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Medioevo

PUGLIA : A GRAVINA, UNA CITTA’ SOTTO LA CITTA’. Un patrimonio storico-culturale da salvaguardare

vendredi 7 juillet 2006 par Federico La Sala
[...] L’amministrazione comunale sta ultimando le pratiche per chiedere all’Unesco il riconoscimento di patrimonio dell’umanità. Oggi l’ente dell’Onu premia i territori, così Gravina si unirà a Matera e ai suoi Sassi, distanti 30 chilometri. Presto arriverà il via libera. L’obiettivo è creare un polo di turismo culturale nel profondo sud. E salvare la città sotterranea.
PUGLIA
A trenta chilometri dai Sassi di Matera, un sito eccezionale per il quale è stata richiesta la tutela dell’Unesco (...)

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> PUGLIA : A GRAVINA, UNA CITTA’ SOTTO LA CITTA’. --- Arresti domiciliari per Filippo Pappalardi che nel primo pomeriggio ha lasciato il carcere di Velletri per tornare nella sua abitazione a Gravina in Puglia.

mardi 11 mars 2008


-  Il gip ha accettato la richiesta della difesa del padre di Francesco e Salvatore
-  Tornerà nella sua abitazione dove non potrà vedere o parlare con estranei

-  Gravina, Pappalardi ai domiciliari
-  "Non ha ucciso i due fratellini"

-  Derubricata l’accusa da omicidio ad abbandono di minori seguito da morte
-  "I ragazzini sfuggirono al padre che li inseguiva in auto per evitare punizioni"
*

BARI - Arresti domiciliari per Filippo Pappalardi che nel primo pomeriggio ha lasciato il carcere di Velletri per tornare nella sua abitazione a Gravina in Puglia. Dopo il rinvio di ieri è questa la decisione del giudice per le indagini preliminari del tribunale di Bari Giulia Romanazzi che ha accettato l’istanza di scarcerazione presentata dalla difesa del papà di Ciccio e Tore, in carcere dal 27 novembre 2007 con l’accusa di aver ucciso i suoi due figli, trovati morti in una cisterna abbandonata a Gravina in Puglia venti mesi dopo la loro misteriosa scomparsa.

Il gip ha derubricato l’accusa di omicidio nei confronti di Pappalardi e ha ordinato il trasferimento ai domiciliari nella sua abitazione a Gravina per il solo reato di abbandono seguito da morte (articolo 591 comma 3 del codice penale). Il giudice considera cadute anche le altre due accuse di sequestro di persona e occultamento di cadavere mosse dalla procura. E’ stato il presidente della sezione gip del tribunale di Bari, Giovanni Leonardi, a comunicare la decisione del giudice Romanazzi che poco prima aveva dichiarato : "Sono serena, non è stata una decisione facile".

La nuova ipotesi di reato, scrive il gip nel provvedimento di 32 pagine, si basa sul fatto che fu Filippo Pappalardi ad avvistare per l’ultima volta Ciccio e Tore la sera della loro scomparsa, ma "i bambini, verosimilmente, per sottrarsi alla consueta aggressività paterna e a una prevedibile consequenziale punizione, avrebbero istintivamente preferito la fuga".

Pappalardi, prosegue il giudice, avrebbe inseguito i figli a bordo della sua auto, ma li avrebbe "definitivamente persi di vista in zona via Ianora, cioè proprio lungo quella strada che insistentemente, ma tardivamente, il Pappalardi ha invocato, attribuendo l’avvistamento non a se stesso ma ad altre persone". Il padre credeva che la fuga di Ciccio e Tore fosse attribuibile a "una temporanea ragazzata", quindi "è plausibile" che l’uomo abbia cercato i figli "soprattutto nella zona vicina a via Ianora" in cui i ragazzini erano fuggiti dopo averlo visto.

"Non valeva la pena ’per una bravata da ragazzini’ mettere a repentaglio la propria reputazione di ’buon padre di famiglia’, e dunque rischiare la perdita dell’agognata potestà genitoriale in via esclusiva" sostiene ancora il gip. Per questo Filippo Pappalardi quella sera tardò nel dare l’allarme alla polizia dopo la scomparsa di Ciccio e Tore e successivamente fornì dichiarazioni false agli investigatori.

L’articolo 591 del codice penale citato dal gip si occupa di "abbandono di persone minori o incapaci" e riguarda "chiunque abbandona una persona minore di anni quattordici, ovvero una persona incapace, per malattia di mente o di corpo, per vecchiaia, o per altra causa, di provvedere a se stessa, e della quale abbia la custodia o debba avere la cura". Al comma 3 dello stesso articolo, il codice penale prevede la pena della reclusione da uno a sei anni "se dal fatto deriva una lesione personale", e da tre a otto anni "se ne deriva la morte". "Le pene sono aumentate se il fatto è commesso dal genitore, dal figlio, dal tutore o dal coniuge, ovvero dall’adottante o dall’adottato".

La decisione del gip arriva cinque giorni dopo l’interrogatorio in cui ha ribadito con forza fino alle lacrime la propria innocenza. Quando ha saputo della scarcerazione, Pappalardi "ha solo ripreso a piangere" ha raccontato il suo legale Angela Aliani. A trovarlo "emozionato" è stato anche il direttore del carcere di Velletri, Giuseppe Makovech, che ha sottolineato come Pappalardi abbia reagito "in maniera composta".

Ora Pappalardi dovrà restare detenuto nella sua casa, a Gravina in Puglia. Per disposizione del giudice non potrà allontanarsi senza essere autorizzato, non potrà avere contatti telefonici e visivi con persone che non siano "familiari, conviventi, sanitari e difensori". Per l’esecuzione del provvedimento e i controlli sulla detenzione domiciliare e sui divieti imposti viene delegata "la stazione dei carabinieri territorialmente competente".

* la Repubblica, 11 marzo 2008


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