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ITALIA

Dico e dico: pace...pace, e rispetto della dignità umana e dei diritti di tutti e di tutte!!! Per solidarietà G. Vattimo, lettera aperta di Federico La Sala a Prodi

GESU’!!! "JE SUiS ... CHRETIEN" !!! Non ... "CRETIN"!!! NE’ "CATTOLICO-ROMANO"!!!
sabato 10 febbraio 2007 di Vincenzo Tiano
[...] Caro Prodi
Proceda!!! Tutto il mio sostegno e il mio invito a continuare sulla strada di essere umani adulti, sia della ragione sia della fede!
Buon lavoro e VIVA L’ITALIA !!! [...]

Per solidarietà a Gianni Vattimo* ... una lettera a Prodi!!!
PACS... PACE, E RISPETTO DELLA DIGNITA’ E DEI DIRITTI DI TUTTI E DI TUTTE!!!
Lettera aperta a ROMANO PRODI
di Federico La Sala
 (...)

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> Lettera aperta di Federico La Sala a Romano Prodi

sabato 9 dicembre 2006

Responsabili e prolifici

di CHIARA SARACENO (La Stampa, 09/12/2006)

Nei Paesi che da più tempo riconoscono i diritti e le obbligazioni reciproche delle coppie di fatto etero e omosessuali il tasso di fecondità è più alto e non c’è alcuna prova che la solidarietà tra le generazioni sia allentata. Al contrario, molte ricerche segnalano come la disponibilità all’aiuto reciproco tra le generazioni sia altrettanto, se non più diffusa tra i Paesi che non solo hanno politiche di welfare poco universalistiche, ma difendono il matrimonio come unica forma legittima e socialmente valida di coppia. Nella Francia dei Pacs la disponibilità a fare figli è maggiore che nell’Italia del matrimonio come istituto unico.

Svedesi e danesi hanno il primo e spesso anche il secondo figlio da conviventi, rimandano il matrimonio a quando i figli entrano nell’adolescenza. Ciò non significa che sono meno responsabili verso i figli degli italiani che escono di casa, tardissimo, per sposarsi e poi aspettano ancora a fare un solo figlio. La loro voglia di «fare famiglia» non è indebolita dal riconoscimento della legittimità di questo desiderio anche per gli omosessuali. Tanto meno sono Paesi in cui la coesione sociale sembra essere particolarmente in pericolo, al contrario. Forse la Finanziaria non era il luogo proprio in cui porre la questione del riconoscimento delle coppie di fatto. E tuttavia, parlarne in Finanziaria, in relazione a uno specifico tema - quello delle successioni - rispondeva all’invito di chi ostinatamente si rifiuta di parlare di riconoscimento delle coppie di fatto, ma dichiara di essere pronto a riconoscere diritti individuali.

Lo sbarramento opposto dai cattolici della Margherita mostra quanta malafede ci sia in questa posizione: ogni volta che si arriva al dunque, ogni riconoscimento di un diritto individuale che scaturisce da una relazione di coppia viene denunciato come tentativo surrettizio di riconoscere, appunto, la coppia. Nella peculiare visione del mondo dei teo-con, chi convive, soprattutto se omosessuale, vive in un mondo senza relazioni. O le sue relazioni sono socialmente irrilevanti. È condannato per sempre all’irresponsabilità e assenza di reciprocità.

Questa malafede, o ambiguità, è un problema dell’attuale maggioranza, che con la scelta dell’altro giorno ha solo rimandato il confronto al proprio interno. Ma è un problema che riguarda anche l’attuale opposizione e tutti noi cittadini. A prescindere dalle nostre opzioni di valore e orientamento sessuale, vorremmo essere considerati adulti capaci e responsabili: non così influenzabili da essere convinti a non sposarci se viene introdotta una qualche forma di riconoscimento delle coppie di fatto, o a cambiare orientamento sessuale se gli omosessuali verranno finalmente riconosciuti come cittadini completi, anche nelle loro relazioni. Anche se si può discutere, in base a criteri di opportunità, dove porre il confine tra matrimonio e altre forme di unione, ad esempio in merito alla possibilità di adozione.

La Spagna di Aznar ci era già arrivata ancor prima della scelta radicale di Zapatero. Evidentemente i suoi governanti hanno maggiore rispetto dei nostri per la capacità dei loro concittadini di sviluppare rapporti responsabili. Perciò sono anche più autonomi dalle, legittime, prese di posizione della Chiesa Cattolica.


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