portavoce di una lunga storia di esegesi del testo virigiliano e, allo stesso tempo, ha dato forma a questa tradizione secondo la sua personale sensibilità.

Solo di recente un affresco staccato, che si conserva in una sala di Palazzo Ratta a Bologna, è stato identificato con la Fuga di Ludovico Carracci di cui parlano le fonti seicentesche, un dipinto che decorava il camino di un’altra sala dello stesso palazzo e che si credeva perduto. Si tratta di un’opera della prima maturità dell’artista (databile al 1586) che già ne rivela il talento narrativo e la finezza nell’indagare le emozioni dei personaggi. La scena dipinta, che dobbiamo immaginare illuminata in controluce dai bagliori del fuoco acceso nel camino, è tra le più drammatiche versioni di questo tema : mentre Enea cammina a grandi falcate portando il padre su una spalla, il piccolo Ascanio e la madre si scambiano disperati un estremo saluto, perché Creusa è trascinata via da un uomo armato.

Non si è persa, è stata rapita

Qui apparentemente Ludovico ha risposto con la propria fantasia a una questione che il racconto di Virgilio lascia in effetti aperta : cosa accade ad Ascanio e Creusa quella notte, dal momento in cui escono di casa fino a quando Enea, giunto al punto di incontro concordato con gli altri fuggiaschi, si accorge dell’assenza della moglie ? Il poeta può evitare di nominare Creusa nelle fasi centrali della fuga - narrata in prima persona dall’eroe a Didone durante il banchetto che fa da cornice al II libro del poema - e segnalare a un certo punto la sua sparizione, lasciando al lettore il compito di immaginare quando e come essa sia avvenuta. Ma l’artista figurativo, se vuole introdurre nella storia dipinta la parte della vicenda che riguarda la prima moglie di Enea, deve mostrare la figura di Creusa e ciò che le accade. Spesso i pittori hanno rappresentato la donna in cammino vicino ai famigliari ; alle volte, per alludere alla sua scomparsa, Creusa è raffigurata qualche passo indietro rispetto agli altri, come se già stesse per perdere le tracce del marito. Ludovico propone una soluzione diversa : Creusa non si è persa, è stata rapita.

Anche se siamo di fronte a una variante piuttosto rara, altre opere figurative precedenti e successive all’affresco di Carracci mostrano la moglie di Enea presa di forza da un soldato. Una di esse, in particolare, offre la chiave per comprendere questa versione del racconto : è un piatto di maiolica urbinate di metà Cinquecento dipinto su disegno di Battista Franco. Da un lato mostra la famiglia di Enea in cammino e Creusa rapita, dall’altro reca l’iscrizione ‘I Coribanti a Enea rapir Creusa’.
-  Ma cosa c’entrano i Coribanti, ovvero i seguaci della dea Cibele ? Per capirlo bisogna ritornare al testo del poema. Il racconto di quella fatidica notte non svela cosa sia successo a Creusa. Enea ricorda che, accortosi dell’assenza della moglie, ripercorre i suoi passi dentro le mura di Troia, finché il fantasma della donna gli appare per dissuaderlo a continuare la ricerca : per lui, dice l’imago di Creusa, il destino ha in serbo una nuova compagna e una nuova terra, mentre lei stessa non andrà schiava a un principe acheo « sed me magna deum genetrix his detinet oris (mi trattiene in queste regioni la grande Madre degli Dei) ».
-  C’è chi, come Boccaccio, legge in queste parole una perifrasi per indicare la morte : la Madre degli Dei (ovvero la terra) mi trattiene in queste regioni (ovvero sono qui morta e sepolta). Non tutti gli interpreti del testo concordano con questa lettura, perché il verso è in effetti ambiguo. Sembra che il poeta abbia lasciato volontariamente indefinito il destino di Creusa.

L’aporia del testo virgiliano nel tempo si è trasformata, come sempre accade, in sorgente di dotte interpretazioni e nuovi racconti. Alcuni commenti di età umanistica, tra i quali quello di Cristoforo Landino, spiegavano così le parole di Creusa : la dea Cibele (nota anche come la Grande Madre), impietosita dal triste destino della donna, mandò i suoi ministri, i Coribanti, a rapirla perché restasse in Frigia come sua sacerdotessa.
-  Ecco dunque spiegata l’iconografia del dipinto di Ludovico. È la risposta a una questione lasciata aperta nel racconto di Virgilio, che ha sollecitato l’ingegno di generazioni di lettori attenti. L’esegesi ha offerto una risposta possibile, che una volta incontrata e immaginata dall’artista, come un seme germoglia in un nuovo racconto. L’artista infatti, per la natura stessa del suo linguaggio, non può accettare ambiguità nel testo che intende tradurre in immagini : non può cioè trascurare di decidere quale emozione attribuire alle figure che tratteggia, né come vestirle, né come muoverle nello spazio. Se vuole dipingere Creusa, deve anche stabilirne il destino.

Pittore degli affetti

Ora, nessuna delle opzioni che si presentavano a Ludovico Carracci in merito a questo particolare problema, si accordava meglio alla sua sensibilità di quella effettivamente scelta per Palazzo Ratta. Ludovico è un pittore degli affetti, sensibile a tutta la scala delle emozioni umane e specialmente portato a indagare e rendere in immagine le sfumature dell’animo femminile. -L’artista qui non si è accontentato di illustrare ciò che qualche colto lettore dell’Eneide (il cugino Agostino ?) gli avrà suggerito in merito alla fine di Creusa, ma ha a sua volta ragionato sugli eventi traendone una visione del tutto originale. È frutto della fantasia del pittore l’idea del commiato straziante tra Ascanio e Creusa : come potrebbe in effetti un bambino perdere di vista la madre in una situazione di così grave pericolo, sembra aver pensato Ludovico, e come potrebbe una madre accettare di staccarsi dal proprio figlio piccolo ? L’inconsapevolezza di Enea, che guarda l’osservatore negli occhi e continua a marciare, senza avvedersi di ciò che accade al suo fianco, intensifica il carattere drammatico della scena.

Vediamo qui all’opera non un mero illustratore ma un interprete del testo virgiliano, che ha impiegato i mezzi espressivi proprii della sua arte come strumenti di esegesi del racconto. Si auspica perciò che un dipinto di tale bellezza e importanza culturale sia presto sottoposto alle operazioni di restauro necessarie a restituirgli, per quanto possibile, il suo aspetto originale.


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