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LIBERALIZZAZIONE

Farmaci da banco nei supermercati. Una scelta opinabile

lundi 3 juillet 2006 par Mauro Diana
Farmaci da banco nei supermercati. Una scelta opinabile.
Il centrosinistra sembra finalmente uscito da quel torpore che gli ronzava intorno dopo la vittoria al cardiopalma delle scorse politiche. Con un provvedimento firmato dal ministro Bersani, il governo Prodi ha dato il via libera ad una serie di liberalizzazioni che riguardano tutti i singoli cittadini : dalle licenze dei taxi, agli onorari dei liberi professionisti sino alla tanto discussa abolizione dell’ICI che la Chiesa non pagava (...)

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> Farmaci da banco nei supermercati. Una scelta opinabile

jeudi 27 juillet 2006
Anche io ritengo GIUSTO e DOVEROSO modificare la situazione attuale, ma non credo che il decreto Bersani, così com’è, sia davvero un aiuto per la competitività e la libera professione. Non credo che per un farmacista sia qualificante, dopo anni di studi, vendere OTC all’Ipercoop e non credo che i grandi gruppi industriali tratteranno i collaboratori meglio dei titolari attuali : sono prevedibili turni più massacranti, minacce di licenziamento, collaborazioni ancora "più infinite". Se si vuole cambiare in meglio non mi sembra questa la strada. Controlliamo di più i titolari, apriamo più farmacie aumentando il rapporto farmacie/abitante, costringiamo l’industria ad abbassare i prezzi degli Otc (che sono loro a determinare, non i titolari di farmacia).... le opportunità di vero progresso ci sono, creare catene di farmacie di proprietà di Grandi Gruppi non mi sembra molto saggio. Sarebbe come punire la piccola lobby dei farmacisti premiando la ben più colpevole lobby degli industriali del farmaco. In Italia i farmaci con obbligo di ricetta sono MENO CARI che in USA, Francia, Germania, Spagna, Regno Unito e Canada - lo dice uno studio indipendente della Bocconi. Di questo, però, non si parla. Vogliamo risparmiare circa 4 euro all’anno a persona (perchè alla fine di questo si tratta- una famiglia di quattro persone risparmierà in un anno ben 15 euro !) senza pensare alle spese davvero importanti per la salute. E a molti aspetti scottanti. Come la pubblicità diretta dei farmaci su ricetta (che da anni vogliono permettere anche in Italia) o l’induzione al consumo inutile di farmaci (di cui i grandi gruppi industriali si sono già macchiati nei Paesi dove hanno diretto controllo della vendita dei medicinali). Sfogando il malcontento verso certe categorie (farmacisti, tassisti, notai, panificatori) si finisce per dimenticare certe storture molto più grandi (truffe finanziarie, Anas-autostrade, Enel, Telecom...). Anche le piccole cose sono importanti, certo. Ma una liberalizzazione limitata solo ad alcune categorie non è un sopruso ? Quando potrò pagare l’assicurazione auto come nel resto del mondo ? Quando potrò pagare avere servizi bancari come nel resto del mondo ?

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