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Costituzione!!!

L’ITALIA, LA CHIESA CATTOLICA, I "TESTICOLI" DELLE DONNE E LA "COGLIONERIA" DEGLI UOMINI OVVERO ANCHE LE DONNE HANNO LE "PALLE". L’ammissione di Giovanni Valverde, del 1560!!! E CHE COSA SIGNIFICA ESSERE CITTADINI E CITTADINE D’ITALIA!!!

sabato 16 giugno 2007 di Federico La Sala
COSTITUZIONE, art. 3: Tutti i cittadini hanno pari dignità sociale e sono uguali davanti alla legge, senza distinzione di sesso, di razza, di lingua, di religione, di opinioni politiche, di condizioni personali e sociali. E’ compito della Repubblica, rimuovere gli ostacoli [...].
DONNE, UOMINI E VIOLENZA: "Parliamo di FEMMINICIDIO". L’importanza della lezione dei "PROMESSI SPOSI", oggi

La COSTITUZIONE, le differenze, e (...)

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> L’ITALIA, LA CHIESA CATTOLICA, I "TESTICOLI" DELLE DONNE --- DONNE E LEADERSHIP. Dichiarazione del Forum 2013 delle teologhe indiane

sabato 25 maggio 2013

Dichiarazione del Forum 2013 delle teologhe indiane

di Indian Women Theologians’ Forum 2013

in “www.catherinecollege.net” del 14 maggio 2013 (traduzione: www.finesettimana.org)

Il Forum delle teologhe indiane ( Indian Women Theologians’ Forum
-  IWTF) si è riunito dal 2 al 4 maggio 2013 al Montfort Spirituality Centre , Bangalore, per riflettere sul tema “Donne e leadership” . Condividere la nostra personale esperienza di donne leader in vari ambiti ha rivelato un filo comune dell’esperienza delle donne nella presenza del divino e nella loro capacità di rispondere con fede e coraggio.

L’ingiunzione scritturale “egli dominerà su di te” (Gen 3,16) sembra essere la sanzione religiosa che legittima il controllo maschile sulle donne all’interno delle sfere di famiglia, chiesa e società in senso generale.

Oggi l’abuso di questo potere ha assunto proporzioni violente, come si vede nella criminalizzazione della politica, nello spostamento obbligato di persone povere a causa dell’usurpazione della loro terra e delle loro risorse; nella corruzione dove la politica è usata per proteggere ricchezza, frode, stupro, crimine, cultura dell’impunità e dello status quo. La povertà sta scendendo a livelli di indigenza talmente bassi da non poter nemmeno essere descritti da percentuali o statistiche.

L’abuso di potere si riflette in problemi di governabilità, di legge ed ordine che di questi tempi stanno assumendo un significato cruciale e violento. Di primaria importanza è il problema dell’aumento di violenze contro le donne che si intensifica in grado, diffusione e brutalità.

Tale violenza contro le donne si sviluppa tra nuove categorie di persone in dimensioni sconosciute e riguarda persone di tutte le età. Le attuali istituzioni di legge e giustizia non riescono ad affrontare adeguatamente la situazione delle vittime e a render loro giustizia. Abbiamo bisogno di considerare in modo critico le radici della violenza contro le donne nelle strutture del potere patriarcale che continuano a influenzare la vita delle donne.

Come donne leader impegnate per il benessere della società, in particolare delle donne, condanniamo fortemente:
-  l’escalation dei casi di brutale aggressione sessuale di ragazze e donne;
-  le vessazioni delle vittime da parte della polizia e durante le procedure processuali;
-  le procedure legali che causano tortura mentale alle sopravvissute agli stupri, specialmente quelli per conflitto di comunità.

Mentre apprezziamo l’approvazione dell’emendamento della Criminal Law Act 2013, che assicura un processo veloce per le vittime di aggressione sessuale, speriamo che questa norma possa essere applicabile anche ai casi attualmente pendenti.

Vediamo la leadership femminista esercitare un potere di trasformazione ( transformative power ).

Transformative power è connesso con l’etica della cura, della compassione e col fatto di essere collegati. Transformative power ascolta le voci delle persone ai margini o alla periferia e vede attraverso gli occhi di chi è senza voce, senza speranza o senza potere.

Una leadership di trasformazione richiede che noi camminiamo mano nella mano con le persone, le accompagniamo e facilitiamo il cambiamento, non tramite il controllo, ma tramite l’amore.

La giustizia dovrebbe poter ricostituire la dignità delle persone e la riconciliazione, piuttosto che promuovere la vendetta e il castigo.

La leadership femminista lavora per il benessere delle persone, cooperando per fini comuni, creando ambienti che nutrano la crescita di individui e comunità, dando loro potere e libertà per la loro missione.

Siamo piene di speranza riconoscendo che gli emendamenti 73 e 74 alla Costituzione hanno creato delle donne leader alla base, molte delle quali sono state in grado di produrre un cambiamento rispetto ai giochi di potere politico per affrontare problemi centrali della loro comunità come acqua, istruzione e salute. Queste leader hanno distrutto il mito che le donne siano incapaci di amministrare il potere e svolgere incarichi di responsabilità al di fuori delle loro case.

Tuttavia siamo preoccupate per il tipo di leadership che è progettata nelle prossime elezioni, che minaccia il tessuto secolare della nostra nazione e marginalizzerebbe ulteriormente ampie masse di poveri in nome del cosiddetto sviluppo. Vorremmo vedere dei leader che siano impegnati a favorire l’etica della cura e della compassione nei confronti delle persone e della terra.

Osserviamo che la Chiesa centrale predica il messaggio e che la Chiesa alla periferia lo vive, malgrado il fatto che la Chiesa della periferia abbia un importante messaggio da condividere con il centro, che però il centro non riesce a ricevere. Apprezziamo e sosteniamo l’invito di Papa Francesco per una Chiesa dei poveri che “predica il vangelo in ogni tempo, usando le parole se necessario” (San Francesco d’Assisi). Questo avvicinerebbe il centro alla periferia per vivere davvero il messaggio evangelico.

Siamo preoccupate per il collegamento tra giurisdizione ed ordinazione sostenuto acriticamente e per la conseguente esclusione delle donne dalla leadership nella chiesa, specialmente quando hanno molto da dare ad una “Chiesa dei poveri”.

È ora di riconoscere i doni degli uni e degli altri ed unirci insieme per considerare con nuovi occhi la visione femminista che è egualitaria, inclusiva e compassionevole per affrontare queste diverse forme di violenza verso le donne e i poveri.

Prendiamo ispirazione dai modelli di leadership femminili nella tradizione biblica, particolarmente nelle comunità paoline, dove riscopriamo che delle donne erano leader dinamiche che avevano funzioni di diaconesse, investite di autorità per insegnare, predicare, amministrare ed evangelizzare.

La parola greca diakonos si riferisce sia ai maschi che alle femmine, e dalla citazione di Paolo di Phebe come diakonos (Rm 16, 1-2), Prisca come insegnante (Rm 16,3) e Junia come apostola (Rm 16,7) è ovvio che Paolo riconosceva la leadership delle donne negli ambiti della preghiera, dell’insegnamento, dell’amministrazione e dell’evangelizzazione. Ispirate da questi esempi esortiamo le donne a reclamare il loro legittimo spazio sul modello delle donne nella Chiesa primitiva.

In conclusione, riconosciamo che fare teologia è un compito politico che esprime critiche e invita le donne leader a sviluppare una nuova visione ed immaginazione e ad esercitare il potere che incoraggia e dà alle persone ai margini, in particolare quelle senza voce, capacità e possibilità ad esercitare il loro diritto a vivere la vita in tutta la sua pienezza (Gv 10,10). Ci impegniamo a far evolvere la leadership femminile che ha le sue radici nei vangeli ed è rivitalizzante per tutti.


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