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ITALIA

Dico e dico: pace...pace, e rispetto della dignitÓ umana e dei diritti di tutti e di tutte!!! Per solidarietÓ G. Vattimo, lettera aperta di Federico La Sala a Prodi

GESU’!!! "JE SUiS ... CHRETIEN" !!! Non ... "CRETIN"!!! NE’ "CATTOLICO-ROMANO"!!!
sabato 10 febbraio 2007 di Vincenzo Tiano
[...] Caro Prodi
Proceda!!! Tutto il mio sostegno e il mio invito a continuare sulla strada di essere umani adulti, sia della ragione sia della fede!
Buon lavoro e VIVA L’ITALIA !!! [...]

Per solidarietÓ a Gianni Vattimo* ... una lettera a Prodi!!!
PACS... PACE, E RISPETTO DELLA DIGNITA’ E DEI DIRITTI DI TUTTI E DI TUTTE!!!
Lettera aperta a ROMANO PRODI
di Federico La Sala
 (...)

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> PACS... PACE, E RISPETTO DELLA DIGNITA’ E DEI DIRITTI DI TUTTI E DI TUTTE!!! Per solidarietÓ a Gianni Vattimo, lettera (2005) aperta di Federico La Sala a Romano Prodi

giovedì 8 febbraio 2007

Contro le ingerenze Vaticane nella vita politica italiane

Pacs, il manifesto per la laicitÓ di 60 parlamentari cattolici Dl

Ansa, 07-02-2007 *

Chiediamo, proprio nel rispetto della missione della Chiesa, che non si metta in dubbio la laicitÓ delle istituzioni, e la nostra responsabilitÓ di legislatori cui tocca il compito di legiferare per tutti". Sono le parole conclusive di un documento sottoscritto da circa 60 deputati e senatori "cattolico-democratici" della Margherita, che fanno riferimento a diverse aree dei Dl.

I firmatari appartengono a diverse aree dei Dl: ci sono i "mariniani" (Nicodemo Oliverio, Salvatore Ladu e Giorgio Merlo), gli ex popolari di Castagnetti (Sergio Mattarella, Lino Duilio e Giovanni Burtone), quelli pi¨ vicini a Dario Franceschini (Francesco Garofani, Gianclaudio Bressa), i parisiani (Franco Monaco), i demitiani (Rosa Suppa e Tino Iannuzzi) e i prodiani (Mario Barbi e Tiziano Treu).

"La scelta di sostenere in Parlamento una legge che preveda il riconoscimento giuridico di diritti, prerogative e facoltÓ delle persone che fanno parte delle unioni di fatto - si legge nel documento - risponde al necessario rispetto di un impegno assunto da ognuno di noi con gli elettori, e sancito nel programma dell’Unione in una equilibrata sintesi tra posizioni e sensibilitÓ culturali diverse".

"Si tratta di un impegno che abbiamo sottoscritto con consapevolezza e responsabilitÓ - proseguono i Sessanta - convinti che la tutela giuridica di diritti e doveri delle persone conviventi, anche fuori dal matrimonio, corrisponda al dovere della politica di non ignorare ci˛ che emerge dalla realtÓ sociale e che chiede di essere regolato proprio in funzione del bene comune che ci sta a cuore".

"Normare diritti e doveri delle persone conviventi - aggiunge il documento - non significa in nessun modo mettere in discussione o intaccare la preminente posizione e tutela che la Costituzione riconosce alla famiglia fondata sul matrimonio. Significa, al contrario, a nostro avviso, contribuire ad arginare l’instabilitÓ e la precarietÓ sociale che sono connaturati alla provvisorietÓ di situazioni che oggi sfuggono ad ogni sorta di regolamentazione e che penalizzano le posizioni pi¨ deboli. E, in taluni i casi, sfuggono per una precisa scelta culturale, fatta di deresponsabilizzazione, di individualismo, di edonismo, di effimera ricerca di una egoistica affermazione di sÚ, senza vincoli di alcun genere verso l’altro. Questa cultura Ŕ diffusa. E con questa realtÓ bisogna fare i conti anche dal punto di vista del legisltore".

"Per questo - scrivono ancora i 60 parlamentari - da cattolici democratici, da cristiani laici impegnati in politica, assumiamo per intero la fatica di una mediazione che sappia produrre un punto di incontro tra sensibilitÓ diverse, e che, raccogliendo il sentire diffuso, gli interrogativi e le domande che attraversano anche la comunitÓ ecclesiale di cui ci sentiamo parte, eviti lacerazioni e contrapposizioni ideologiche".

"Difendiamo la libertÓ della Chiesa e la sua missione che in questo campo consiste nell’educare le coscienze e illuminarle, presentando ai giovani le ragioni che rendono ineguagliabilmente bella la scelta di un sacramento che esalta il dono di sÚ nella fedeltÓ e nell’amore responsabile tra uomo e donna. Chiediamo, proprio nel rispetto di quella missine - conclude il documento - che non si metta in dubbio la laicitÓ delle istituzioni e la nostra responsabilitÓ di legislatori cui tocca il compito di legiferare per tutti".

Fonte:

http://www.libertaegiustizia.it/primopiano/pp_leggi_articolo.php?id=1074&id_titoli_primo_piano=1

* www.ildialogo.org, Giovedý, 08 febbraio 2007


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