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CASO ELUANA. L’ ACCANIMENTO DEL CARD. BARRAGAN E DEL VATICANO: E’ UN ASSASSINIO!!! IL PADRE, NESSUN COMMENTO.

martedì 11 novembre 2008
ANSA» 2008-11-11 14:30
Santa Sede: sospendere alimenti è assassinio
CITTA’ DEL VATICANO - Sospendere l’idratazione e l’alimentazione in un paziente in stato vegetativo è "una mostruosità disumana e un assassinio": lo ha ribadito all’ANSA il presidente del Pontificio consiglio per la Salute, (...)

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> CASO ELUANA. --- Ecco la sentenza. La Cassazione non ha esitazioni, questo rifiuto delle cure (pagina 6) "non può essere scambiato per un’ipotesi di eutanasia".

venerdì 14 novembre 2008

Al centro della decisione il "consenso informato". Così il paziente può rifiutare le cure. E il cittadino ha un po’ più di potere sui medici

-  Caso Englaro, ecco la sentenza
-  "Ora il malato può scegliere"

di PIERO COLAPRICO*

IL TESTO DELLA SENTENZA

Con la sentenza di ieri, la Cassazione sembra aver dato ai cittadini un po’ più di potere sui medici. Il cardine della sentenza Englaro è il "consenso informato" e cioè il fatto che il paziente può accettare o rifiutare le cure, una volta che il medico gli ha spiegato che cosa succede.

La Cassazione si era occupata di questo tema negli anni Novanta, quando alcuni pazienti, scontenti del medico, l’avevano citato in giudizio. E erano state sentenze "a cose fatte". La novità è che, in questo caso specifico, il "consenso" ferma la mano del medico: no al trattamento, no alla nutrizione forzata, no alle cure che non portano a niente.

La Cassazione non ha esitazioni, questo rifiuto delle cure (pagina 6) "non può essere scambiato per un’ipotesi di eutanasia". Sulla condizione fisica e mentale di Eluana c’è una relazione "di sicuro valore scientifico" (pagine 13). E nemmeno la procura generale ha sollevato la questione sulla "volontà presunta di Eluana", dandola per scontata. Anche questo è un punto importante, perché non pochi politici discutono ancora se questa volontà di rifiutare le cure sia valida o no: per sentenza, nata dopo un’indagine, questa volontà c’era e dunque è valida.

Il ricorso viene rigettato perché i magistrati (la procura generale) con Eluana non hanno da tutelare un interesse generale, ma solo il caso umano, giudiziario, clinico di una singola persona.

* la Repubblica, 14 novembre 2008


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