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ITALIA

Dico e dico : pace...pace, e rispetto della dignità umana e dei diritti di tutti e di tutte !!! Per solidarietà G. Vattimo, lettera aperta di Federico La Sala a Prodi

GESU’ !!! "JE SUiS ... CHRETIEN" !!! Non ... "CRETIN" !!! NE’ "CATTOLICO-ROMANO" !!!
samedi 10 février 2007 par Vincenzo Tiano
[...] Caro Prodi
Proceda !!! Tutto il mio sostegno e il mio invito a continuare sulla strada di essere umani adulti, sia della ragione sia della fede !
Buon lavoro e VIVA L’ITALIA !!! [...]

Per solidarietà a Gianni Vattimo* ... una lettera a Prodi !!!
PACS... PACE, E RISPETTO DELLA DIGNITA’ E DEI DIRITTI DI TUTTI E DI TUTTE !!!
Lettera aperta a ROMANO PRODI
di Federico La Sala
 (...)

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> "PACS... PACE, E RISPETTO DELLA DIGNITA’ E DEI DIRITTI DI TUTTI E DI TUTTE !!!" Per solidarietà a Gianni Vattimo, lettera aperta di Federico La Sala a Romano Prodi

dimanche 10 décembre 2006

I mercanti del tempio

di Ida Dominijanni *

Con l’aiuto di Maria troveremo il coraggio di dire no agli inganni del potere, del denaro, del piacere, ai guadagni disonesti, alla corruzione e all’ipocrisia, all’egoismo e alla violenza. Di dire sì al messaggio della Croce e all’onnipotenza del bene ; di estrarre dalle radici cristiane dell’Europa l’essenza per costruire la civiltà dell’amore e voltare le spalle a quella dello sfruttamento e della strumentalità. Sono parole di papa Benedetto XVI e a noi, laici e cattolici, non resta che unirci a lui in questa convinta invocazione. Se non da Maria, da chi chi dovrebbe venirci un sostegno ?

Non dal vicario di Dio, che mentre con le parole pronuncia questi auspici li smentisce con la pratica. Da anni e anni e ogni anno peggio dell’anno precedente, nella capitale della chiesa cattolica e dello stato laico, la pratica del culto dell’Immacolata assume le sembianze di una sorta di girone dantesco : a imitazione dell’Inferno degli scialacquatori, dei golosi, dei simoniaci e degli adulatori più che del Paradiso che Ratzinger cita a esempio della devozione per la Vergine. Sacro e profano, la via del pontefice e la via dello shopping, il turismo vaticano e il turismo vacanziero si mescolano indistinti e indistinguibili fra un ingorgo e l’altro, un’attesa disperata per l’autobus e una sosta speranzosa al bar, una transenna rispettata e una violata, santificati dall’omaggio al pontefice dei commercianti di via Condotti e uniti dall’unico culto che conta davvero, quello della personalità. Il papa per l’occasione, e tanto meglio se si aggiungono il sindaco di Roma e quello di Parigi, e il presidente della provincia con la figlia benedetta di nome e di fatto, a incarnazione del patto di ferro che lega in Italia il governo dei cittadini e la pastorale delle anime.

Il solo patto stabile, come sappiamo dalle cronache del Palazzo, che stabilmente governi il paese, da centrodestra o da centrosinistra non importa, e che stabilmente viola tanto i principi dello stato laico quanto quelli dell’etica cristiana. Sullo sfondo del culto della Vergine Madre risuona come un’eco lontana l’impietoso articolato della legge 30 sul problema sociale dell’infecondità ; stona con la celebrazione di qualsivoglia culto la sordità su cui rimbalzano in tv gli appelli di Piergiorgio Welby dalla sua agonia senza pietà ; contraddice ogni inno alla civiltà dell’amore la ferma e inflessibile barriera vaticana alla regolarizzazione civile delle unioni sacralizzate da un sentimento ma non dal matrimonio. Per ognuno di questi e di altri campi, freddamente detti « eticamente sensibili » ma che caldamente toccano la condizione umana di tanti e tante, la sovrapposizione e la rincorsa fra il potere temporale del Vaticano e il potere politico dello Stato non fa che annodarsi in un ingorgo paralizzato e paralizzante, che erode tanto le basi della cittadinanza quanto quelle della fede. Né Paola Binetti né Anna Serafini avranno la grandezza d’animo di intenderlo, ma in tempi in cui sacro e profano si confondono nel mercato dello shopping natalizio, presidiare le ragioni della laicità sarebbe l’unica strategia lungimirante per presidiare, contemporaneamente e con la stessa forza, anche quelle della religiosità.

* il manifesto, 09.12.2006


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