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BAMBOLE. Una riflessione di Lea Melandri

sabato 17 giugno 2006 di Federico La Sala
[...] La sessualità e la maternità, il rituale erotico e l’accudimento, il piacere e la fame, ipocriticamente separati nelle immagini dei media, della moda, della pubblicità, ricompaiono come una specie di Giano bifronte nel simbolo più universale del destino femminile, la bambola, e aiutano a capirne il successo duraturo, oggi incredibilmente esteso [...]
LA GABBIA E IL "FILO D’ORO" DI ELVIO FACHINELLI. LE AMARE RIFLESSIONI DI LEA MELANDRI, IL CORAGGIO DI P.A. ROVATTI, E IL RISVEGLIO DI (...)

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> BAMBOLE. -- MILANO. LA TERZA EDIZIONE DI WALL OF DOLLS. L’appello dal «Muro delle bambole»

sabato 18 giugno 2016


LA TERZA EDIZIONE DI WALL OF DOLLS

L’appello dal «Muro delle bambole»

«Più educazione in scuole e famiglie»

Il video della vice presidente del senato Valeria Fedeli: «Un impegno preciso per la prevenzione alla violenza di genere»

di Redazione Milano online *

«La violenza sulle donne è considerata ancora troppo spesso come una questione privata, invece è questione che ci riguarda tutti e di cui la politica, le istituzioni e il sociale devono farsi carico»: così la vice presidente del Senato, Valeria Fedeli, è intervenuta sabato con un video all’inaugurazione della terza edizione di Wall of Dolls. «Il muro di Via De Amicis, su cui ci sono le bambole e le foto delle donne morte per femminicidio, è un’iniziativa che va sostenuta e condivisa, è la scelta di far vivere nell’agorà pubblico, dove le persone passano, guardano ed hanno modo di chiedere e riflettere e riporta ciascuno di noi verso l’impegno che dobbiamo saper esercitare, quotidianamente, contro i femminicidi, la violenza e qualsiasi forma di discriminazione delle donne».

Nato come installazione artistica, il Muro delle bambole ideato da Jo Squillo e realizzato a Milano da artisti, stilisti e designer è diventato il simbolo del contrasto alla violenza sulle donne. «Quest’anno - ha aggiunto Fedeli - il tema centrale di questa manifestazione di contrasto e prevenzione della violenza degli uomini sulle donne è l’impegno ad avere una scelta che parta dall’istruzione e dall’educazione nelle scuole e nelle famiglie, fattori che da sempre ritengo fondamentali per costruire una reale prevenzione. Un pezzo determinante di questo aspetto ha riguardato direttamente il mondo della scuola quando siamo riusciti ad ottenere, con la riforma, il recepimento del principio dell’educazione al rispetto come forma di “prevenzione della violenza di genere e di tutte le discriminazioni”. Per questo è importante l’appello che Jo Squillo rivolge alla ministra Giannini, con cui auspica che le linee guida che stiamo aspettando si realizzino al più presto per rendere operativi questi principi di civiltà».

* Corriere della Sera, 18.06.2016 (ripresa parziale).


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