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LA STELLA DELLA REDENZIONE (1921). La matrice di quello che Rosenzweig chiama «nuovo pensiero».

Un capolavoro unico! Tante cartoline spedite agli amici e alla madre dal fronte balcanico
domenica 25 giugno 2006 di Federico La Sala
[...] Il paganesimo, che è uno stato, o uno strato, non uno stadio dell’umanità (è la possibilità sempre aperta dell’immanenza) mantiene questi tre dati elementari irrelati l’uno all’altro, autonomi. Grazie alla rivelazione, invece, Dio l’uomo e il mondo entrano in un reciproco rapporto temporale, e perciò storico, e l’uno ha bisogno dell’altro.
Si scopre a ritroso la creazione. Si sente la necessità della redenzione. Creazione rivelazione e redenzione instaurano un ordine diverso da (...)

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sabato 7 luglio 2007

TEORIE

In «Globus» il filosofo Rosenzweig propone una ricostruzione della storia mondiale attraverso due forze motrici principali,la terra e l’acqua

La geopolitica è nata dal mare

Un precursore della globalizzazione. L’oceano, come territorio senza limiti né confini, è l’immagine del fine ultimo cui il pianeta è consegnato: una lenta unificazione

di Francesco Tomatis (Avvenire, 07.07.2007)

Il grande pensatore tedesco di origini ebraiche Franz Rosenzweig (1886-1929) avviò la stesura del suo capolavoro filosofico, La stella della redenzione (la cui traduzione italiana è stata riedita nel 2005 da Vita e Pensiero), sul fronte bellico durante la prima guerra mondiale, inviando quotidianamente il testo a casa su lettere e cartoline fittamente scritte. Il giovane sottoufficiale dell’esercito tedesco, inviato nei Balcani in una postazione contraerea, già durante tutto l’anno 1917 lavorò ad un’altra opera, peraltro da alcuni anni ideata, la quale fa un po’ da trait d’union ideale fra il più celebre libro, edito nel 1921, e la sua prima vasta ricerca storico-filosofica, dedicata a Hegel e lo Stato. Si tratta di Globus. Per una teoria storico-universale dello spazio, scritto pubblicato postumo e ora proposto in Italia da Marietti in una edizione a cura di Francesco Paolo Ciglia, acuto interprete di Rosenzweig, ma non solo, anche di Lévinas e Pareyson in particolare.

In Globus Rosenzweig svolge una rapida ma studiatissima, originale e significativa ricostruzione di tutta la storia mondiale: in una prima parte intitolata «Ecumene» dal punto di vista dei rapporti di forza terranei, nella seconda denominata «Thalatta» nell’ottica del confliggere di potenze marittime. Ben prima dello Jünger del saggio su Lo stato mondiale o dello Schmitt dell’opera capitale Il nomos della terra, con Globus Rosenzweig intuisce e delinea brevemente una concezione geopolitica del mondo secondo una marcata, benché visibile solo in prospettive di lunga portata, tendenza all’unificazione, nonché attraverso le forze motrici della storia principalmente individuabili nell’essere marittimo e terraneo.

Secondo l’esordio dello scritto di Rosenzweig, la storia del mondo fu inaugurata dal primo uomo che tracciò sul suolo terrestre un limite, a designare la proprietà propria e dei suoi amici e familiari. Infatti il primo confine delimitò non solo il possedimento di un privato, ma anche la possibil ità di presa di possesso della terra intera da parte di ogni altro delimitatore. Se la terra è naturalmente destinata ad esser delimitata, tracciata da solchi e leggi, termini e confini, è invece il mare - prosegue Rosenzweig - il regno dell’illimitato. Ma proprio per questa sua illimitatezza, uniforme e sterile, il mare è anche l’immagine del fine ultimo a cui la terra è consegnata, perseguibile tuttavia soltanto attraverso l’attività umana, il duro, conflittuale lavoro dell’umanità a distinguere, delimitare, prendere possesso e trasformare, per infine, in un lento ed estenuante contrasto di uomo contro uomo, volgersi all’unificazione del globo. Certo, l’unità a venire del mondo non potrà che essere movimentata, fatta di differenze infine rappacificate, fecondamente in relazione; ben lungi dunque dall’unità amorfa, indifferenziata, infeconda e grigia dell’infinito mare. Tuttavia soltanto volgendo lo sguardo al mare sterminato, l’umanità storica potrà intravvedere quell’unità costituente la forza motrice di ogni storico accadere, volto all’unificazione del globo terracqueo, altrimenti frammentato in conflitti miopi e radicati in parziali possessi e limitati confini. In questo contesto, molto brevemente delineato, di filosofia della storia globale, ecco che si inseriscono poi le acute riflessioni e originali ricostruzioni che Rosenzweig fa della storia mondiale. Dalla lettura dell’impulso originario di Roma come potenza marina, similmente ai Greci e persino ad Alessandro, alla conquista della Gallia da parte di Cesare come assoluto atto arbitrario che ha cambiato la storia, facendo di quella romana potenza continentale e terranea, dai diversificati significati del colonialismo europeo nelle sue varie fasi e direzioni, alla prima guerra mondiale come punto di svolta decisivo per la planetarizzazione. Se millenni ci sono voluti - afferma Rosenzweig - per acquisire coscienza teorica della sfericità della terra, non può stupire la lentezza con la quale la storia mondial e proceda verso l’unità del globo, prefigurabile con al suo centro l’anima europea. Eppure Dio ha creato un solo cielo e una sola terra. L’ecumenismo è il fine ultimo dell’umano cammino.

-  Franz Rosenzweig
-  Globus
-  Per una teoria storico-universale dello spazio
-  Marietti. Pagine 176. Euro 15,00.


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