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Politica

MORTI, LAVORO, E SICUREZZA. IL PRESIDENTE NAPOLITANO, A GENOVA, ALLA MOSTRA PER IL CENTENARIO DELLA CGIL

vendredi 30 juin 2006 par Federico La Sala
In visita a Genova il capo dello Stato ribadisce la centralità dell’occupazione. L’incontro con il cardinal Bertone e i richiami al predecessore Ciampi
Napolitano : "Il lavoro è un problema
e un dovere costituzionale" *
GENOVA - Il presidente della Repubblica durante la sua visita a Genova torna a parlare di lavoro e sicurezza. "Il lavoro rimane un punto di riferimento, un problema, e un dovere costituzionale", ha detto Giorgio Napolitano lasciando Palazzo Ducale dove ha visitato la mostra (...)

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> MORTI, LAVORO, E SICUREZZA. --- Il decreto è passato. Il Consiglio dei ministri ha approvato il decreto di attuazione della legge delega 123 dell’agosto scorso, che regolamenta la sicurezza sui luoghi di lavoro. Il provvedimento passerà ora alle commissioni parlamentari e alla conferenza Stato-Regioni e tornerà poi in Consiglio dei Ministri per l’approvazione definitiva.

jeudi 6 mars 2008


-  Morti bianche, passa il decreto Prodi : diritto al lavoro sicuro
-  Montezemolo : ultimo atto della sinistra *

Il decreto è passato. Il Consiglio dei ministri ha approvato il decreto di attuazione della legge delega 123 dell’agosto scorso, che regolamenta la sicurezza sui luoghi di lavoro. Il provvedimento passerà ora alle commissioni parlamentari e alla conferenza Stato-Regioni e tornerà poi in Consiglio dei Ministri per l’approvazione definitiva.

« L’ultimo atto di una sinistra anti-industriale e demagogica ». A parlare è il presidente di Confindustria Luca Cordero di Montezemolo. E l’atto in questione è proprio il testo unico sulla sicurezza. Nonostante i tre morti al giorno che in media cadono sui luoghi di lavoro per la carenza di misure di sicurezza, perché si ha furia di risparmiare, per il presidente degli industriali « bisogna uscire da questo clima nel quale si sta facendo largo e non si capisce perché con questa urgenza, un inasprimento delle sanzioni che poco o nulla hanno a che vedere con politiche attive, di prevenzione e di formazione ».

A Confindustria risponde direttamente il presidente del Consiglio Romano Prodi : il decreto, ha spiegato, « non ha intenti punitivi, non mette nel mirino le imprese, ma mette al centro la tutela della persona e il diritto al lavoro sicuro ». E le polemiche ? « Sollevare contrapposizioni - taglia corto Prodi - è un’offesa nei confronti dei lavoratori ».

L’intesa sembrava vicina, o quantomeno il ministro del Lavoro Cesare Damiano la auspicava : il sistema di sanzioni è « estremamente calibrato rispetto alle violazioni », spiegava, e l’auspicio era che « le parti sociali apprezzino l’impegno profuso dal governo per definire questa delega con un lungo lavoro di concertazione ».

D’altronde, qualche mediazione c’è già stata : nel decreto legislativo non è più solo l’arresto nei casi di violazioni più gravi ma, se l’imprenditore si mette in regola, dovrà solo pagare una multa da 8 mila a 24 mila euro. « È un incentivo per la prevenzione e per emendare la propria condotta », spiega il ministro della Giustizia Luigi Scotti. « L’arresto - chiarisce - è previsto solo per i casi più gravi, ossia per inadempimenti nella relazione sui rischi dell’attività imprenditoriale nei settori più pericolosi, con sostanze infiammabili o inquinanti ».

Ma Confindustria grida battaglia : « Il provvedimento - riflette Montezemolo - punta tutto e solo su un inasprimento delle sanzioni, senza niente di attivo, nuovo, come supporto alla formazione e prevenzione, unica strada per ridurre davvero i rischi. L’impianto - prosegue - è tutto spostato sulle sanzioni, non c’è chiarezza sulle regole. Così si fa demagogia ».

In realtà, spiegano i sottosegretari al Lavoro, Antonio Montagnino, e alla Salute, Gian Paolo Patta, nel testo appena approvato dal governo, si garantiscono « una più adeguata prevenzione, un potenziamento della formazione, un coordinamento della vigilanza, maggiore sostegno alle imprese per mettersi in regola, il potenziamento del ruolo dei rappresentanti per la sicurezza ». E le sanzioni sono « concepite come ultima ratio, assolutamente equilibrate, che non rispondono affatto ad alcun intento punitivo ». Concorda il ministro Damiano, secondo il quale le sanzioni « si muovono da una logica semplice : la proporzionalità alla violazione ».

* l’Unità, Pubblicato il : 06.03.08, Modificato il : 06.03.08 alle ore 19.31


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