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Politica

Berlusconi mette ancora in discussione il risultato delle elezioni e spera nel riconteggio dei voti

mercoledì 17 maggio 2006 di Emiliano Morrone
L’UNITA’ D’ITALIA E IL PARLAMENTO "CON LA COPPOLA", QUELLA DI "FORZA ITALIA" E DEL "POPOLO DELLA LIBERTA’".
TRE PRESIDENTI: OSCAR LUIGI SCALFARO (1992-1999), CARLO AZEGLIO CIAMPI (1999-2006), GIORGIO NAPOLITANO (2006-2014), E IL PARTITO DEL FALSO PRESIDENTE DELLA REPUBBLICA DEL "POPOLO DELLA LIBERTA’": "FORZA ITALIA"!!!
L’ITALIA (1994-2014), TRE PRESIDENTI DELLA REPUBBLICA SENZA "PAROLA", E I FURBASTRI CHE SANNO (COSA SIGNIFICA) GRIDARE "FORZA ITALIA". In memoria di Sandro Pertini e di (...)

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> Berlusconi mette ancora in discussione il risultato delle elezioni e spera nel riconteggio dei voti

domenica 24 marzo 2013


-  Piazza piena, tutti a Roma a spese di Silvio
-  Viaggio e pranzo pagati, gratis anche la metro
-  “E’ il migliore, l’unico che ci toglie le tasse”

di Caterina Perniconi (il Fatto, 24.03.2013)

Me lo sono anche tatuato: Silvio Berlusconi, vita mia” dice un ragazzo napoletano, prossimo ai quaranta, che scende dal pullman con la bandiera di Forza Italia. Alza la felpa, scopre l’avambraccio e spunta l’auto-grafo del Caimano inciso nella pelle. Doloroso? “Tutto per lui”. É mezzogiorno, a Cinecittà arrivano i primi mezzi dal sud Italia (Puglia e Campania la fanno da padrone). Con Silvio. “Sempre! ”. Fanno le foto all’ingresso della cittadella dei film: “Qui c’è Maria De Filippi vero? ”. Proseguiranno con la metro fino a Piazza del Popolo.

Non hanno dovuto tirare fuori un euro. “Mai, paga sempre tutto il partito”. Viaggio e pranzo al sacco (panino, acqua, succo di frutta, per i più fortunati anche insalata di riso e crackers). Nemmeno una moneta per la metropolitana, Gianni Alemanno la lascia aperta a tutti. Nel pomeriggio il sindaco sarà costretto a spiegare la sua scelta: “Copre le spese il Pdl, anche per la pulizia della piazza”.

Una manifestazione che a Berlusconi costa cara. Ma è necessaria, serve ad alzare la posta, a ricordare a tutti che la gente lo sostiene. “Veniamo da Bari - raccontano due militanti - siamo qui per Silvio, abbiamo bisogno di un governo, altrimenti a giugno l’Imu di Monti chi la paga? Verrano a prendersi la casa”.

Parlano solo di tasse e di crisi, ogni tanto, torna il leit motiv della giustizia. “Certi magistrati andrebbero ammazzati. Berlusconi è unico, il migliore”. Qualcuno si accanisce contro il Fatto quotidiano, ma non sono molti, “avversari, per carità, ma noi la stampa non la mandiamo affanculo”. Si divertono. I ragazzi cantano “menomale che Silvio c’è”. Dopo di lui? “Va bene chiunque, basta che porti avanti le sue idee”. Ma non vi ha delusi? “Mai”. Lo mandiamo in pensione? “Se solo quei magistrati comunisti lo lasciassero in pace”.

Metro, si parte. Continuano i cori. Qualcuno scende prima, “c’è il sole, facciamo un bel giro a Roma senza pagare, abbiamo colto l’occasione al volo”. I più a piazza di Spagna: “Vediamo la scalinata, quella delle sfilate, poi andiamo a manifestare”. Cercano le telecamere, gridano “Italia uno”. Sono cresciuti con Media-set. Gli anziani sono di più. In piazza suona “Oi vita mia”, è “dedicata a Silvio” dice il cantante. Come sul tatuaggio. Muoversi è difficile, c’è molta gente e spingono tutti verso il palco, vogliono i vip, cercano Berlusconi. Quando arriva cominciano a urlare “chi non salta comunista è”. I primi fischi sono per Bersani, anche se alla fine “va bene anche un governo con lui, basta che ci danno il Quirinale”. Appuntamento alle sette a Cinecittà. Si riparte, c’è chi viaggerà anche tutta la notte. Gratis.


-   Sotto il palco tra i figuranti arrivati in pullman
-  “Ci danno 10 euro, arrotondiamo la pensione”

di Alessandra Paolini (la Repubblica, 24.03.2013)

ROMA - Il look di Eleonora, sessant’anni o giù di lì, è quello delle trasmissioni del pomeriggio: golfini maculati, stivali sfrangiati da squaw, capelli cotonati biondo platino. È il look di una figurante, ovvero delle persone che riempiono gli studi di programmi Rai e Mediaset. E che ieri si è trovata a piazza del Popolo in uno spettacolo a suo modo speciale. Starring: Silvio Berlusconi.

Ce ne sono tanti come lei all’una davanti al teatro Brancaccio di Roma. Gente del mestiere, che si saluta con affabilità e risponde prontamente agli ordini di Armando, il capo claque. Probabilmente contattato nei giorni in cui non era chiaro che in tanti avrebbero risposto all’appello del Cavaliere. Armando, in total black e cravatta rossa lucida, invece, lavora per “Abavideo provini tv”, società che fa casting per film e pubblicità, e sceglie anche il pubblico per trasmissioni tv.

Venire arruolati come fan a pagamento di Berlusconi non è difficile. Certo, non si diventa ricchi: 10 euro la paga per restare un paio d’ore davanti al palco. «Una miseria», si lascia scappare uno dei figuranti, «ma ho una pensione da schifo e devo arrotondare». Armando ha una lista con le presenze dentro una cartellina col logo del programma “Così è la vita”.

Ma basta dire «un’amica mi ha detto di venire al posto suo perché sta male», che subito lui ti accoglie a braccia aperte. Prende nome e cognome e via, «Sei dei nostri». Il lavoro da fare è semplice. «Hai mai partecipato a un programma? - chiede il capo claque - No? Vabbé, non ti preoccupare, oggi stai un po’ lì in piazza in mezzo alla gente e poi te ne vai. Ma se hai voglia in futuro di partecipare a dei provini, cerca il sito e iscriviti». Lui, il “reclutatore”, da Silvio non viene: «Non ci penso nemmeno». E quando il pullman arriva, saluta il “gruppo vacanze Piemonte” con un elegantissimo «Mi raccomando, non pomiciate!».

Sul bus l’atmosfera è quella delle gite di scuola ai tempi delle medie, anche se la comitiva è un po’ agée. Una signora con i capelli rossi si mette il rossetto. «Attenzione che Berlusconi è sensibile alle donne», le fa il passeggero seduto al suo fianco. Risposta: «Vorrà dire che lo bacerò in bocca, chiaramente, dietro lauto compenso». Ilarità generale, commenti salaci. «Attenta però che quello c’ha la dentiera», grida uno dagli ultimi posti. Del resto, si sa, in fondo al pullman si siedono sempre quelli più indisciplinati. Nessuno però canta, come accade in ogni gita che si rispetti. E quando arriva la proposta «Ora tutti insieme intoniamo “E Silvio c’è”», si ride di nuovo.

Mancano dieci minuti alle tre. Il pullman, che si è unito ad altri tre bus al Circo Massimo con 150 persone a bordo raccolte a Testaccio, Tiburtina e piazza Bologna, scarica l’allegra brigata a un chilometro da piazzale Flaminio. «Ma che sono matti? C’è un sacco di strada da fare», grida una donna con le caviglie già gonfie. Qualcuno si mette ad aspettare l’autobus. «A furbi, non tornate a casa». Gli altri, accompagnati da un tutor in tuta azzurra della nazionale di calcio, conduce tutti a piazza del Popolo. Berlusconi ancora non c’è. La piazza è già gremita. E sulle note di “Azzurro” di Celentano stavolta anche le comparse cominciano a cantare.


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