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STORIA E MITO. GIASONE, "L’OMBRA D’ARGO", E “VENTICINQUE SECOLI” DI LETARGO...

DANTE, ERNST R. CURTIUS E LA CRISI DELL’EUROPA. Note per una riflessione storiografica - di Federico La Sala

L’EUROPA IN CAMMINO - SULLA STRADA DI GOETHE O DI ENZO PACI (“NICODEMO O DELLA NASCITA”, 1944)?!
martedì 13 aprile 2021
Foto: "La nave Argo con l’equipaggio" (Lorenzo Costa)
[...] Nel 1770 a Strasburgo, nei pressi del confine del Sacro Romano Impero con la Francia, Goethe “guarda un arazzo che narra le storie di Giasone, di Medea e di Creusa”, preparato “per le feste in onore dell’arrivo della sposa” di Luigi XVI di Borbone, Maria Antonietta d’Asburgo-Lorena che si stava trasferendo a Versailles, e così commenta: «dunque un esempio del più infelice matrimonio»! [...]
I "VENTICINQUE (...)

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> DANTE, ERNST R. CURTIUS E LA CRISI DELL’EUROPA. Note per una riflessione storiografica --- "La Morte sogna la vita" (di Nikos Kazantzakis - da "Odissea").

venerdì 4 dicembre 2020

La Morte sogna la vita

di Nikos Kazantzakis *

La Morte viene a coricarsi al fianco di Ulisse;
-  ha vagato tutta notte e ha le palpebre pesanti,
-  vuole stendersi in riva al fiume con il vecchio amico
-  all’ombra dell’agnocasto, dormire anche lei un poco;
-  posa lievemente le mani ossute sul petto dell’Arciere,
-  e così avvinta la valorosa coppia si addormenta.
-  Dorme la Morte, e sogna che esistano uomini vivi,
-  che sulla terra s’innalzino case, palazzi e regni,
-  che sorgano giardini fioriti, e che alla loro ombra
-  passeggino donne nobili e cantino le schiave.
-  Sogna che sorga il sole, e che la luna illumini,
-  che giri la ruota della terra, e che ogni anno porti
-  erbe e fiori, frutti d’ogni sorta, piogge dolci e neve;
-  che la ruota giri ancora, e che la terra si rinnovi.
-  La Morte ride di nascosto, lo sa ch’è solo un sogno,
-  vento multicolore, fantasia della mente stanca,
-  e tollera imperturbabile che l’incubo la assilli.
-  Pian piano la vita si fa sfrontata, la ruota prende slancio;
-  la terra avida apre le viscere alla pioggia e al sole,
-  infinite uova si schiudono, il mondo brulica di vermi;
-  si muovono folti eserciti, uomini, uccelli, fiere,
-  e pensieri, si avventano per divorare la Morte.
-  Una coppia di umani si rannicchia nelle sue nari,
-  accende il fuoco e lo attizza per prepararsi il pranzo,
-  e sul suo labbro appende la culla del neonato.
-  Ha un solletico sulle labbra, formicolano le nari,
-  la Morte si scuote all’improvviso e svanisce il sogno.
-  Nel sonno fulmineo ha avuto un incubo: la vita.

*

Canto VI, 1265-1292

poesia tratta da: Odissea di Nikos Kazantzakis , Crocetti Editore


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