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BAMBOLE. Una riflessione di Lea Melandri

samedi 17 juin 2006 par Federico La Sala
[...] La sessualità e la maternità, il rituale erotico e l’accudimento, il piacere e la fame, ipocriticamente separati nelle immagini dei media, della moda, della pubblicità, ricompaiono come una specie di Giano bifronte nel simbolo più universale del destino femminile, la bambola, e aiutano a capirne il successo duraturo, oggi incredibilmente esteso [...]
LA GABBIA E IL "FILO D’ORO" DI ELVIO FACHINELLI. LE AMARE RIFLESSIONI DI LEA MELANDRI, IL CORAGGIO DI P.A. ROVATTI, E IL RISVEGLIO DI (...)

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> BAMBOLE. ---- DONNE. QUALE BARBIE MERITI ? (di Joumana Haddad).

lundi 30 novembre 2009

Donne

Quale Barbie meriti ?

di Joumana Haddad* (Terra, 29.11.2009)

Una Barbie col burka ?! E viene dall’Italia, quest’invenzione prodigiosa ? E perché non creano, già che ci sono, la Barbie oppressa dal padre, umiliata dal fratello e picchiata dal marito ? Perché non creano, alla Mattel che si batte oggi con Sotheby’s per Save the children, la Barbie sposata, suo malgrado, a 13 anni a Gaza ; o quella che non ha il diritto di guidare una macchina a Riyad ; o quella che non ha il permesso di andare a scuola a Kabul, perché le donne “non hanno bisogno di leggere e scrivere” ? (ci sono 76 milioni di donne analfabete nel mondo arabo-musulmano). Perché non creano quella che è concepita e tollerata solo per diventare un accessorio : cucinare, obbedire, tacere e concepire, quando è il suo turno, figli preferibilmente maschi ? Perché non creano quella lapidata per adulterio (dal marito sposato con altre 3 donne), e quella imprigionata perché ha osato indossare un jean ? Sono sicura che queste ultime avrebbero un grandissimo successo.

Ci dicono, per rassicurarci, che lo scopo era di rappresentare “le diverse tipologie e culture femminili”. Così hanno messo la nuova Barbie col burka accanto a quella col kimono, quella col tailleur e quella col Sari indiano : le sue “sorelle”. Così facendo hanno banalizzato la carica umiliante del burka e l’hanno trasformato in una scelta di abbigliamento “etnico”, invece della rappresentazione concreta del concetto di donna-oggetto, priva di libertà, di dignità e di diritti umani minimi. Nella mia modesta conoscenza, la donna giapponese e la donna indiana non stanno vivendo le atrocità che vive la donna col burka. Né le accetterebbero, forse. La Barbie ha già fatto tanti danni, promuovendo l’immagine della donna bambola formosa, che passa il suo tempo a preoccuparsi dell’abbigliamento e degli orecchini da abbinarci ; e a sognare il muscoloso Ken.

Quella Barbie ha senz’altro qualcosa a che vedere con le caricature di donna che vediamo oggi sulla televisione italiana. E altrove.

Sarà una provocazione ma mi sembra uno dei simboli di questa cultura femminile perdente, basata sull’autodisprezzo, l’auto-indulgenza e la mancanza di ambizione. Con la burka-Barbie la distruzione dell’immagine femminile è completa : dalla donna oggetto da vetrina, alla donna oggetto di sottomissione, il passo è compiuto. Grazie Mattel. Sono sicura che i guadagni commerciali ne valevano la pena. Le ragazze dei paesi del Golfo non aspettavano altro. Anzi no : i loro padri non aspettavano altro.

Questa bambola è un attacco scandaloso e nauseabondo contro la donna. Non ci sono altre parole per descriverlo. E lo sta dicendo una donna araba non femminista. Brava la designer Eliana Lorena : ora l’immagine della donna araba in Italia, e in Occidente, è completamente rovinata.

In quanto a noi, donne arabe che lottiamo per cambiare questi cliché, andremo... a giocare con la Barbie velata che ci meritiamo. Spero solo che nella confezione della Barbie col burka sia compreso un bavaglio. Perché quella donna non tarderà a gridare. E quello che dirà, a molti, non piacerà.

*scrittrice, giornalista e poetessa


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