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CASO ELUANA. L’ ACCANIMENTO DEL CARD. BARRAGAN E DEL VATICANO: E’ UN ASSASSINIO!!! IL PADRE, NESSUN COMMENTO.

martedì 11 novembre 2008
ANSA» 2008-11-11 14:30
Santa Sede: sospendere alimenti è assassinio
CITTA’ DEL VATICANO - Sospendere l’idratazione e l’alimentazione in un paziente in stato vegetativo è "una mostruosità disumana e un assassinio": lo ha ribadito all’ANSA il presidente del Pontificio consiglio per la Salute, (...)

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> CASO ELUANA. --- Il compito della chiesa non è quello di fare leggi ma di testimoniare i valori che professa (don Aldo Antonelli).

martedì 18 novembre 2008

Eluana

di Aldo Antonelli

Francamaria Bagnoli mi scrive:

Scusami don Aldo, non è curiosità. Vorrei sapere che cosa pensi del caso Eluana in coma irreversibile da 16 anni. Il problema mi angoscia. La tecnologia ha fatto grandi passi in campo medico ma ha creato anche molti problemi. Continuare a far vivere con le macchine persone ridotte allo stato vegetativo non è accanimento terapeutico. La Chiesa potrebbe essere più tollerante? Un fraterno saluto. Franca.

Ecco la mia risposta-

Franca, se vuoi puoi liberamente inserire questo intervento sul tuo sito per arricchire il dibattito.

Sarò molto sintetico e schematico, confidando nella intelligenza tua e dei lettori.

Anzitutto permetti che esprima tutta la mia rabbia e la mia indignazione per questa protervia miopistica e per l’ottusa caparbietà con la quale, ancora una volta, la gerarchia ecclesiastica (che si continua a voler spacciare semplicisticamente e arrogantemente come "La Chiesa"), affronta il problema.

Innanzitutto, a monte di questa sua posizione trovo una "immagine di Dio" alquanto blasfema e lontana da come Dio si propone nella Storia dell’Allenza con Abramo e nella persona di Gesù di Nazareth.

Un Dio che mi da la vita e che continua e tenermi in costante ricatto e il cui dono sembra essere un dono a rendere mi fa pensare alla pusillanimità dei ragazzini cha si scambiano doni e che quando litigano ne esigono la restituzione. Con questo Dio non ho niente a che fare: non mi appartiene e non gli appartengo.

Dio è colui che dà, dà una volta per sempre, disinteressatamente e senza interessi di ritorno. Questo è il Dio della mia fede.

Un punto centrale del messaggio biblico è che Dio ha dato la vita all’uomo e l’ha data in abbondanza. Nel terzo discorso di Mosè, Deuteronomio 30,15, leggiamo: "Io pongo oggi davanti a te la vita e la morte", così come in Geremia 21,8 leggiamo: "Ecco, io vi metto davanti la via della vita e la via della morte". Quindi la vita è nelle mani dell’uomo ed è dell’uomo la responsabilità piena di scegliere, sia di vivere che di morire. Si trattasse anche, ma non è questo il caso di Eluana, di dover scegliere tra la vita e la morte, l’uomo ha la libertà di scelta! Non è condannato a dover scegliere la vita!

Nel caso di Eluana, poi, si pongono due problemi che possiamo esporre con due interrogativi:

Un vita semplicemente biologica è vita umana o no?

Ci troviamo di fronte ad interventi di cura o a quello che comunemente viene chiamato "accanimento terapeutico"? Io ritengo che quanto al primo interrogativo si possa tranquillamente affermare che la vita vegetativa non è vita umana e che, in riferimento al secondo, ci troviamo di fronte ad un vero e proprio "accanimento terapeutico". E allora, se così è, si puo dire o è scandaloso gridare: "lasciatela morire in pace"! LASCIATELA MORIRE IN PACE!? Come corollari, in questo bailamme osceno nel quale politici e chierici, mestatori e sanguisughe, si tuffano come corvi su carogne putrescenti (carogne sarebbero le discussioni, sia chiaro, non le vittime!) è necessario ricordare che:

Il compito della chiesa non è quello di fare leggi ma di testimoniare i valori che professa

Uno stato laico, nei suoi ordinamenti, non può far riferimento alla morale della religione dei suoi cittadini, fossero anche maggioranza, ma al senso comune del retto sentire come minimo comune denominatore. A certi livelli, come in questo caso, va comunque rispettata la coscienza delle persone coinvolte nel dramma, soprattutto quando un’azione non interferisce nella vita di altri o nella società nel suo complesso.

Aldo Antonelli

* Il Dialogo, Martedì 18 Novembre,2008


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